Legge di Bilancio 2027: al 4 ottobre 2026 il quadro è più definito, ma le regole del regime forfettario non sono ancora cambiate. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 2 ottobre il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP), che fissa la cornice dei conti per la prossima Manovra. La soglia ordinaria del forfettario resta però 85.000 euro e il superamento di 100.000 euro continua, secondo la disciplina vigente, a determinare l’uscita immediata dal regime nell’anno stesso.
Il tema della flat tax fino a 100.000 euro resta politicamente aperto. Il 3 ottobre esponenti della maggioranza hanno indicato la flat tax tra le priorità della Manovra, mentre il viceministro dell’Economia Maurizio Leo aveva chiarito nei giorni precedenti che un eventuale superamento del limite di 85.000 euro richiede anche un coordinamento con la disciplina IVA europea. Quindi oggi esiste una proposta da seguire, non una nuova soglia già applicabile.
Resta inoltre aperto il tema del limite dei redditi da lavoro dipendente per l’accesso al forfettario: il DDL S.2033 propone di portarlo a 40.000 euro a regime, ma il disegno di legge non coincide con la Legge di Bilancio e non è ancora una norma vigente.
Legge di Bilancio 2027: situazione aggiornata al 4 ottobre
| Tema | Stato al 4/10/2026 |
|---|---|
| Soglia ordinaria forfettario 85.000 € | Vigente |
| Uscita immediata oltre 100.000 € | Vigente |
| Forfettario con soglia ordinaria a 100.000 € | Proposta politica, non approvata |
| Limite lavoro dipendente 35.000 € | Valido per il 2026 |
| Limite lavoro dipendente a 40.000 € | Proposta DDL S.2033 |
| DPFP 2026 | Approvato il 2 ottobre 2026 |
La distinzione è fondamentale: il DPFP definisce il quadro macroeconomico e di finanza pubblica entro cui verrà costruita la Manovra, ma non rende automaticamente operative tutte le misure discusse dai partiti.
Cosa cambia dopo l’approvazione del DPFP del 2 ottobre
Il Documento programmatico di finanza pubblica segna l’avvio concreto della fase finale della Manovra. Il Governo ha indicato una linea prudente sui conti, con crescita prevista intorno all’1% nel 2026 e allo 0,8% successivamente e con un utilizzo parziale degli spazi aggiuntivi per energia e difesa.
Tra le misure allo studio sono state richiamate soprattutto il taglio della seconda aliquota IRPEF per il ceto medio, interventi sui giovani, casa ed energia. Questo significa che le risorse disponibili saranno oggetto di confronto politico nelle prossime settimane.
Per le Partite IVA, il punto da ricordare è semplice: l’approvazione del DPFP non ha modificato la soglia del regime forfettario. Le regole operative restano quelle vigenti finché non arriva una disposizione approvata e pubblicata.
Forfettario a 100.000 euro: cosa c’è davvero oggi
L’ipotesi di portare la soglia ordinaria del forfettario da 85.000 a 100.000 euro è tornata nel dibattito politico. Il 3 ottobre la flat tax è stata indicata ancora come una delle priorità da sostenere nella prossima legge di bilancio.
Questo però non equivale a una misura inserita nel DPFP né, tantomeno, a una norma già approvata. Oggi bisogna continuare a distinguere:
- 85.000 euro: soglia ordinaria di ricavi o compensi per l’accesso e la permanenza nel regime;
- 100.000 euro: soglia che, secondo la disciplina vigente, determina la cessazione immediata del forfettario nell’anno del superamento;
- 100.000 euro come nuova soglia ordinaria: ipotesi politica ancora da trasformare in una disposizione normativa.
Per chi è vicino ai limiti restano valide le guide su superamento di 85.000 euro e superamento di 100.000 euro.
Perché il limite europeo degli 85.000 euro resta decisivo
Il punto tecnico più delicato è l’IVA. Il regime forfettario italiano è collegato alla franchigia IVA per le piccole imprese e la normativa europea prevede un tetto nazionale di 85.000 euro.
Il viceministro Leo ha spiegato che un eventuale innalzamento a 100.000 euro non è impossibile in via politica, ma richiederebbe un passaggio europeo o comunque un coordinamento specifico con le regole IVA. Questo rende la modifica più complessa di un semplice cambio di cifra nella disciplina delle imposte dirette.
Perciò una futura misura potrebbe anche dover distinguere tra trattamento ai fini delle imposte dirette e trattamento IVA. Finché non esiste un testo normativo, però, qualsiasi ricostruzione di questo tipo resta uno scenario.
Lavoro dipendente: il DDL S.2033 propone 40.000 euro
Un altro tema importante per il forfettario riguarda i contribuenti che hanno anche redditi da lavoro dipendente o assimilati.
Il DDL S.2033, presentato al Senato il 14 settembre 2026, propone di portare a 40.000 euro a regime la soglia relativa a questa causa ostativa. La proposta è concreta perché esiste un testo parlamentare, ma non coincide con la futura Manovra 2027 e può essere modificata durante l’iter.
Nel 2026 resta operativo il limite temporaneamente elevato a 35.000 euro. Se non intervenisse una nuova disposizione, non è corretto dare per scontato che questa soglia resti identica nel 2027.
Per il dettaglio rimane distinta la guida su regime forfettario e lavoro dipendente.
Cosa succede nel 2027 se non cambia la legge
Se la Manovra non intervenisse sul regime forfettario, continuerebbe a valere la soglia ordinaria di 85.000 euro e resterebbe la disciplina dell’uscita immediata oltre 100.000 euro.
Per il limite relativo al lavoro dipendente, invece, bisogna verificare la norma vigente per il nuovo periodo d’imposta: la soglia di 35.000 euro è stata elevata in via temporanea e non deve essere automaticamente proiettata sul 2027.
Questo è il motivo per cui, a inizio ottobre, conviene preparare scenari ma non modificare ancora fatture, contratti o struttura fiscale sulla base di annunci politici.
Tre scenari possibili per il forfettario 2027
Scenario A: nessuna modifica sostanziale
La soglia ordinaria resta 85.000 euro e il superamento di 100.000 euro continua a produrre gli effetti oggi previsti. In questo caso cambierebbero eventualmente altre misure fiscali della Manovra, ma non il perimetro del forfettario.
Scenario B: cambia solo il limite per il lavoro dipendente
Potrebbe essere approvato un nuovo limite per i redditi da lavoro dipendente, per esempio quello di 40.000 euro proposto dal DDL S.2033, lasciando invariata la soglia di ricavi del forfettario.
Scenario C: viene modificata anche la soglia dei ricavi
In questo caso il testo definitivo dovrebbe chiarire almeno decorrenza, trattamento IVA, soglia di uscita immediata e regole transitorie per chi nel 2026 supera 85.000 euro ma resta sotto 100.000 euro.
Chi è vicino a 85.000 euro cosa deve fare adesso
Chi si trova vicino alla soglia non dovrebbe basare la gestione del 2026 sull’ipotesi che il tetto salga sicuramente a 100.000 euro.
- aggiornare gli incassi effettivi del 2026;
- stimare quelli attesi entro fine anno;
- verificare gli effetti dell’eventuale superamento di 85.000 euro;
- preparare una simulazione del regime ordinario per il 2027;
- controllare i contratti che proseguiranno nel nuovo anno;
- attendere un testo normativo prima di considerare operativa una nuova soglia.
Con 88.000 o 90.000 euro di ricavi o compensi nel 2026, per esempio, oggi continua a essere necessario ragionare secondo le regole vigenti. Un’eventuale modifica futura andrà letta soprattutto nella sua decorrenza.
Come riconoscere una novità davvero applicabile
Nelle prossime settimane usciranno molte anticipazioni. Per evitare errori conviene classificare ogni novità in quattro livelli:
- dichiarazione politica: indica un obiettivo, ma non produce effetti;
- DDL o emendamento: esiste un testo, ma può essere modificato;
- testo approvato: va verificata la formulazione definitiva;
- norma pubblicata: diventano decisive decorrenza e regole transitorie.
Il DPFP appartiene alla cornice programmatica: è fondamentale per capire lo spazio della Manovra, ma non equivale alla legge di bilancio approvata.
Calendario della Manovra da ottobre a dicembre
Dopo il DPFP del 2 ottobre, il passaggio successivo è la presentazione del disegno di legge di bilancio alle Camere nella seconda metà di ottobre. Seguiranno l’esame parlamentare di novembre e dicembre e l’approvazione definitiva entro la fine dell’anno.
Per il regime forfettario i momenti realmente decisivi saranno quindi:
- la comparsa di una misura nel testo della Manovra;
- gli eventuali emendamenti su soglie e cause ostative;
- l’approvazione definitiva;
- la pubblicazione della legge e la verifica della decorrenza.
Fonti e cronologia aggiornata
- 14 settembre 2026: presentazione del DDL S.2033 sulla soglia dei redditi da lavoro dipendente;
- 28 settembre 2026: il viceministro Leo conferma che l’ipotesi 100.000 euro richiederebbe un coordinamento con il limite IVA europeo;
- 2 ottobre 2026: approvazione del DPFP e definizione della cornice dei conti per la Manovra;
- 3 ottobre 2026: la flat tax viene nuovamente indicata come priorità politica della maggioranza;
- 4 ottobre 2026: nessuna modifica normativa alle soglie del regime forfettario risulta ancora approvata.
Riferimenti: Senato — DDL S.2033; ANSA — DPFP del 2 ottobre; ANSA — flat tax tra le priorità del 3 ottobre.
Per chi pianifica il 2027, il criterio resta quindi prudenziale: utilizzare oggi le regole vigenti e aggiornare la strategia soltanto quando una modifica compare in un testo normativo sufficientemente definito. Questo evita di anticipare effetti fiscali che potrebbero cambiare durante l’iter parlamentare.
Domande frequenti
La soglia del forfettario è già 100.000 euro?
No. Al 4 ottobre 2026 la soglia ordinaria resta 85.000 euro.
Il DPFP ha approvato il forfettario a 100.000 euro?
No. Il DPFP definisce la cornice programmatica della Manovra, ma non ha modificato la disciplina del regime forfettario.
Il limite lavoro dipendente è già 40.000 euro?
No. È una proposta contenuta nel DDL S.2033. Per il 2026 resta il limite temporaneo di 35.000 euro.
Quando sapremo se cambia davvero il forfettario?
Il quadro diventerà progressivamente più chiaro con il testo della legge di bilancio, gli emendamenti e soprattutto con l’approvazione definitiva e la pubblicazione della norma.
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