Un nostro lettore, Diego di Bergamo, ci chiede maggiori informazioni su regime forfettario e lavoro dipendente: è assunto a tempo indeterminato e vorrebbe affiancare al proprio lavoro una Partita IVA come consulente.
Regime forfettario e lavoro dipendente: il quesito di Diego
Buongiorno, sono dipendente a tempo indeterminato e vorrei aprire una Partita IVA in regime forfettario come consulente.
Vorrei capire se i due redditi si sommano, come viene tassato il reddito della Partita IVA e quali contributi INPS dovrei pagare.
Grazie mille e buon lavoro.
Diego – Bergamo
La nostra risposta a Diego
Ciao Diego, grazie per la tua domanda su regime forfettario e lavoro dipendente.
Essere lavoratore dipendente non impedisce automaticamente di aprire o mantenere una Partita IVA nel regime forfettario.
Per il 2026 bisogna però verificare, tra le altre condizioni, la causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente. La soglia applicabile nel 2026 è pari a 35.000 euro.
I redditi da dipendente e da Partita IVA si sommano?
I due redditi mantengono una tassazione distinta. Il reddito di lavoro dipendente concorre alla normale tassazione IRPEF, mentre il reddito della Partita IVA forfettaria viene determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per l’attività e viene assoggettato all’imposta sostitutiva del regime.
Questo non significa però che il reddito da dipendente sia irrilevante: deve essere considerato proprio per verificare la causa ostativa dei 35.000 euro.
Imposta al 5% o al 15%?
Se possiedi anche i requisiti previsti per una nuova attività, l’imposta sostitutiva può essere applicata al 5% per l’anno di inizio e per i quattro successivi. Se tali condizioni non sono soddisfatte, l’aliquota ordinaria del regime forfettario è il 15%.
Posso fatturare al mio datore di lavoro?
Va controllata separatamente anche la causa ostativa relativa all’attività esercitata prevalentemente nei confronti dell’attuale datore di lavoro, dei datori dei due periodi d’imposta precedenti o di soggetti a essi riconducibili.
Questa verifica è distinta dal limite dei 35.000 euro e può diventare decisiva quando la nuova Partita IVA viene utilizzata per fatturare soprattutto allo stesso soggetto per il quale si lavora o si lavorava come dipendente.
E i contributi INPS?
Diego, nel caso di un professionista obbligato alla Gestione Separata INPS che risulti già assicurato presso un’altra forma previdenziale obbligatoria per il lavoro dipendente, nel 2026 l’aliquota prevista per i professionisti è pari al 24%.
Per attività artigiane o commerciali l’inquadramento previdenziale segue invece regole differenti e va verificato in relazione all’attività concreta e al rapporto di lavoro dipendente.
In sintesi
Quindi, Diego, lavoro dipendente e Partita IVA forfettaria possono coesistere, ma nel 2026 devi verificare la soglia di 35.000 euro, le altre cause ostative, l’eventuale rapporto con il datore di lavoro e il corretto inquadramento previdenziale.
Un saluto e buon lavoro
Lo Staff di regimeminimi.com
Fonti ufficiali
Normattiva: legge 190/2014, articolo 1, commi 57 e 65.
INPS: Circolare n. 8 del 3 febbraio 2026, aliquote Gestione Separata 2026.
Apri la Partita IVA o passa a Regimeminimi.com
Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.
- Apertura della Partita IVA
- Cambio commercialista
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.
Buongiorno, grazie per la risposta gentilissimi. nel caso in cui dovessi fatturare zero euro, mi confermate cortesemente che dovrò pagare zero tasse? (escluso i costi per la tenuta della contabilità) grazie, buon lavoro.
Buongiorno Diego, ti confermiamo che in caso di fatturato a zero non dovrai pagare né imposte e né contributi, grazie anche all’esenzione contributiva dovuta dal tuo lavoro da dipendente.
Qualora l’attività sia avviata come commerciante o artigiano, l’unico importo annuale a debito sarà il diritto camerale.
Cordiali saluti
Salve,
Mi collego a questa domanda.
È possibile nella situazione su esposta, fatturare al proprio datore di lavoro ?
Grazie
Salve Giulia, non ci sono ostacoli alla fatturazione al proprio datore di lavoro, a patto che sia per l’attività svolta come lavoratore autonomo.
Ricordiamo che l’attività svolta come lavoratore autonomo non deve costituire mera prosecuzione di attività già svolta come dipendente, ovvero deve essere sostanzialmente diversa rispetto a quella svolta come dipendente.
Cordiali Saluti
Salve sono Mario, sono un dipendente part.time tempo determinato ma comunque il contratto sarà rinnovato (non è questo il mio dubbio).
Ho bisogno di aprirmi la partita iva per effetture corsi di formazione, nello specifico di rianimazione cardiopolonare e di primo soccorso, le mie domande sono:
– se non fatturo devo pagare comunuque qualcosa, contributi etc…?
– rientro nel regime dei minimi?
– gestione separata INPS? cos’è?
Grazie
Buonasera Mario, ti ringraziamo per il tuo intervento, vista la complessità delle domande ti rispondiamo attraverso la nostra rubrica.
Puoi leggere la nostra risposta cliccando su questo link
Un saluto
buongiorno ,
nel mio caso sono passato da lavoratore dipendente (10 mesi) a regime forfettario ( 2 mesi ), per la dichiarazione redditi 2017 dovrò presentare un 740 ? e se si , si può presentare con su fisco online ?
grazie
Buonasera Roberto, avendo aperto partita Iva sarà necessario presentare il 740 e non più il 730.
Può essere preparato in autonomia con i software messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate ed inviato accedendo alla propria area riservata su FiscoOnline.
Cordiali saluti
Buongiorno e grazie per il vostro servizio, avrei una domanda: nel mio caso il reddito da lavoro dipendente è di oltre 30.000 euro lordi annuo, e vorrei iniziare una start up con poco budget, sono escluso dal regime forfettario? Cosa potrei fare? Trattasi di consulenza di progettazione meccanica.
grazie
Buonasera Claudio, purtroppo avendo un reddito da lavoro dipendente superiore ai 30.000€, non è possibile applicare il regime forfettario. Dovrà necessariamente applicare il regime ordinario.
Cordiali saluti
Buongiorno, avrei una semplice domanda. Ho da poco aperto una p. Iva in regime forfettario e sono contemporaneamente dipendente part-time a 20 ore per un negozio. Il mio reddito da lavoro dipendente è circa 20mila euro lordi e quindi giusto per la prosecuzione della mia p. Iva forfettaria. Qui mi nasce un dubbio che mi è venuto leggendo in tanti siti il funzionamento di questa partita iva; Ma se io ho un introito lordo di 20 mila euro da dipendente, con la p. Iva quanto posso fatturare? Devo tenere conto dei 20,000 da dipendente e quindi ho ancora 10. 000 a disposione da fatturare, oppure non contano i 20000 da dipendente e posso fatturare fino alla soglia di 30000 con la p. Iva?
Buonasera Flavio,
i redditi da lavoro dipendente e quelli da partita Iva non hanno niente a che fare tra di loro.
Per mantenere il regime forfettario non dovrai avere un reddito da dipendente superiore ai 30.000€ e come libero professionista non dovrai superare la soglia di ricavo di 30.000€.
Ripetiamo che i due redditi rimango completamente separati.
Cordiali saluti
Grazie mille per la risposta celere e esausriva. Un ultima cosa, naturalmente se fatturassi anche solo che 10000 euro, dovrei poi comunque fare la dichiarazione dei redditi avendo oltre al reddito da dipendente anche quello della forfettaria? Cioè a fine anno dovro dicbiarare il tutto e pagare quindi più tasse per via di un ulteriore reddito cone se avessi ad esempio 2 cud?
Buongiorno Flavio, ovviamente aprendo partita Iva la dichiarazione dei redditi deve essere presentata anche quando non si fattura niente.
I due redditi però, se applicato il regime forfettario, non si cumulano tra di loro e saranno tassati separatamente, ovvero non pagherai nient’altro sul reddito da lavoro dipendente oltre alle trattenute subite in busta paga.
Cordiali saluti