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Home > News > Modello Redditi PF 2025: scadenze, quadri e come si presentava

Modello Redditi PF 2025: scadenze, quadri e come si presentava

Aggiornato il 4 Ottobre 2026

Il Modello Redditi Persone Fisiche 2025 è la dichiarazione utilizzata per comunicare al Fisco i redditi prodotti nel 2024. La scadenza ordinaria per l’invio telematico era il 31 ottobre 2025, mentre nei casi in cui era ancora ammessa la presentazione cartacea il termine era il 30 giugno 2025.

Questa pagina resta dedicata alla dichiarazione 2025 e viene mantenuta come riferimento storico. Per la dichiarazione attuale relativa ai redditi 2025 consulta invece la guida al Modello Reddititi Persone Fisiche 2026 per Partita IVA.

Cos’è il Modello Redditi Persone Fisiche 2025

Redditi PF 2025 è il modello dichiarativo destinato alle persone fisiche che devono indicare redditi non gestibili integralmente con il 730 oppure che rientrano tra i soggetti tenuti a utilizzare questo modello.

Nel 2025 il modello riguardava il periodo d’imposta 2024. La distinzione tra anno del modello e anno dei redditi è fondamentale: Redditi PF 2025 non dichiarava i redditi prodotti nel 2025, ma quelli del 2024 secondo le regole fiscali applicabili.

Chi doveva presentare Redditi PF 2025

Tra i soggetti che potevano o dovevano utilizzare il modello rientravano titolari di Partita IVA, persone con redditi d’impresa o di lavoro autonomo, contribuenti con redditi esteri o con situazioni non gestibili interamente tramite 730.

Il modello era inoltre necessario quando occorreva compilare quadri specifici non presenti nel 730 oppure correggere o integrare determinate informazioni dichiarative.

Per chi aveva Partita IVA il modello Redditi rappresentava normalmente il riferimento principale, perché consentiva di utilizzare quadri come LM, RE, RG, RF, RR, RS e RW in base alla situazione fiscale e previdenziale.

Scadenze del Modello Redditi PF 2025

La scadenza ordinaria per la presentazione telematica del modello Redditi PF 2025 era il 31 ottobre 2025.

La presentazione cartacea, ammessa soltanto nei casi previsti per le persone fisiche non obbligate alla trasmissione telematica, scadeva invece il 30 giugno 2025. Lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate confermava inoltre la possibilità di sanare la presentazione cartacea tardiva entro 90 giorni, con applicazione delle relative sanzioni.

È importante distinguere la scadenza della dichiarazione dalle date dei versamenti: saldo e acconti seguivano un calendario proprio e potevano essere già stati pagati prima dell’invio del modello.

Come era strutturato il modello

Redditi PF 2025 era articolato in più fascicoli e quadri. Non tutti i contribuenti dovevano compilarli integralmente: ciascuno utilizzava soltanto le sezioni richieste dalla propria posizione.

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  • Frontespizio: dati del contribuente, firma e informazioni sull’invio;
  • quadri dei redditi: lavoro dipendente, immobili, lavoro autonomo, impresa e altri redditi;
  • quadri fiscali: oneri, detrazioni, crediti, imposte e acconti;
  • quadri previdenziali: contributi nei casi previsti;
  • quadri estero e monitoraggio: investimenti e attività finanziarie detenute all’estero.

La struttura era quindi molto più ampia di una semplice dichiarazione del fatturato o dei compensi annuali.

Partita IVA: quali quadri erano più importanti

Per chi aveva Partita IVA, il quadro da utilizzare dipendeva dal regime fiscale e dalla natura dell’attività.

  • LM: contribuenti in regime forfettario e altri regimi agevolati previsti;
  • RE: lavoro autonomo professionale in regime ordinario;
  • RG: imprese in contabilità semplificata;
  • RF: imprese in contabilità ordinaria;
  • RR: contributi previdenziali nei casi previsti;
  • RW: monitoraggio fiscale di attività e investimenti detenuti all’estero.

Due contribuenti con Partita IVA potevano quindi utilizzare quadri completamente diversi. Il regime fiscale e il tipo di attività erano decisivi per capire quali sezioni compilare.

Redditi PF 2025 e regime forfettario

Il contribuente forfettario utilizzava il quadro LM per determinare il reddito imponibile e l’imposta sostitutiva. Il calcolo partiva dai ricavi o compensi fiscalmente rilevanti e dal coefficiente di redditività associato all’attività.

Accanto a LM potevano essere necessari altri quadri, per esempio RR per i contributi previdenziali oppure RW in presenza di attività estere.

Per la disciplina aggiornata puoi consultare la guida sulla dichiarazione dei redditi nel regime forfettario e quella dedicata al Quadro LM.

Precompilata e controlli prima dell’invio

Nel 2025 anche i titolari di Partita IVA potevano utilizzare la dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. La presenza di dati precaricati non eliminava però la necessità di verificarne la correttezza.

Prima dell’invio era opportuno confrontare il modello con fatture elettroniche, Certificazioni Uniche, versamenti F24, contributi previdenziali, crediti fiscali e dichiarazione dell’anno precedente.

Per chi aveva attività autonoma o d’impresa era particolarmente importante controllare che ricavi, compensi, acconti e contributi non fossero riportati in modo incompleto o duplicato.

Errori frequenti nel Modello Redditi PF 2025

  • confondere l’anno del modello con l’anno dei redditi dichiarati;
  • utilizzare il quadro sbagliato rispetto al regime fiscale;
  • dimenticare acconti o crediti riportabili;
  • non verificare i contributi previdenziali;
  • omettere attività estere rilevanti;
  • confondere la scadenza della dichiarazione con quella dei pagamenti;
  • non controllare la ricevuta telematica dopo l’invio.

Una dichiarazione compilata ma scartata dal sistema non equivale a una dichiarazione validamente acquisita. La ricevuta telematica era quindi parte essenziale del controllo finale.

Dichiarazione tardiva, correttiva e integrativa

Se il modello veniva presentato entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria, la dichiarazione poteva essere considerata tardiva ma valida, con applicazione delle sanzioni previste. Oltre tale periodo la posizione andava valutata secondo le regole sull’omessa dichiarazione.

Prima della scadenza ordinaria era possibile trasmettere una dichiarazione correttiva; dopo la scadenza poteva essere necessario presentare una dichiarazione integrativa per correggere errori o omissioni.

Il tipo di correzione dipendeva dal momento in cui veniva scoperto l’errore e dall’effetto sul debito o sul credito fiscale.

Redditi PF 2025 oppure 730?

Il modello Redditi PF non era automaticamente obbligatorio per ogni persona fisica. Il 730 restava utilizzabile da molti lavoratori dipendenti e pensionati, mentre Redditi PF diventava necessario in presenza di redditi o quadri non gestibili con il 730 o per i soggetti obbligati.

Chi aveva Partita IVA doveva verificare con particolare attenzione il proprio caso. Per l’anno attuale trovi il confronto nella guida 730 e Partita IVA: quando si può usare e quando serve Redditi PF.

Cosa cambia rispetto a Redditi PF 2026

Il modello 2026 riguarda i redditi prodotti nel 2025 e ha scadenze, istruzioni e quadri aggiornati. Per questo questa pagina non deve essere usata per compilare la dichiarazione corrente.

Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate indica il termine del 2 novembre 2026 per Redditi PF e rende disponibile il precompilato Redditi PF dal 20 maggio, con invio dal 27 maggio. Per la compilazione corrente consulta la guida dedicata al Modello Redditi PF 2026.

Fonti ufficiali

  • Agenzia delle Entrate — presentazione cartacea Redditi PF 2025 entro il 30 giugno
  • Agenzia delle Entrate — presentazione cartacea tardiva entro 90 giorni
  • Agenzia delle Entrate — Redditi Persone Fisiche 2026

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