Marchi metalli preziosi 2026: due Camere di commercio hanno pubblicato la cancellazione dei contrassegni 33-NO e 59-VE dal registro degli assegnatari. Il marchio 33-NO, attribuito a Songa Giancarlo S.r.l. in liquidazione, è oggetto del comunicato della Camera di commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 19 ottobre 2026. Il marchio 59-VE, intestato a Romano Mario di Venezia Mestre, compare invece nel comunicato della Camera di commercio Venezia Rovigo del 21 ottobre. Entrambi gli atti riguardano anche la dismissione dei punzoni utilizzati per imprimere i contrassegni.
Per orafi, laboratori, importatori e commercianti di gioielli la notizia ricorda l’importanza di verificare l’identificazione del fabbricante o dell’importatore. Le comunicazioni ufficiali riguardano due posizioni specifiche, non una revoca generalizzata di tutti i marchi delle province di Novara e Venezia. Non contengono neppure un ordine di ritiro di tutti i gioielli precedentemente commercializzati dalle imprese interessate: per valutare eventuali prodotti occorrono le norme e i fatti pertinenti al singolo caso.
Marchi 33-NO e 59-VE: le cancellazioni di ottobre
Il primo provvedimento è il comunicato 26A05449 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 243 del 19 ottobre 2026. La Camera di commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte rende noto che Songa Giancarlo S.r.l. in liquidazione, con sede a Novara, ha cessato l’attività di fabbricazione di oggetti in metalli preziosi ed è stata cancellata dal registro degli assegnatari. Il contrassegno indicato nell’atto è 33-NO.
La comunicazione richiama una determinazione dirigenziale del 12 ottobre 2026 e precisa che i punzoni in dotazione sono stati deformati. La deformazione rappresenta un intervento sugli strumenti fisici di marcatura: serve a renderli non più utilizzabili per imprimere il contrassegno precedente. Il testo non dichiara che ogni oggetto fabbricato in passato dall’impresa sia contraffatto o privo del titolo legale dichiarato.
Il secondo provvedimento è il comunicato 26A05511 della Camera di commercio Venezia Rovigo, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 245 del 21 ottobre. Riguarda l’impresa Romano Mario, con sede a Venezia Mestre, via Querini 106, assegnataria del marchio 59-VE, riportato nell’avviso anche nella forma VE 59.
In questo caso la cancellazione segue la cessazione dell’attività e la richiesta di cancellazione dell’operatore. La determinazione del dirigente è la n. 2026000099 del 13 ottobre 2026. Il comunicato documenta la riconsegna di cinque punzoni, successivamente deformati nell’ufficio camerale.
| Marchio | Impresa | Camera competente | Pubblicazione |
|---|---|---|---|
| 33-NO | Songa Giancarlo S.r.l. in liquidazione, Novara | Monte Rosa Laghi Alto Piemonte | 19 ottobre 2026 |
| 59-VE | Romano Mario, Venezia Mestre | Venezia Rovigo | 21 ottobre 2026 |
Gli atti sono comunicazioni di pubblicità legale previste dall’articolo 29 del DPR 150/2002. È importante non presentarli come una nuova normativa nazionale che imponga da ottobre un marchio diverso a tutte le imprese italiane. La disciplina generale dei metalli preziosi continua a derivare dal decreto legislativo 251/1999 e dal relativo regolamento di esecuzione.
Che cosa indicano il marchio di identificazione e il titolo
Quando un oggetto è realizzato in metallo prezioso e viene immesso in commercio, la normativa richiede, con le eccezioni previste, un sistema di indicazioni che consenta di riconoscere il produttore o l’importatore e il titolo legale del metallo. Le due informazioni sono differenti e non vanno confuse.
Il marchio di identificazione è assegnato dalla Camera di commercio all’impresa avente i requisiti. La sua impronta contiene, nel formato previsto dalla normativa, un numero progressivo e la sigla della provincia, inseriti nell’apposito contorno. È così possibile risalire all’assegnatario del contrassegno attraverso il registro camerale pertinente.
Il titolo del metallo, invece, indica in millesimi la quantità di metallo prezioso presente nella lega. Per esempio, l’indicazione 750 su un oggetto d’oro esprime un titolo di 750 millesimi, non il numero del produttore. L’iscrizione nel registro degli assegnatari e la presenza del titolo sono quindi due verifiche distinte.
La Camera di commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte riepiloga i titoli legali previsti in Italia: oro 750, 585 e 375 millesimi; argento 925 e 800; platino 950, 900 e 850; palladio 950 e 500. La pagina istituzionale spiega anche l’iscrizione nel registro, la concessione dei marchi e la gestione dei punzoni.
| Metallo | Titoli legali ordinari, in millesimi |
|---|---|
| Oro | 750 · 585 · 375 |
| Argento | 925 · 800 |
| Platino | 950 · 900 · 850 |
| Palladio | 950 · 500 |
Un operatore deve verificare anche la categoria merceologica e l’origine del prodotto, perché esistono regole specifiche su oggetti importati, marchi equivalenti e casi particolari. Non è corretto affermare che qualsiasi articolo esposto in un negozio debba necessariamente avere un’identica combinazione di impronte, a prescindere dalla natura e dalla provenienza.
Il marchio camerale non corrisponde al marchio commerciale o logo aziendale utilizzato per la promozione di una collezione. Un’impresa può avere un segno grafico distintivo per il pubblico, ma la sua presenza non sostituisce il contrassegno ufficiale o il titolo legale quando questi sono richiesti.
Perché i punzoni vengono riconsegnati e deformati
I punzoni sono gli strumenti che consentono di imprimere materialmente il marchio di identificazione sugli oggetti. Per questo la loro gestione è collegata alla titolarità della concessione camerale. Quando il marchio non può più essere usato, il recupero e la deformazione dei punzoni servono a interrompere la possibilità di effettuare ulteriori marcature con quell’impronta.
Nel caso di Venezia Mestre il comunicato dettaglia persino le caratteristiche degli strumenti restituiti: due punzoni di tipo diritto e tre di tipo incavo da 9 millimetri, per un totale di cinque. La Camera dichiara che sono stati deformati in ufficio. Questi dati identificano gli strumenti oggetto dell’operazione, ma non riportano un inventario dei prodotti già commercializzati.
Nel caso del marchio 33-NO l’atto piemontese indica che i punzoni in dotazione all’impresa sono stati deformati, senza elencarne nel comunicato numero e dimensioni. Non sarebbe quindi corretto attribuire anche al caso novarese la restituzione di cinque strumenti: tale numero risulta soltanto nel provvedimento relativo a Romano Mario.
È importante distinguere la cancellazione dal registro dalla valutazione della conformità di un oggetto immesso in commercio in precedenza. La cancellazione riguarda la posizione amministrativa del soggetto assegnatario e l’utilizzabilità futura del contrassegno. Da sola non dimostra che ogni prodotto realizzato nel periodo di regolare concessione abbia perso la composizione dichiarata o debba essere ritirato dal mercato.
Allo stesso tempo, il fatto che un gioiello riporti un marchio storicamente esistente non basta sempre, senza altre verifiche, a stabilire provenienza, autenticità e regolarità di una specifica vendita. Per valutare dubbi su un singolo pezzo possono essere utili documentazione commerciale, registri, caratteristiche della punzonatura e accertamenti delle autorità competenti.
La normativa contempla anche la marcatura laser, disciplinata con specifiche regole tecniche. Le Camere di commercio possono gestire dispositivi e token destinati alla marcatura digitale autorizzata, ma i due comunicati dell’ottobre 2026 qui esaminati riguardano le particolari posizioni e gli strumenti descritti negli atti, senza istituire nuovi obblighi generali per tutte le apparecchiature laser.
Orafi e gioiellieri: le verifiche pratiche dopo una cancellazione
Per chi fabbrica, importa o vende oggetti in oro, argento, platino o palladio, i provvedimenti ricordano che i dati relativi ai marchi devono essere mantenuti coerenti con la posizione camerale. Un laboratorio che cessa l’attività non dovrebbe continuare a utilizzare la vecchia punzonatura dopo la cessazione della concessione. In caso di variazioni societarie, cessazioni o subentri è opportuno verificare con il servizio metrico competente le procedure specifiche.
La Camera di commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte precisa, nelle proprie istruzioni generali, che nel caso di trasferimento della proprietà dell’impresa il marchio può seguire il subentrante a determinate condizioni, fra cui la continuità dell’attività e la presentazione di un’apposita istanza entro i termini previsti. Perciò non è possibile considerare qualsiasi cambio di titolare equivalente alla cessazione definitiva del marchio.
Un gioielliere che acquista da fornitori esterni può verificare identità e posizione del fabbricante o importatore, corrispondenza dei documenti di consegna e caratteristiche delle impronte riportate sugli oggetti, senza dedurre che la mera presenza di un vecchio marchio cancellato renda automaticamente irregolare ogni articolo già in magazzino. Le verifiche necessarie dipendono dalle date e dalle circostanze concrete.
Per chi avvia o gestisce un’attività orafa, i requisiti amministrativi relativi ai marchi dei metalli preziosi sono distinti dagli adempimenti fiscali e previdenziali. La guida RM su come aprire Partita IVA da orafo e gioielliere tratta l’avvio dell’impresa e richiama gli obblighi del settore. Il codice ATECO per orafi e gioiellieri aiuta invece a distinguere produzione e commercio.
La cancellazione di un marchio camerale non modifica automaticamente l’ATECO di altri operatori, non dispone un cambio generalizzato del regime IVA e non introduce un contributo fiscale specifico. Per un’impresa coinvolta dalla cessazione vanno però gestiti correttamente i consueti adempimenti di chiusura dell’attività, secondo la forma e la situazione concreta dell’azienda.
Nel caso di laboratori artigiani o società industriali, anche il rinnovo annuale della concessione del marchio è una questione diversa dai due provvedimenti di cancellazione: si tratta della procedura ordinaria per mantenere la concessione, con pagamento dei diritti previsti e rispetto delle scadenze camerali. Le indicazioni puntuali vanno ricercate presso la Camera competente per la sede dell’impresa.
Per l’esercente che vende prodotti finiti realizzati da altri, la gestione documentale dei fornitori resta importante. Il marchio di identificazione consente una tracciabilità amministrativa del produttore o importatore, ma non sostituisce i controlli dovuti sulla legalità della provenienza del bene, sulla correttezza delle informazioni al consumatore e sulle caratteristiche della lega dichiarata.
Domande frequenti sulle cancellazioni dei marchi
Quali marchi dei metalli preziosi sono stati cancellati a ottobre 2026?
I comunicati esaminati riguardano 33-NO, intestato a Songa Giancarlo S.r.l. in liquidazione di Novara, e 59-VE, intestato a Romano Mario di Venezia Mestre. Sono stati pubblicati rispettivamente il 19 e il 21 ottobre 2026 nella Gazzetta Ufficiale.
La cancellazione rende automaticamente falsi i gioielli prodotti in passato?
No. I comunicati attestano la cancellazione della concessione e la dismissione dei punzoni. Non contengono un accertamento generalizzato di falsità o un richiamo di tutti gli oggetti commercializzati in precedenza. Eventuali dubbi sui singoli prodotti richiedono verifiche specifiche.
Che differenza c’è tra 750 e un marchio come 33-NO?
750 è un titolo dell’oro espresso in millesimi; 33-NO è un marchio camerale che identifica un assegnatario nella provincia indicata. Il titolo descrive il contenuto del metallo prezioso; il marchio individua il produttore o importatore secondo il registro.
Dove si controlla se un marchio è ancora assegnato?
Occorre rivolgersi al Registro degli assegnatari presso la Camera di commercio competente, consultando le informazioni ufficiali della sezione metrologia e, quando necessario, chiedendo una verifica aggiornata agli uffici. Un articolo o una Gazzetta di un anno precedente non sostituiscono lo stato attuale del registro.
Le fonti sono il comunicato della Camera Monte Rosa Laghi Alto Piemonte del 19 ottobre, il comunicato della Camera Venezia Rovigo del 21 ottobre e la scheda ufficiale sui marchi di identificazione dei metalli preziosi. Gli atti riguardano precisamente i due contrassegni indicati; per altre imprese e per lo stato aggiornato delle iscrizioni valgono le verifiche presso le rispettive Camere.
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