Infermiere e regime forfettario

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infermiere e regime forfettario

Sei un infermiere dipendente e vuoi svolgere la tua professione anche in modo autonomo? Vuoi informazioni su come risparmiare sulle tasse da versare?
Grazie al regime forfettario, se rispetti determinati requisiti questo è possibile.
Prima di vedere gli aspetti principali che legano l’infermiere e regime forfettario, ti ricordiamo che puoi risparmiare anche sulla gestione della tua attività grazie ai nostri servizi.

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Come primo aspetto, vediamo la differenza tra chi esercita la professione come dipendente in strutture private da chi lo fa in strutture pubbliche.

Infermiere dipendente in strutture private

Se sei dipendente di un ente privato non avrai nessun vincolo.
In ogni caso, è sempre consigliabile comunicare al datore di lavoro le proprie intenzioni.
In questo modo non rischierai di incorrere in conseguenze peggiori in un secondo momento.

Ti ricordiamo però che nel caso in cui il tuo contratto comprenda l’impossibilità di svolgere la tua professione in altri ambiti, nemmeno tu potrai svolgere la tua attività in proprio.

Infermiere dipendente in strutture pubbliche

Se invece sei un dipendente pubblico la questione si fa più complicata.
L’articolo 4 L. n.412, 30.12.91 stabilisce che : “Con il Servizio Sanitario Nazionale può intercorrere un unico rapporto di lavoro.

Tale rapporto è incompatibile con ogni altro rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato, e con altri rapporti anche di natura convenzionale con il Servizio Sanitario Nazionale.”

Il rapporto di lavoro con il Servizio sanitario nazionale è incompatibile:

  • con l’esercizio di altre attività;
  • con la titolarità di quote d’impresa;
  • con la compartecipazione delle quote di imprese che possono configurare conflitto di interessi con lo stesso.

La preclusione all’apertura di una posizione Iva per l’infermiere è però diversa dal quadro normativo relativo al medico dipendente.
Ancora in base all’art. 4, comma 7 della L. 412/1991, l’esercizio dell’attività libero-professionale dei medici dipendenti del S.s.n. è compatibile col rapporto unico d’impiego.

Purché espletato fuori dall’orario di lavoro all’interno delle struttura sanitarie o all’esterno delle stesse, con esclusione di strutture private convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale.
Questo significa che tutti i dipendenti pubblici non possono svolgere due attività contemporaneamente, e tra questi si annoverano gli infermieri, eccetto particolari figure qualificate quali i medici.

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Il regime forfettario per l’infermiere

Vediamo quali sono i requisiti per poter accedere al regime forfettario per un infermiere con partita Iva:

  • aver conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori per il periodo d’imposta 2016 a 30.000 €;
  • aver sostenuto spese per l’acquisizione di lavoro per importi complessivamente non superiori a 5.000,00 € lordi a titolo di lavoro dipendente, co.co.pro., lavoro accessorio, associazione in partecipazione, lavoro prestato dai familiari dell’imprenditore ex art. 60, T.U.I.R.;
  • aver sostenuto un costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, di beni mobili strumentali al 31.12 non superiore a 20.000,00 €.

I beni utilizzati promiscuamente per l’esercizio della professione, e per l’uso personale o familiare del contribuente concorrono al calcolo del limite di 20.000,00 € nella misura del 50%.
Tale limite è indipendente dal loro effettivo utilizzo per l’attività esercitata.

Il 78% dei compensi ricevuto nel periodo d’imposta sarà assoggettato ad imposta sostitutiva del 15% o nei casi di nuove attività del 5%.

Se hai la necessità di approfondire il regime forfettario con le novità sulla flat tax ti consigliamo la lettura del libro Regime forfettario e contabilità semplificata 2019 di Salvatore Giordano. 

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