Aprire una Partita IVA per un’agenzia di viaggi richiede una verifica fiscale e amministrativa diversa da quella di una normale attività commerciale. Il codice ATECO 2025 di riferimento è 79.11.00 – Attività di agenzie di viaggio, mentre il tour operator ha un codice distinto, 79.12.00. La differenza più importante riguarda il modo in cui vengono venduti o intermediati i servizi turistici e l’eventuale applicazione del regime speciale IVA dell’articolo 74-ter.
Non è quindi corretto partire dalla sola domanda “posso aprire un’agenzia di viaggi in forfettario?”. Prima bisogna capire se l’impresa vende pacchetti nel proprio perimetro, se agisce come intermediario in nome e per conto del cliente, quali attività svolge realmente e quali requisiti deve rispettare.
Qual è il codice ATECO dell’agenzia di viaggi?
Il codice ATECO 2025 per l’attività di agenzia di viaggio è 79.11.00 – Attività di agenzie di viaggio. La classificazione ISTAT comprende vendita e prenotazione di pacchetti turistici e crociere, pacchetti personalizzati per gruppi e intermediazione per servizi turistici forniti da tour operator.
Le note ufficiali includono anche i consulenti di viaggio indipendenti quando svolgono sostanzialmente le stesse attività delle agenzie. Il codice deve essere scelto sulla base dell’attività realmente esercitata.
79.11.00 o 79.12.00: agenzia di viaggi e tour operator
Il 79.11.00 riguarda le attività delle agenzie di viaggio; il 79.12.00 riguarda i tour operator, cioè l’organizzazione, l’assemblaggio e la commercializzazione di pacchetti turistici.
Un’impresa può svolgere più attività, ma non deve utilizzare il codice del tour operator soltanto perché vende viaggi. Bisogna verificare se organizza direttamente il pacchetto oppure se vende o intermedia prodotti organizzati da altri operatori.
Che cosa comprende il 79.11.00?
- vendita di pacchetti turistici e crociere;
- prenotazione di pacchetti preconfezionati;
- prenotazione di pacchetti personalizzati;
- intermediazione per contratti turistici forniti da tour operator;
- consulenza e informazioni collegate ai servizi turistici;
- attività di consulenti di viaggio indipendenti riconducibili all’attività di agenzia.
Il regime IVA 74-ter
Per un’agenzia di viaggi la prima verifica fiscale deve riguardare l’eventuale applicazione del regime speciale IVA dell’articolo 74-ter del DPR 633/1972. Il regime riguarda determinate operazioni delle agenzie di viaggio e dei tour operator e utilizza regole particolari per la determinazione dell’IVA.
Quando l’attività rientra nel regime speciale IVA, il regime forfettario non può essere applicato alle operazioni soggette a quel regime. Per questo non bisogna associare automaticamente il codice ATECO a un coefficiente forfettario.
Agenzia di viaggi e regime forfettario: si può?
Dipende dal modello operativo. Le operazioni soggette obbligatoriamente al regime speciale IVA 74-ter sono incompatibili con il regime forfettario. Diversa è la situazione della mera intermediazione in nome e per conto del cliente quando non rientra nel 74-ter: la compatibilità con il forfettario va verificata sulla situazione concreta e sulle altre cause di esclusione.
Due attività commercialmente simili possono quindi avere un trattamento fiscale diverso. Il commercialista deve analizzare contratti, flussi di denaro, soggetti coinvolti e modalità di vendita.
Intermediazione in nome e per conto
Quando l’agenzia agisce come intermediario in nome e per conto del cliente, la remunerazione può essere costituita da una provvigione anziché dal prezzo complessivo del viaggio. La corretta qualificazione dell’operazione è quindi essenziale.
Non basta definirsi “intermediari”: conta il contenuto effettivo del rapporto contrattuale e il modo in cui l’operazione viene realizzata.
Il coefficiente forfettario del 67%
Quando il regime forfettario è effettivamente applicabile all’attività esercitata, il coefficiente da verificare per il relativo codice può essere il 67%. Non significa però che tutte le agenzie possano applicarlo automaticamente.
Prima si verifica la classificazione e la compatibilità fiscale; soltanto dopo si determina il coefficiente applicabile e si calcolano imposta e contributi.
INPS Commercianti nel 2026
Per una ditta individuale che esercita abitualmente l’attività commerciale, il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Commercianti INPS. Nel 2026 l’aliquota ordinaria è del 24,48%; il reddito minimale è 18.808 euro e il contributo minimo annuo ordinario è 4.611,64 euro.
Il calcolo effettivo va verificato sulla posizione individuale, sulla forma dell’impresa e sul reddito prodotto.
Contributi minimi anche con ricavi bassi
Il contributo minimo deve entrare nel budget di apertura. Un’agenzia che parte lentamente non può considerare l’INPS soltanto come una percentuale dei ricavi: entro i limiti previsti dalla Gestione Commercianti esiste una contribuzione sul minimale.
Riduzione INPS del 35%
Se l’attività e la posizione previdenziale consentono il forfettario, il titolare in Gestione Commercianti può verificare l’eventuale accesso alla riduzione contributiva del 35%. L’agevolazione è distinta dall’imposta sostitutiva.
Serve un direttore tecnico?
Il direttore tecnico di agenzia di viaggio e turismo è disciplinato dal decreto del Ministero del Turismo n. 1432/2021. Ha la responsabilità tecnica dell’agenzia e sovrintende all’organizzazione, programmazione e promozione dell’attività.
L’abilitazione viene rilasciata dalle Regioni e dalle Province autonome dopo la verifica dei requisiti previsti dalla normativa nazionale. Le procedure concrete vanno quindi controllate presso la Regione competente.
Tra i requisiti nazionali sono previsti requisiti soggettivi, formativi e linguistici e conoscenze in legislazione turistica, tecnica turistica, amministrazione delle agenzie, geografia turistica, trasporti e marketing.
SCIA e SUAP
L’apertura dell’agenzia richiede gli adempimenti amministrativi previsti dalla disciplina regionale e comunale, normalmente attraverso il SUAP e la relativa SCIA quando prevista.
Il percorso può cambiare in funzione della Regione, della presenza di un locale aperto al pubblico, dell’attività svolta e dell’organizzazione dell’impresa.
Agenzia di viaggi online
Essere online non significa automaticamente essere esenti dagli adempimenti delle agenzie di viaggio. Se il sito vende o intermedia servizi turistici riconducibili all’attività di agenzia, devono essere verificati ATECO, requisiti professionali, SCIA e disciplina regionale.
Assicurazione RC e garanzia contro l’insolvenza
Le agenzie devono considerare una copertura di responsabilità civile verso i viaggiatori e, nei casi previsti, una garanzia per insolvenza o liquidazione giudiziale dell’organizzatore o del venditore. Le modalità concrete di dimostrazione della garanzia possono dipendere anche dalla disciplina regionale.
Camera di Commercio e ComUnica
Per l’impresa commerciale occorre coordinare Partita IVA, Registro delle Imprese, posizione previdenziale e pratiche amministrative. La Comunicazione Unica concentra diversi adempimenti di avvio, ma non sostituisce le procedure specifiche dell’attività turistica.
Agenzia individuale o società?
La scelta tra ditta individuale e società incide su responsabilità, costi, previdenza dei soggetti coinvolti, gestione degli utili e organizzazione. La soluzione va quindi valutata sul progetto concreto, non soltanto sul costo iniziale.
Quanto costa aprire un’agenzia di viaggi?
- pratiche di apertura e iscrizione;
- diritti camerali e costi amministrativi;
- SCIA e adempimenti locali;
- direttore tecnico quando necessario;
- polizza RC;
- garanzia contro insolvenza nei casi previsti;
- commercialista e gestione contabile;
- locale e utenze;
- sito, software e sistemi di prenotazione;
- marketing;
- personale e collaboratori;
- capitale circolante.
Primo anno: come costruire il budget
Il primo anno dovrebbe essere simulato separando ricavi, costi operativi, imposte, previdenza e liquidità. Per un’agenzia che vende pacchetti non bisogna confondere il valore complessivo delle vendite con il margine economico effettivo.
Se l’agenzia lavora prevalentemente a provvigione, il modello economico può essere molto diverso da quello di un’impresa che organizza direttamente pacchetti turistici.
Agenzia di viaggi e fatturazione
La fatturazione deve essere organizzata in funzione del tipo di operazione. Le operazioni soggette al regime speciale 74-ter non vanno trattate come normali vendite commerciali. La contabilità deve distinguere le operazioni proprie dell’agenzia, le eventuali provvigioni e le attività ulteriori.
Agenzia di viaggi e pagamenti dei clienti
Acconti, saldi e somme incassate per viaggi organizzati o intermediati devono essere gestiti coerentemente con la natura dell’operazione. Il denaro incassato dal cliente non coincide automaticamente con il margine dell’agenzia.
Il controllo della liquidità deve distinguere somme destinate ai fornitori, imposte, costi operativi e disponibilità realmente utilizzabile dall’impresa.
Pacchetti turistici organizzati direttamente
Quando l’impresa organizza direttamente un pacchetto composto da più servizi turistici, il confine tra agenzia che intermedia e impresa che organizza il viaggio diventa decisivo. In presenza di trasporto, alloggio, visite, escursioni o altri servizi assemblati nello stesso prodotto bisogna verificare la corretta qualificazione dell’attività e il regime IVA applicabile.
Agenzia di viaggi e clienti esteri
La presenza di clienti esteri aggiunge complessità alla fatturazione. Prima di applicare le regole sulle operazioni UE o extra-UE bisogna individuare la natura del servizio e verificare se si applicano le regole speciali delle attività turistiche.
Agenzia di viaggi con più attività
Un’impresa può affiancare all’agenzia consulenza turistica, servizi di prenotazione, vendita di prodotti o altre attività. Quando queste attività sono autonome e abituali bisogna verificare eventuali codici ATECO secondari e il trattamento fiscale di ciascuna.
Direttore tecnico: cosa verificare
- responsabile tecnico individuato;
- abilitazione verificata;
- requisiti regionali controllati;
- rapporto formalizzato;
- SCIA aggiornata in caso di sostituzione.
Il Ministero del Turismo conferma che l’abilitazione è rilasciata dalle Regioni e dalle Province autonome secondo i requisiti nazionali del DM 1432/2021.
Garanzia per insolvenza e polizza RC
Le garanzie devono essere verificate prima dell’apertura. È utile inserire nel budget annuale sia il premio della responsabilità civile sia il costo della garanzia contro l’insolvenza quando applicabile. Le modalità concrete dipendono anche dalla disciplina regionale.
Primo anno: controllo trimestrale
- vendite e prenotazioni;
- provvigioni e margini;
- operazioni 74-ter;
- contributi INPS;
- garanzie e assicurazioni;
- costi dei fornitori;
- personale;
- liquidità;
- nuove attività e ATECO.
Documenti da preparare per il commercialista
- descrizione delle attività;
- contratti con tour operator e fornitori;
- modelli di vendita e intermediazione;
- provvigioni;
- SCIA;
- abilitazione del direttore tecnico;
- polizze e garanzie;
- previsioni di ricavi;
- costi di avvio e investimenti;
- attività online o clienti esteri.
Errori frequenti
- confondere agenzia e tour operator;
- applicare automaticamente il forfettario;
- ignorare il 74-ter;
- confondere intermediazione e organizzazione;
- considerare gli incassi come margine;
- aprire senza verificare direttore tecnico e SCIA;
- trascurare RC e garanzia contro insolvenza;
- non monitorare attività aggiuntive.
Checklist prima dell’apertura
- 79.11.00 verificato;
- 79.12.00 valutato se necessario;
- 74-ter verificato;
- forfettario verificato sulla situazione concreta;
- Gestione Commercianti verificata;
- direttore tecnico individuato;
- SCIA/SUAP verificati;
- RC e garanzia insolvenza verificate;
- budget del primo anno costruito;
- fatturazione configurata.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO di un’agenzia di viaggi?
Il codice ATECO 2025 è 79.11.00. Il tour operator ha invece il 79.12.00.
Un’agenzia può usare il forfettario?
Non per le operazioni obbligatoriamente soggette al regime speciale IVA 74-ter. Per la mera intermediazione fuori dal 74-ter la compatibilità va verificata sulla situazione concreta.
Quanto paga di INPS?
Nel 2026 la Gestione Commercianti prevede il 24,48% e un contributo minimo ordinario di 4.611,64 euro.
Serve il direttore tecnico?
La responsabilità tecnica è disciplinata dal DM 1432/2021 e dalle procedure regionali. Prima dell’apertura bisogna verificare chi assumerà formalmente il ruolo.
Un’agenzia solo online è esente dalla SCIA?
Non automaticamente. La disciplina va verificata sulla Regione e sul modello concreto di attività.
In sintesi
Per aprire un’agenzia di viaggi bisogna coordinare ATECO 79.11.00, eventuale 74-ter, INPS Commercianti, direttore tecnico, SCIA, assicurazioni, garanzie e organizzazione contabile. Il punto decisivo è distinguere l’intermediazione dalla vendita o organizzazione di pacchetti turistici.
Come scegliere il modello operativo prima di aprire
Prima di presentare la pratica di apertura conviene scrivere in modo concreto come funzionerà l’impresa. Se l’agenzia vende pacchetti di altri operatori, il modello è diverso da quello di un’impresa che costruisce direttamente viaggi combinando trasporto, alloggio e altri servizi. Anche una struttura che lavora soltanto online può avere la stessa esigenza di qualificare correttamente l’attività.
- chi conclude il contratto con il viaggiatore;
- chi incassa il prezzo del viaggio;
- chi determina il prodotto turistico;
- chi organizza i singoli servizi;
- come viene remunerata l’agenzia;
- quali operatori forniscono i servizi.
Queste informazioni permettono al commercialista di verificare ATECO, regime IVA e trattamento dei ricavi prima dell’apertura, evitando di correggere la struttura dopo l’avvio.
Budget di apertura: un esempio pratico
Un budget realistico deve partire dai costi fissi e dai costi legati al modello di vendita. Per esempio, una piccola agenzia può avere costi per locale, software di prenotazione, sito, marketing, assicurazione, garanzia, commercialista e previdenza. Se sono presenti dipendenti o collaboratori vanno aggiunti anche costo del lavoro e relativi oneri.
Il secondo elemento è il capitale circolante. Le somme incassate dai clienti possono essere destinate in larga parte ai fornitori o ai servizi turistici e non devono essere confuse con il margine disponibile per pagare i costi dell’impresa.
Per questo è utile simulare almeno tre scenari: avvio lento, andamento in linea con il budget e crescita rapida. In ciascuno scenario bisogna verificare liquidità, previdenza, imposte, garanzie e sostenibilità dei costi.
Fonti ufficiali da controllare prima dell’apertura
La classificazione ATECO 2025 va verificata sulla documentazione ISTAT. Per il direttore tecnico il riferimento nazionale è il Ministero del Turismo, mentre per la previdenza i dati annuali devono essere controllati sulla documentazione INPS.
Gli adempimenti amministrativi, compresa la SCIA, devono invece essere verificati presso il SUAP e la Regione competenti per la sede dell’agenzia. Le regole possono infatti differire nei dettagli operativi da un territorio all’altro.
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