Quando si paga l’INPS nel regime forfettario? La risposta dipende dalla gestione previdenziale: il regime fiscale forfettario non stabilisce da solo le scadenze contributive. Un professionista in Gestione Separata segue il calendario di saldo e acconti collegato alla dichiarazione dei redditi; artigiani e commercianti hanno invece anche quattro rate annuali sul minimale, oltre agli eventuali contributi sul reddito eccedente.
Nel 2026 le differenze sono particolarmente importanti perché chi pianifica la liquidità deve distinguere tra contributi fissi sul minimale, saldo dell’anno precedente e acconti dell’anno in corso. Confondere queste voci porta spesso a sottostimare quanto accantonare o a pensare, erroneamente, che tutti i forfettari paghino l’INPS negli stessi mesi.
Le scadenze INPS cambiano in base alla gestione
Prima di guardare le date devi sapere a quale previdenza appartieni. I casi più comuni sono tre: libero professionista senza Cassa iscritto alla Gestione Separata INPS; artigiano iscritto alla Gestione Artigiani; commerciante iscritto alla Gestione Commercianti. Le Casse professionali autonome seguono invece calendari propri.
Se non sei sicuro dell’inquadramento, parti dalla guida su quali contributi INPS paga una Partita IVA e verifica l’attività effettivamente svolta. La gestione non si sceglie liberamente in base alle scadenze o al costo.
Gestione Separata: saldo e primo acconto entro il 30 giugno 2026
Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata, la contribuzione dovuta viene determinata nel Quadro RR del modello Redditi. La circolare INPS n. 62 del 27 maggio 2026 stabilisce che il saldo 2025 e il primo acconto 2026 devono essere versati entro il 30 giugno 2026. È prevista la possibilità di versare entro il 30 luglio 2026 applicando la maggiorazione prevista dalle regole dichiarative.
Il pagamento avviene con modello F24. Non esistono quattro rate fisse trimestrali per il professionista in Gestione Separata: questa è una delle differenze principali rispetto ad Artigiani e Commercianti.
Secondo acconto Gestione Separata: 30 novembre 2026
Il secondo acconto 2026 della Gestione Separata scade il 30 novembre 2026. L’acconto complessivo per i professionisti viene calcolato secondo le regole del Quadro RR e, nel meccanismo ordinario, è ripartito in due quote. Per esempi numerici puoi consultare il nostro approfondimento sul calcolo dell’acconto INPS Gestione Separata.
Il secondo acconto non va confuso con il secondo acconto dell’imposta sostitutiva del regime forfettario: possono cadere nello stesso periodo, ma sono debiti diversi, calcolati con regole e causali differenti.
Primo anno di Partita IVA in Gestione Separata
Nel primo anno di attività il professionista in Gestione Separata non dispone ancora di un reddito dell’anno precedente su cui calcolare saldo e acconti storici. In pratica, i contributi sul reddito prodotto nel primo anno emergono con la dichiarazione presentata l’anno successivo. È proprio in quel momento che può arrivare insieme il saldo del primo anno e l’acconto per il secondo.
Per questo il primo anno può sembrare più leggero, mentre il secondo può risultare molto più impegnativo per la liquidità. Conviene accantonare una quota dei compensi fin dall’inizio, anche se l’F24 non è ancora dovuto.
Artigiani: quattro rate sul minimale nel 2026
Gli artigiani iscritti alla relativa Gestione INPS pagano una contribuzione sul minimale in quattro rate. Per il 2026 la circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 indica queste scadenze: 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027.
Queste rate sono dovute sul minimale anche quando il reddito è molto basso, salvo agevolazioni o casi particolari previsti dalla normativa. Non vanno confuse con saldo e acconti dovuti sull’eventuale parte di reddito che supera il minimale.
Commercianti: le stesse quattro scadenze sul minimale
Anche i commercianti versano la contribuzione minima in quattro rate alle medesime date del 2026: 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio 2027. Cambiano però gli importi e le aliquote rispetto agli artigiani: nel 2026 la contribuzione ordinaria dei commercianti comprende anche la quota aggiuntiva prevista per l’indennizzo cessazione attività.
Se vuoi confrontare gli importi tra le tre gestioni, trovi esempi nella guida su quanto si paga di INPS con la Partita IVA.
Contributi oltre il minimale: saldo e acconti
Per Artigiani e Commercianti, quando il reddito d’impresa supera il minimale, si aggiunge la contribuzione percentuale sulla quota eccedente. Questa parte segue le scadenze collegate alle imposte sui redditi: nel 2026 il saldo 2025 e il primo acconto 2026 sono dovuti entro il 30 giugno, con le possibilità di differimento previste, mentre il secondo acconto scade il 30 novembre.
Quindi un artigiano o commerciante può trovarsi nello stesso anno a pagare sia le quattro rate sul minimale sia saldo e acconti sulla quota eccedente. È il motivo per cui il calendario contributivo delle imprese individuali è più articolato di quello di un professionista in Gestione Separata.
Riduzione INPS del 35%: cambia l’importo, non il calendario
I forfettari iscritti alle Gestioni Artigiani o Commercianti che hanno diritto al regime contributivo agevolato possono ottenere la riduzione del 35% della contribuzione. L’agevolazione incide sugli importi dovuti, ma non trasforma il calendario in quello della Gestione Separata e non elimina automaticamente gli F24.
La riduzione del 35% non si applica ai liberi professionisti della Gestione Separata. Essere in regime forfettario, da solo, non consente quindi di ridurre del 35% l’aliquota del 26,07% o del 24%.
Come funziona la rateizzazione nel 2026
La circolare INPS n. 62/2026 distingue le somme rateizzabili. Per i liberi professionisti della Gestione Separata possono essere rateizzati il saldo 2025 e il primo acconto 2026 secondo le regole dichiarative. Per Artigiani e Commercianti la rateizzazione riguarda la contribuzione dovuta sulla quota eccedente il minimale, non le quattro rate ordinarie del minimale.
Nel 2026 il pagamento rateale collegato alla dichiarazione deve essere completato entro il 16 dicembre. Prima di predisporre gli F24 è quindi utile controllare il Quadro RR e il piano rateale effettivamente scelto, evitando di replicare causali o periodi di riferimento di anni precedenti.
F24: non confondere contributi e imposta sostitutiva
Nel regime forfettario l’F24 può contenere sia imposta sostitutiva sia contributi, ma le sezioni e le causali sono diverse. I codici tributo 1790, 1791 e 1792 riguardano l’imposta sostitutiva, non i contributi INPS. Per la compilazione fiscale puoi vedere la guida all’F24 del regime forfettario.
Per la parte previdenziale bisogna invece utilizzare i dati e le causali coerenti con la propria posizione INPS e con il Quadro RR. Per Artigiani e Commercianti gli importi delle rate sul minimale sono disponibili nel Cassetto previdenziale.
Quanto accantonare per non arrivare impreparati
Il modo più semplice per evitare problemi di liquidità è trattare i contributi come una voce da accantonare durante l’anno. Un professionista in Gestione Separata può stimare il reddito forfettario e mettere da parte progressivamente una quota coerente con l’aliquota applicabile. Un artigiano o commerciante deve invece considerare subito le quattro rate sul minimale e, se il reddito supera la soglia, aggiungere una riserva per saldo e acconti sull’eccedenza.
Ricorda che il reddito forfettario non coincide sempre con il fatturato: deriva dai ricavi o compensi incassati moltiplicati per il coefficiente di redditività. Per una pianificazione completa conviene separare il fondo INPS dal fondo imposte.
Fonti INPS da controllare ogni anno
Le date e gli importi vanno verificati ogni anno perché aliquote, minimali, massimali e termini possono cambiare. Per il 2026 i riferimenti principali sono la circolare INPS n. 14/2026 per Artigiani e Commercianti e la circolare INPS n. 62/2026 per Quadro RR, saldo e acconti.
Domande frequenti sulle scadenze INPS nel forfettario
Il forfettario paga INPS ogni tre mesi?
Non sempre. Artigiani e Commercianti pagano quattro rate sul minimale; i professionisti in Gestione Separata pagano invece saldo e acconti alle scadenze della dichiarazione.
Quando paga l’INPS un professionista in Gestione Separata nel 2026?
Saldo 2025 e primo acconto 2026 entro il 30 giugno 2026, con le possibilità di differimento previste, e secondo acconto entro il 30 novembre 2026.
Quali sono le rate INPS 2026 di Artigiani e Commercianti?
Per il minimale: 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027.
Nel primo anno di Partita IVA pago subito la Gestione Separata?
Il contributo sul reddito del primo anno viene determinato con la dichiarazione presentata l’anno successivo. È comunque prudente accantonarlo fin dai primi incassi.
La riduzione INPS del 35% cambia le scadenze?
No. Riduce gli importi per gli aventi diritto nelle Gestioni Artigiani e Commercianti, ma non modifica il calendario ordinario dei versamenti.
INPS e imposta sostitutiva si pagano con lo stesso codice?
No. Possono transitare entrambi tramite F24, ma utilizzano sezioni e codici o causali differenti.
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