Infermiere e regime forfettario: pubblico e privato - regimeminimi.com

Infermiere e regime forfettario

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infermiere e regime forfettario

Sei un infermiere e vuoi svolgere la tua professione in modo autonomo? Cerchi informazioni sul regime forfettario e su come risparmiare sulle tasse?
Oggi vediamo gli aspetti più importanti che riguardano un infermiere e regime forfettario, in base alle regole in vigore per il 2020.

Dal primo gennaio 2020, il regime forfettario ha subito una serie di modifiche previste con la nuova Legge di Stabilità.
Il limite del fatturato è fissato in 65.000 € e l’aliquota dell’imposta varia dal 15% al 5% a seconda dei casi.

Notevoli le semplificazioni e le agevolazioni previste ma, ricorda che se hai un lavoro dipendente è che supera i 30.000 € non potrai applicarlo.
In questo caso dovrai necessariamente virare sul regime semplificato.
Dopo questa breve premessa, approfondiamo gli aspetti che un infermiere deve conoscere per adottare il regime forfettario.
Mettiti comodo ed in pochi minuti vediamo tutto quello che c’è da sapere, buona lettura.

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Infermiere dipendente in strutture private

Vediamo la differenza tra esiste tra chi esercita la professione come dipendente in strutture private da chi lo fa in strutture pubbliche.
Se sei un dipendente di un ente privato non avrai nessun vincolo.
In ogni caso, è sempre consigliabile comunicare al datore di lavoro le proprie intenzioni. per evitare di incorrere in conseguenze peggiori in un secondo momento.
Ti ricordiamo che se il tuo contratto comprende l’impossibilità di svolgere la tua professione in altri ambiti, nemmeno tu potrai svolgere la tua attività in proprio.

Infermiere dipendente in strutture pubbliche

Se invece sei un dipendente pubblico la questione si fa più complicata.
L’articolo 4 L. n.412, 30.12.91 stabilisce che:

Con il Servizio Sanitario Nazionale può intercorrere un unico rapporto di lavoro.
Tale rapporto è incompatibile con ogni altro rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato, e con altri rapporti anche di natura convenzionale con il Servizio Sanitario Nazionale.

Il rapporto di lavoro con il Servizio sanitario nazionale è incompatibile con:

  • l’esercizio di altre attività;
  • la titolarità di quote d’impresa;
  • eventuale compartecipazione delle quote di imprese che possono configurare conflitto di interessi con lo stesso.

La preclusione all’apertura di una posizione Iva per l’infermiere è però diversa dal quadro normativo relativo al medico dipendente.
Ancora in base all’art. 4, comma 7 della L. 412/1991, l’esercizio dell’attività libero-professionale dei medici dipendenti del S.s.n. è compatibile col rapporto unico d’impiego.

Ovviamente deve essere espletato fuori dall’orario di lavoro dentro o fuori delle strutture sanitarie, con esclusione di strutture private convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale.
Questo significa che tutti i dipendenti pubblici non possono svolgere due attività contemporaneamente.
Tra questa casistica si annoverano anche gli infermieri, eccetto particolari figure qualificate come i medici.

Infermiere e regime forfettario

Il regime forfettario per l’infermiere

Vediamo quali sono i requisiti per poter accedere al regime forfettario per un infermiere con partita Iva:

  1. non aver percepito al 31/12 dell’anno precedente, ricavi superiori a 65.000€ da attività con partita IVA;
  2. eventuale reddito da lavoro dipendente non superiore ai 30.000 € lordi;
  3. essere residente in Italia oppure produrre in ogni caso in Italia almeno il 75% del reddito;
  4. aver sostenuto spese per l’acquisizione di lavoro per importi complessivamente non superiori a 20.000 € lordi a titolo di lavoro dipendente

Il coefficiente di redditività previsto è del 78% e si applica ai ricavi o compensi per determinare il reddito imponibile.
Per determinare le tasse da versare si applica l’imposta sostitutiva del 15% o nei casi di nuove attività del 5%.

Conclusioni

Ricapitolando, dal primo gennaio per adottare il regime forfettario, occorre il reddito del tuo lavoro dipendente nel periodo d’imposta precedente non superi la soglia dei 30000 €.
Se questa condizione non si verifica puoi sempre aprire una partita IVA ed adottare il regime fiscale semplificato.
Nel caso non conosci gli adempimenti che ti aspettano adottando il semplificato leggi la nostra guida sul blog.

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