Per aprire la Partita IVA da orafo o gioielliere nel 2026 bisogna partire dal tipo di attività: produzione artigiana, riparazione o vendita. La fabbricazione di gioielli in metalli preziosi usa normalmente ATECO 32.12.20; la vendita al dettaglio usa 47.77.00; la riparazione va verificata con 95.25.00.
ATECO 32.12.20 per il laboratorio orafo
Le note ISTAT ATECO 2025 includono nel 32.12.20 la fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi, l’incisione personalizzata e l’incastonatura di pietre preziose e semipreziose.
ATECO 47.77.00 per la gioielleria
Se l’attività principale è la vendita al dettaglio di orologi, gioielli e argenteria, il codice corretto è 47.77.00. È un’attività commerciale distinta dal laboratorio di produzione.
Fabbricazione e vendita insieme
Molti laboratori producono pezzi propri e li vendono direttamente. In questo caso può essere necessario indicare più attività e separare i ricavi quando si applicano coefficienti di redditività differenti.
ComUnica, Registro Imprese e Albo Artigiani
Per l’attività d’impresa l’avvio viene normalmente coordinato tramite Comunicazione Unica. Il laboratorio artigiano deve verificare anche l’iscrizione all’Albo Artigiani, mentre la gioielleria commerciale segue l’inquadramento proprio dell’attività di commercio.
Registro assegnatari e marchio di identificazione
Chi fabbrica o importa oggetti in oro, argento, platino o palladio deve verificare gli obblighi previsti dal D.Lgs. 251/1999, inclusa l’iscrizione nel Registro degli assegnatari e l’assegnazione del marchio di identificazione presso la Camera di Commercio competente.
Titolo dei metalli preziosi
Il D.P.R. 150/2002 disciplina l’applicazione delle regole sui titoli e sui marchi. Prima di iniziare a produrre o commercializzare manufatti propri bisogna organizzare correttamente punzonatura, tracciabilità e documentazione prevista.
INPS Artigiani o Commercianti
Il laboratorio in cui il titolare lavora personalmente può ricadere nella Gestione Artigiani; una gioielleria che svolge prevalentemente vendita può ricadere nella Gestione Commercianti. La circolare INPS 14/2026 fissa aliquota 24% per artigiani e 24,48% per commercianti, oltre ai relativi minimali.
Regime forfettario: 67% o 40%
La produzione manifatturiera 32.12.20 usa normalmente coefficiente 67%; il commercio al dettaglio 47.77.00 usa normalmente coefficiente 40%. Non va scelto il codice in base al coefficiente più conveniente, ma in base all’attività reale.
Costi iniziali da stimare
Metalli preziosi, pietre, banco orafo, utensili, sistemi di sicurezza, assicurazioni, affitto, cassa e scorte possono rendere elevato l’investimento iniziale. Nel forfettario questi costi non sono dedotti analiticamente e l’IVA sugli acquisti non si recupera.
Laboratorio, negozio e locali
Prima dell’avvio va chiarito se si opera in un laboratorio aperto al pubblico, in un negozio con laboratorio annesso oppure in uno spazio dedicato esclusivamente alla produzione. Destinazione dei locali, requisiti comunali, sicurezza e organizzazione del punto vendita possono cambiare in base alla configurazione concreta e vanno verificati con il SUAP e gli uffici competenti.
Sicurezza, assicurazione e gestione delle scorte
Il valore di metalli, pietre e prodotti finiti rende rilevante la gestione di custodia, inventario e coperture assicurative. Anche se questi aspetti non cambiano il codice ATECO, incidono sull’investimento iniziale e sul margine reale dell’impresa, quindi devono entrare nella valutazione del regime fiscale.
Riparazioni e lavorazioni su beni del cliente
Se oltre alla produzione o vendita si svolgono stabilmente riparazioni, lucidature, ridimensionamenti, sostituzioni o restauri, va verificato il codice 95.25.00 e la corretta descrizione dell’attività. È utile anche organizzare ricevute di presa in carico e documentazione dei beni affidati dal cliente.
Vendita online
Se la gioielleria vende anche online, bisogna coordinare l’attività commerciale con gli adempimenti e-commerce applicabili. La modalità online non sostituisce la corretta classificazione tra produzione e vendita e richiede una gestione ordinata di pagamenti, resi e spedizioni assicurate.
Attività di compro oro: da non confondere
L’acquisto professionale di oggetti preziosi usati dal pubblico è un’attività regolamentata distinta dalla normale gioielleria o dal laboratorio orafo. Se si vuole svolgere anche “compro oro”, non va aggiunto informalmente alla descrizione dell’attività: occorre verificare separatamente i requisiti e gli adempimenti specifici.
Checklist di apertura
- definire produzione, riparazione e vendita;
- scegliere ATECO principale ed eventuali secondari;
- predisporre ComUnica e iscrizioni camerali;
- verificare Albo Artigiani o inquadramento commerciale;
- aprire INPS e verificare INAIL quando applicabile;
- gestire Registro assegnatari e marchio se si fabbricano/importano preziosi;
- verificare locali, sicurezza, scorte ed eventuale vendita online;
- scegliere il regime fiscale sulla base dei margini reali.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario per orafi e gioiellieri, il codice ATECO, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per orafi e gioiellieri.
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