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Liquidazione IVA: calcolo mensile e trimestrale, scadenze e F24

Aggiornato il 20 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Liquidazione IVA: calcolo mensile e trimestrale, scadenze e F24

La liquidazione IVA è il calcolo con cui, ogni mese o trimestre, si determina quanta IVA deve essere versata oppure quale credito può essere riportato al periodo successivo. Il confronto avviene tra IVA a debito sulle operazioni attive e IVA detraibile sugli acquisti, tenendo conto di crediti, note di variazione e altri elementi previsti.

La liquidazione non va confusa con la LIPE: la prima è il calcolo periodico dell’imposta, la seconda è la comunicazione trimestrale dei dati delle liquidazioni all’Agenzia delle Entrate.

Come si calcola la liquidazione IVA

La formula di base è:

IVA a debito − IVA detraibile = IVA da versare oppure credito IVA

Il risultato può essere modificato da crediti precedenti, rettifiche, interessi trimestrali, note di credito e altre componenti previste dalla disciplina IVA.

Che cos’è l’IVA a debito

L’IVA a debito è quella addebitata ai clienti sulle operazioni imponibili effettuate nel periodo.

Se nel mese hai emesso fatture che contengono complessivamente 2.000 euro di IVA, quella cifra rappresenta il debito IVA lordo del periodo prima di considerare la detrazione sugli acquisti.

Che cos’è l’IVA detraibile

L’IVA detraibile è quella sugli acquisti che può essere recuperata nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.

Non tutta l’IVA delle fatture ricevute è automaticamente detraibile: bisogna verificare inerenza, corretta intestazione, eventuali limitazioni e presenza di operazioni esenti.

Per approfondire puoi leggere la guida sulla detrazione IVA sugli acquisti.

Esempio di liquidazione IVA a debito

Supponiamo che in un mese risultino:

Voce Importo
IVA sulle vendite 2.400 €
IVA detraibile sugli acquisti 900 €
IVA da versare 1.500 €

Salvo altri elementi, il saldo positivo di 1.500 euro rappresenta l’IVA da versare.

Esempio di liquidazione IVA a credito

Se invece hai 800 euro di IVA a debito e 1.200 euro di IVA detraibile, emerge un credito di 400 euro.

Il credito può essere riportato nelle liquidazioni successive e, quando ricorrono i requisiti, utilizzato o chiesto a rimborso secondo le regole previste.

Liquidazione IVA mensile

Il contribuente mensile chiude la propria posizione IVA ogni mese.

Il versamento dell’imposta dovuta avviene normalmente entro il giorno 16 del mese successivo.

Per esempio, la liquidazione relativa ad agosto 2026 è stata versata entro il 16 settembre 2026.

Liquidazione IVA trimestrale

Alcuni contribuenti possono effettuare la liquidazione con periodicità trimestrale.

Nei trimestrali per opzione il versamento avviene nel secondo mese successivo alla fine del trimestre e, in via generale, con la maggiorazione dell’1% prevista dalla disciplina.

Mensile e trimestrale: differenze principali

Mensile Trimestrale
Calcolo ogni mese Calcolo ogni trimestre
Versamento entro il 16 del mese successivo Versamento nel secondo mese successivo al trimestre
Nessuna maggiorazione trimestrale ordinaria Può applicarsi maggiorazione dell’1%

Quando si può liquidare trimestralmente

La periodicità trimestrale non è disponibile indistintamente per tutti.

Bisogna verificare i requisiti previsti per il contribuente e l’eventuale opzione esercitata. La scelta va poi applicata in modo coerente nella contabilità e nei versamenti.

Debito IVA fino a 100 euro

Se l’IVA dovuta nel periodo non supera 100 euro, in determinati casi il pagamento può essere rinviato e sommato al debito del periodo successivo.

Il differimento non può però andare oltre il 16 dicembre dello stesso anno.

Come si versa l’IVA

Il pagamento avviene tramite modello F24 utilizzando il codice tributo riferito al mese o al trimestre.

Per i mensili si utilizzano i codici da 6001 a 6012; per i trimestrali ordinari si usano codici specifici come 6031, 6032, 6033 e 6034.

Fatture elettroniche e liquidazione IVA

Le fatture elettroniche transitate dallo SdI rappresentano una parte fondamentale dei dati da controllare, ma non sostituiscono il calcolo della liquidazione.

Bisogna considerare anche note di variazione, reverse charge, fatture ricevute nel periodo corretto, crediti precedenti e altre rettifiche.

Fatture ricevute a cavallo del mese

Per la detrazione IVA conta anche il momento in cui la fattura è effettivamente ricevuta.

Una fattura emessa dal fornitore ma non ancora ricevuta non deve essere anticipata artificialmente nella liquidazione.

Note di credito

Le note di credito possono modificare l’IVA a debito o a credito del periodo.

Una nota di variazione registrata nel mese o trimestre sbagliato può alterare il saldo della liquidazione e, di conseguenza, anche i dati LIPE.

Reverse charge

Nel reverse charge il committente assolve l’IVA secondo le regole previste.

Se esiste diritto alla detrazione, la stessa imposta può concorrere sia a debito sia a credito. Nei soggetti senza diritto alla detrazione, invece, il costo effettivo può rimanere a carico del contribuente.

Liquidazione IVA e LIPE

Dopo aver determinato correttamente la liquidazione, i dati vengono riepilogati nella comunicazione LIPE.

Per l’adempimento specifico puoi consultare la guida sulla LIPE IVA.

Liquidazione IVA e dichiarazione annuale

La dichiarazione IVA annuale non sostituisce le liquidazioni effettuate durante l’anno.

Serve invece a riepilogare il periodo d’imposta, effettuare conguagli e rappresentare elementi che non emergono dal solo saldo mensile o trimestrale.

Il forfettario effettua la liquidazione IVA?

Non per le normali operazioni interne del regime.

Il contribuente forfettario non addebita IVA sulle normali fatture attive e non detrae quella sugli acquisti, quindi non entra nel normale ciclo delle liquidazioni periodiche IVA.

Può però dover versare IVA in specifiche operazioni, soprattutto con l’estero o in reverse charge. Per il quadro generale puoi leggere la guida su regime forfettario e IVA.

Errore nel calcolo della liquidazione

Gli errori più frequenti derivano da fatture mancanti, IVA detratta senza diritto, note di credito non considerate, periodi sbagliati o crediti riportati in modo errato.

La correzione dipende dal momento in cui l’errore viene scoperto e può richiedere rettifica della contabilità, correzione LIPE, dichiarazione integrativa o ravvedimento.

Versamento IVA omesso o insufficiente

Se il calcolo è corretto ma il versamento è omesso o insufficiente, il problema riguarda il pagamento e non la liquidazione in sé.

In questi casi bisogna verificare importo, scadenza e possibilità di ravvedimento.

Checklist prima di chiudere il periodo

  1. Controlla tutte le fatture attive.
  2. Verifica le fatture passive ricevute.
  3. Controlla la detraibilità dell’IVA sugli acquisti.
  4. Inserisci correttamente note di credito e debito.
  5. Verifica reverse charge e operazioni estere.
  6. Riporta eventuali crediti precedenti.
  7. Calcola il saldo del periodo.
  8. Compila F24 se dovuto.
  9. Riconcilia i dati per la LIPE.

Fonti ufficiali

  • Agenzia delle Entrate — IVA
  • Agenzia delle Entrate — liquidazione IVA mensile 16 settembre 2026
  • Agenzia delle Entrate — versamento IVA secondo trimestre 2026

Domande frequenti

Come si calcola la liquidazione IVA?

Si sottrae l’IVA detraibile sugli acquisti dall’IVA a debito sulle operazioni attive, considerando crediti e altri elementi previsti.

Quando si paga l’IVA mensile?

Normalmente entro il giorno 16 del mese successivo.

Quando si paga l’IVA trimestrale?

Nei trimestrali per opzione il versamento avviene nel secondo mese successivo al trimestre, con la maggiorazione prevista.

Che differenza c’è tra liquidazione IVA e LIPE?

La liquidazione calcola l’imposta; la LIPE comunica i dati delle liquidazioni.

Il forfettario fa la liquidazione IVA?

No, non per le normali operazioni del regime.

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