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Maternità Gestione Separata INPS 2026: requisiti, importo e domanda

Esperto risponde·Aggiornato il 7 Settembre 2026

Chi lavora con Partita IVA ed è iscritta alla Gestione Separata INPS può avere diritto all’indennità di maternità anche se applica il regime forfettario. Il punto decisivo non è il regime fiscale, ma la posizione previdenziale e il possesso dei requisiti richiesti dall’INPS.

Nel 2026 la tutela riguarda le libere professioniste iscritte alla Gestione Separata che rientrano nelle condizioni previste dall’Istituto. In questa guida vediamo chi ne ha diritto, quanto spetta, come viene calcolata l’indennità, se si può continuare a lavorare e quando presentare la domanda.

Argomenti del post

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  • Maternità Gestione Separata 2026: chi ne ha diritto
  • Quanti contributi servono per avere la maternità?
  • Quanto dura la maternità per una libera professionista?
  • Si può continuare a lavorare durante la maternità?
  • Quanto spetta di maternità nella Gestione Separata?
  • Esempio semplificato di calcolo
  • Forfettario: il coefficiente di redditività cambia la maternità?
  • Come e quando fare domanda all’INPS
  • Cosa controllare prima di inviare la domanda
  • Maternità e aliquota Gestione Separata 2026
  • Maternità, paternità, adozione e affidamento
  • Domande frequenti
  • Una forfettaria iscritta alla Gestione Separata ha diritto alla maternità?
  • Bisogna chiudere la Partita IVA?
  • Si può lavorare mentre si riceve l’indennità?
  • Quanto viene pagata la maternità?
  • In sintesi

Maternità Gestione Separata 2026: chi ne ha diritto

La tutela di maternità della Gestione Separata è destinata alle lavoratrici e ai lavoratori iscritti alla gestione previdenziale che rispettano i requisiti previsti dall’INPS. Per una libera professionista con Partita IVA è importante verificare in particolare che l’iscrizione sia corretta e che la contribuzione utile risulti effettivamente accreditata.

  • iscrizione alla Gestione Separata INPS;
  • assenza di pensione diretta incompatibile con la specifica tutela;
  • assenza di altra forma previdenziale obbligatoria che escluda la copertura di maternità della Gestione Separata;
  • presenza del requisito contributivo richiesto dall’INPS.

Il fatto di essere nel regime forfettario non impedisce quindi di ricevere l’indennità. Forfettario e maternità operano su piani diversi: il primo disciplina la tassazione del reddito, la seconda è una prestazione previdenziale.

Quanti contributi servono per avere la maternità?

Secondo l’INPS, nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile deve risultare almeno una mensilità di contribuzione comprensiva dell’aliquota che finanzia le prestazioni di maternità.

Per le libere professioniste questo controllo è particolarmente importante. Diversamente dai collaboratori, per i quali opera in determinate condizioni il principio di automaticità delle prestazioni, la professionista è direttamente responsabile del versamento dei propri contributi.

Per approfondire aliquote, minimale e massimale puoi consultare la guida alla Gestione Separata INPS 2026. Per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria l’aliquota complessiva 2026 è del 26,07%.

Quanto dura la maternità per una libera professionista?

Il periodo ordinario coperto dall’indennità comprende normalmente due mesi prima della data presunta del parto e tre mesi dopo il parto. La disciplina prevede inoltre regole specifiche per parto prematuro, ricovero del neonato, adozione, affidamento e particolari situazioni sanitarie.

Per questo, quando l’evento non rientra nel caso ordinario, la durata deve essere verificata sulla situazione concreta e sulla documentazione acquisita dall’INPS.

Si può continuare a lavorare durante la maternità?

Sì, nel caso ordinario l’indennità della Gestione Separata non richiede necessariamente l’effettiva astensione dall’attività lavorativa. Una libera professionista può quindi continuare a svolgere la propria attività e ricevere l’indennità, fermo restando che esistono situazioni particolari di interdizione anticipata o prorogata nelle quali valgono regole differenti.

Questo aspetto distingue la tutela previdenziale dal normale funzionamento della Partita IVA: non è necessario sospendere o chiudere la posizione fiscale solo perché inizia il periodo di maternità.

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Quanto spetta di maternità nella Gestione Separata?

L’INPS indica un’indennità pari all’80% di 1/365 del reddito di riferimento per ciascuna giornata indennizzabile. Nel caso della libera professionista viene preso a riferimento il reddito utile ai fini contributivi risultante dalla dichiarazione dei redditi relativa al periodo considerato, secondo le regole previste per la Gestione Separata.

Non è quindi corretto calcolare la maternità applicando semplicemente l’80% delle fatture emesse durante i cinque mesi. Il calcolo parte dal reddito previdenziale di riferimento e dalla relativa base giornaliera.

Esempio semplificato di calcolo

Supponiamo, solo per comprendere il meccanismo, che il reddito utile individuato secondo le regole INPS sia pari a 30.000 euro. La base giornaliera teorica si ottiene rapportando il reddito ai giorni previsti dalla disciplina; sulla base così determinata viene applicata la percentuale dell’80% per le giornate indennizzabili.

L’importo effettivo non va però ricavato da questo esempio senza verificare il periodo contributivo, la dichiarazione dei redditi utilizzabile e gli eventuali limiti applicabili al singolo caso.

Forfettario: il coefficiente di redditività cambia la maternità?

Il regime forfettario determina fiscalmente il reddito applicando ai ricavi o compensi il coefficiente previsto per l’attività. Quello stesso reddito professionale è rilevante anche per la contribuzione alla Gestione Separata. Per questo l’importo della maternità non dipende direttamente dal fatturato lordo, ma dal reddito che entra nella base previdenziale.

È quindi possibile che due professioniste con lo stesso fatturato abbiano basi contributive diverse se svolgono attività con coefficienti differenti o se la loro situazione previdenziale non coincide.

Come e quando fare domanda all’INPS

La domanda si presenta all’INPS attraverso il servizio dedicato. L’Istituto indica che la richiesta deve essere inoltrata prima dei due mesi che precedono la data prevista del parto e comunque non oltre il termine di prescrizione di un anno dalla fine del periodo indennizzabile.

Prima dell’inizio del periodo di maternità il certificato medico di gravidanza deve essere trasmesso telematicamente all’INPS dal medico del Servizio sanitario nazionale o convenzionato.

Cosa controllare prima di inviare la domanda

  • iscrizione effettiva alla Gestione Separata;
  • contributi presenti nell’estratto conto previdenziale;
  • almeno una mensilità utile nei 12 mesi richiesti;
  • corretta trasmissione del certificato di gravidanza;
  • assenza di altra copertura previdenziale che modifichi la gestione competente;
  • coerenza tra reddito dichiarato e contribuzione versata.

Maternità e aliquota Gestione Separata 2026

Per il 2026 l’INPS ha confermato per i professionisti senza altra forma previdenziale obbligatoria l’aliquota complessiva del 26,07%: 25% IVS, 0,72% destinato anche alle tutele di maternità, malattia e congedo parentale e 0,35% per ISCRO. Chi è pensionato o già assicurato presso altra forma obbligatoria versa invece il 24%; in questi casi la copertura della maternità deve essere verificata rispetto alla gestione previdenziale competente.

Maternità, paternità, adozione e affidamento

La tutela della Gestione Separata non riguarda soltanto la maternità biologica. L’INPS prevede la prestazione anche nei casi disciplinati di paternità, adozione e affidamento preadottivo. Le condizioni e la durata possono cambiare in base all’evento, quindi è opportuno utilizzare la procedura specifica indicata dall’Istituto.

Domande frequenti

Una forfettaria iscritta alla Gestione Separata ha diritto alla maternità?

Sì, se possiede i requisiti previdenziali previsti dall’INPS. Il regime forfettario non esclude la prestazione.

Bisogna chiudere la Partita IVA?

No. La maternità non richiede la chiusura della Partita IVA.

Si può lavorare mentre si riceve l’indennità?

Per la maternità ordinaria della Gestione Separata l’INPS riconosce la prestazione anche senza effettiva astensione, salvo i casi particolari nei quali è prevista interdizione dal lavoro.

Quanto viene pagata la maternità?

L’indennità è calcolata nella misura dell’80% della base giornaliera determinata secondo il reddito previdenziale di riferimento.

In sintesi

Una libera professionista con Partita IVA e Gestione Separata può ricevere la maternità nel 2026 se possiede la copertura contributiva richiesta. Il forfettario non impedisce l’accesso alla prestazione, non è normalmente necessario interrompere l’attività e l’importo viene determinato sulla base del reddito utile ai fini previdenziali.

Le regole operative sono descritte nel servizio INPS dedicato alla maternità e paternità degli iscritti alla Gestione Separata. Le aliquote 2026 sono invece riportate nella circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026.

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