Omessa dichiarazione dei redditi

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Omessa dichiarazione dei redditi

Hai aperto una partita Iva e non ha presentato la dichiarazione dei redditi? Non hai emesso fatture nel corso dell’anno e non sai se devi presentarla? Se ti trovi in questa situazione sei sicuramente alla ricerca di come sanare la tua posizione dei confronti del fisco per omessa dichiarazione dei redditi.
Partiamo dal significato di omessa dichiarazione dei redditi, significa che non hai compilato e trasmesso entro la scadenza prevista il modello 730 o il modello Unico Redditi 2019.

Ovviamente, la violazione avviene anche se non hai presentato la dichiarazione negli anni precedenti.
Spesso riceviamo richieste di aiuto da chi avendo aperto una partita Iva in passato e non avendo emesso fattura credeva si non doverlo fare.
Prima o poi, l’amministrazione finanziaria, si accorgerà della violazione e dopo l’accertamento farà scattare le sanzioni previste.
Può anche capitare di averla presentata tramite un commercialista ma, a causa di accertamento si deve dimostrare di averla presentata. Cosa possiamo fare in questi casi?
Se un contribuente, incarica un soggetto intermediario per la presentazione della propria dichiarazione dei redditi, ma questo non assolve il suo incarico, cosa possiamo fare?

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Omessa dichiarazione dei redditi

La prima cosa è comprendere bene cosa si intende per dichiarazione omessa.
Quando sono trascorsi novanta giorni dalla data di scadenza della presentazione della dichiarazione, si considera omessa.
Controlla le date di scadenza sul nostro articolo versamenti imposte modello redditi 2019.

Come sanare l’omessa dichiarazione dei redditi, lo vediamo in dettaglio in un altro contributo, ma in sintesi se ti trovi un questa situazione dei adottare lo strumento del ravvedimento operoso.
Se hai la necessità di sanare la tua posizione oppure desideri una consulenza su come risolvere il problema, puoi utilizzare il nostro servizio di consulenza online e successivamente richiederci un preventivo.

Dichiarazione dei redditi presentata tramite intermediario

Secondo le disposizioni contenute nel DPR n. 322 del 22/7/1998, l’intermediario abilitato deve rilasciare al dichiarante la ricevuta di consegna.
In sostanza si tratta di una copia della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che attesta l’avvenuto ricevimento della dichiarazione.
Di norma, la ricevuta deve essere rilasciata al contribuente entro 30 giorni dalla scadenza per l’invio telematico della dichiarazione.

La ricevuta di consegna è di fondamentale importanza, perché rappresenta per il dichiarante, la prova di avvenuta presentazione della dichiarazione dei redditi.
Il dichiarante stesso è tenuto a conservarla insieme alla dichiarazione in originale, per il periodo in cui possono essere effettuati i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate come previsto dall’art. 43 del D.P.R. n.600/73.

Per questo motivo, con i nostri pacchetti oltre alla consegna fisica ai nostri clienti garantiamo la conservazione digitale per il tempo previsto dalla legge.
E se l’intermediario incaricato, non assolve al suo dovere, il contribuente è punibile?
Se ti trovi in questa situazione non sei punibile, basta che hai incaricato l’intermediario entro i termini previsti e l’omissione della dichiarazione sia dovuta esclusivamente ad inadempienze di quest’ultimo. Secondo la giurisprudenza della Cassazione, la mancata presentazione è addebitabile esclusivamente al professionista ammesso che il dichiarante possa:

  • dimostrare che la responsabilità sia esclusivamente dell’intermediario;
  • dimostrare di aver denunciato l’intermediario.

Le responsabilità del contribuente

Vediamo adesso un altro scenario, dove il contribuente incarica un intermediario considerato non affidabile secondo criteri cosiddetti ordinari.
In questo caso, l’omissione della dichiarazione rimane, in parte, sua responsabilità perché si rende colpevole nella scelta del professionista responsabile.
In termini strettamente tecnici, viene definita colpa in eligendo del dichiarante.

Quando non si controlla l’operato dell’intermediario nello svolgimento del suo incarico, allora la colpa del dichiarante viene definita in vigilando.
La Corte Suprema, riferisce che affidando l’incarico di presentazione ad un intermediario non si è assolti completamente dalle responsabilità di una eventuale omissione di presentazione.
Infatti è compito del contribuente esercitare anche un’attività di controllo verso l’intermediario.
Per evitare quindi la sanzione, il dichiarante deve dimostrare di aver svolto i suoi obblighi di vigilanza.

Come Vigilare

Devi sapere che uno strumento molto importante che può aiutarti nell’attività di controllo è il Cassetto Fiscale.
Il cassetto fiscale è lo strumento messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate che consente la consultazione delle proprie informazioni fiscali, quali:

  • anagrafica;
  • dichiarazioni fiscali;
  • condoni e concordati fiscali;
  • rimborsi;
  • versamenti effettuati tramite modello F24 e F23;
  • dati patrimoniali (atti del registro)
  • informazioni e dati relativi agli studi di settore;
  • le informazioni sul proprio stato di iscrizione al Vies.

Devi conoscere un altro aspetto importante, puoi delegare anche un secondo intermediario alla consultazione del tuo cassetto fiscale attraverso una di queste modalità:

  • utilizzando l’apposita funzionalità, disponibile per gli utenti registrati ai servizi telematici;
  • consegnando all’intermediario delega-pdf sottoscritta unitamente alla copia di un documento d’identità;
  • presentando la delega-pdf sottoscritta a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle entrate.

L’accesso al cassetto fiscale è un ottimo strumento attraverso il quale puoi accertarti su tutti gli adempimenti assolti.

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