Il mercato immobiliare non residenziale nel secondo trimestre 2026 resta in crescita. Le compravendite superano le 66mila unità e aumentano del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.
A trainare il mercato sono soprattutto negozi, depositi commerciali e capannoni. Gli uffici, invece, mostrano una lieve flessione. Per imprese e commercianti il quadro segnala quindi una domanda ancora vivace soprattutto negli immobili legati alle attività commerciali e produttive.
Oltre 66mila compravendite non residenziali nel secondo trimestre 2026
Nel periodo aprile-giugno 2026 gli scambi di immobili non residenziali crescono complessivamente del 2,6% su base annua. Il comparto terziario-commerciale rappresenta oltre il 60% delle compravendite e registra un aumento del 4,7%.
Il dato conferma una dinamica più favorevole rispetto a quella degli uffici e mostra come il segmento commerciale continui a sostenere una parte rilevante del mercato. Nello stesso periodo, anche altri indicatori economici hanno mostrato una crescita dell’attività: su Regimeminimi abbiamo analizzato sia le nuove Partite IVA del secondo trimestre 2026 sia l’andamento del mercato del lavoro nel secondo trimestre 2026.
Negozi in crescita del 5,7%
Il segmento dei negozi supera le 12mila compravendite e cresce del 5,7% rispetto al secondo trimestre 2025. L’aumento è più intenso nei comuni non capoluogo, dove gli scambi salgono di oltre il 7%.
Crescono anche le superfici complessivamente compravendute, in aumento del 7,7%. Tra le principali città italiane il quadro è generalmente positivo: Milano mantiene una dinamica favorevole, mentre Genova, Palermo e Bologna registrano gli incrementi più marcati. Roma, Torino e Napoli mostrano invece variazioni lievemente negative.
Capannoni: compravendite +2,8%
Dopo il calo del primo trimestre, il mercato dei capannoni torna a crescere. Nel secondo trimestre 2026 le compravendite aumentano del 2,8% e raggiungono quasi 4.300 unità.
Circa l’86% degli scambi avviene nei comuni non capoluogo. Il Nord Ovest registra una crescita superiore al 10%, mentre il Sud avanza del 6%. Nelle dodici province con la maggiore presenza di immobili produttivi, gli scambi aumentano in nove casi su dodici; tra gli incrementi più significativi figurano Treviso, Padova, Bari, Bergamo e Torino.
Uffici in lieve calo: -0,6% su base annua
Il quadro è diverso per gli uffici. A livello nazionale le compravendite diminuiscono dello 0,6% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Il Nord Ovest cresce del 3,1%, mentre Centro e Sud registrano una riduzione degli scambi.
Nelle grandi città la debolezza è più evidente: secondo il report, gli scambi di uffici risultano in forte calo a Roma e Milano, rispettivamente di circa il 18% e il 24%. Le superfici compravendute, però, aumentano complessivamente di quasi il 2% a livello nazionale.
Cosa indicano i dati per imprese e attività commerciali
I dati non indicano una crescita uniforme di tutto il mercato immobiliare d’impresa. Mostrano però una dinamica nettamente più favorevole per negozi, depositi e immobili produttivi rispetto agli uffici.
Per chi osserva l’andamento delle attività economiche, il segnale principale è quindi la tenuta del comparto commerciale e il ritorno alla crescita del segmento produttivo. Il dato resta statistico e non permette, da solo, di valutare prezzi, convenienza economica o condizioni di finanziamento di una singola operazione immobiliare.
Fonte ufficiale
I dati sono riportati da FiscoOggi sulla base delle Statistiche trimestrali dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate: Compravendite non residenziali, uffici e depositi guidano la crescita.
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