• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina

Regimeminimi.com

Il tuo consulente di fiducia online

  • Prezzi
  • Contattaci
  • Guide
  • Professioni
  • News

F24 regime forfettario: come compilarlo, codici tributo e scadenze

Aggiornato il 10 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > F24 regime forfettario: come compilarlo, codici tributo e scadenze

Nel regime forfettario il modello F24 serve soprattutto per versare l’imposta sostitutiva e, quando dovuti, i contributi previdenziali. Per l’imposta sostitutiva i tre codici fondamentali sono 1790 per il primo acconto, 1791 per il secondo acconto o l’acconto in unica soluzione e 1792 per il saldo.

Compilare correttamente l’F24 non significa soltanto inserire il codice giusto: bisogna associare ogni importo all’anno corretto, distinguere saldo e acconti, gestire eventuali rate, verificare compensazioni e utilizzare il canale telematico appropriato. In questa guida trovi il percorso completo, con esempi pratici e collegamenti alle singole pagine dedicate ai codici.

Quali tasse paga un forfettario con F24

Il modello F24 è un modello di versamento unificato: nello stesso documento possono comparire tributi e contributi diversi, ciascuno con la propria sezione, il proprio codice o causale e il proprio periodo di riferimento. Per un contribuente forfettario le voci più comuni sono l’imposta sostitutiva e i contributi previdenziali.

  • Imposta sostitutiva: viene versata nella sezione Erario con i codici 1790, 1791 e 1792.
  • Contributi INPS: utilizzano causali e sezioni previdenziali specifiche, diverse dai codici dell’imposta sostitutiva.
  • Altri tributi: possono comparire nell’F24 in base alla situazione personale o all’attività, ma non diventano per questo “tasse del forfettario”.

Questa distinzione evita uno degli errori più frequenti: sommare mentalmente tasse e contributi e cercare poi un unico codice F24. Ogni debito deve essere imputato correttamente.

I codici tributo 1790, 1791 e 1792

  • 1790 – primo acconto: “Imposta sostitutiva sul regime forfetario – acconto prima rata”.
  • 1791 – secondo acconto o unica soluzione: “Imposta sostitutiva sul regime forfetario – acconto seconda rata o in unica soluzione”.
  • 1792 – saldo: “Imposta sostitutiva sul regime forfetario – saldo”.

Le definizioni sono quelle pubblicate nella ricerca ufficiale dei codici tributo dell’Agenzia delle Entrate. Per la compilazione dettagliata trovi le guide al codice tributo 1790, al secondo acconto con codice 1791 e al codice tributo 1792.

Saldo e primo acconto nello stesso F24

Quando presenti la dichiarazione, è normale che nello stesso periodo debba versare sia il saldo dell’anno precedente sia il primo acconto dell’anno in corso. I due importi possono stare nello stesso F24, ma devono essere indicati su righe separate.

Esempio: nel 2026 devi versare 1.000 euro di saldo 2025 e 500 euro di primo acconto 2026. Nella sezione Erario inserirai:

  • 1792 – anno 2025 – 1.000 euro per il saldo;
  • 1790 – anno 2026 – 500 euro per il primo acconto.

Il pagamento può avvenire nello stesso giorno, ma codice e anno devono identificare correttamente la natura di ciascun debito.

Come compilare la sezione Erario

Per l’imposta sostitutiva del forfettario si utilizza la sezione Erario. I campi essenziali sono pochi, ma vanno compilati con coerenza rispetto al prospetto della dichiarazione.

  • Codice tributo: 1790, 1791 o 1792 in base al debito.
  • Rateazione/regione/prov./mese rif.: si compila secondo il formato previsto quando il versamento è rateizzato. L’esempio ufficiale dell’Agenzia per il 1790 usa, per esempio, 0106 per la prima di sei rate.
  • Anno di riferimento: l’anno d’imposta cui si riferisce quello specifico versamento.
  • Importi a debito versati: la somma da pagare per quella riga.
  • Importi a credito compensati: soltanto se viene effettivamente utilizzato un credito secondo le regole applicabili.
  • Codice ufficio e codice atto: normalmente restano vuoti nei versamenti spontanei dell’imposta sostitutiva risultante dalla dichiarazione.

Come scegliere l’anno di riferimento

L’anno di riferimento non coincide necessariamente con l’anno in cui paghi. Devi chiederti: a quale periodo d’imposta appartiene questo specifico debito?

  • saldo 2025 versato nel 2026 → 1792, anno 2025;
  • primo acconto 2026 versato nel 2026 → 1790, anno 2026;
  • secondo acconto 2026 → 1791, anno 2026.

Inserire lo stesso anno su tutte le righe soltanto perché il pagamento avviene nello stesso giorno è quindi un errore.

Quando si paga l’F24 del regime forfettario

Saldo e primo acconto seguono il calendario dei versamenti risultanti dalla dichiarazione dei redditi. Il termine ordinario è collegato alla scadenza di giugno, mentre il secondo acconto è normalmente dovuto a novembre. Proroghe, differimenti e calendari di rateazione possono però modificare le date effettive.

Nel 2026, per esempio, l’Agenzia delle Entrate ha indicato il 30 giugno come termine ordinario per saldo 2025 e primo acconto 2026; per alcuni contribuenti interessati dal differimento collegato alle attività per cui sono approvati gli ISA, compresi i forfettari che rientravano nei relativi requisiti, il termine senza maggiorazione è stato differito al 20 luglio. Per le date aggiornate consulta il nostro calendario fiscale del regime forfettario.

Rateizzare saldo e primo acconto

Saldo e primo acconto possono rientrare nella rateazione dei versamenti risultanti dalla dichiarazione. In questo caso le rate successive mantengono i codici del tributo e vengono accompagnate dagli interessi di rateazione previsti, normalmente identificati con il relativo codice per gli interessi.

Non bisogna confondere queste rate mensili con il secondo acconto annuale. Se suddividi il primo pagamento in più rate continui a utilizzare 1790 per la componente di primo acconto e 1792 per la componente di saldo; il 1791 identifica invece il secondo acconto o l’acconto in unica soluzione.

F24 a saldo zero e compensazioni

Se disponi di un credito fiscale utilizzabile, il modello F24 può consentire di compensare un debito con quel credito. La compensazione non consiste però nel “non pagare”: il modello deve rappresentare correttamente sia il debito sia il credito, e l’utilizzo del credito deve rispettare i limiti, i controlli e gli eventuali obblighi preventivi previsti dalla normativa.

Quando la compensazione porta il modello a saldo zero, l’F24 deve comunque essere trasmesso attraverso i canali telematici previsti. Prima di compensare è essenziale verificare che il credito risulti disponibile e correttamente maturato.

Dove si paga l’F24 se hai Partita IVA

Per i titolari di Partita IVA il versamento avviene con modalità telematiche. L’Agenzia mette a disposizione F24 Web, servizio gratuito che consente di compilare e trasmettere il modello online e dispone l’addebito sul conto bancario o postale alla data indicata.

Nei casi consentiti si possono utilizzare anche i servizi di internet banking di banche e Poste oppure affidare il pagamento a un intermediario abilitato. Per gli F24 a saldo zero valgono regole telematiche specifiche e non va usato un canale non ammesso.

F24 dell’imposta sostitutiva e F24 INPS non sono la stessa cosa

I codici 1790, 1791 e 1792 riguardano l’imposta sostitutiva. I contributi previdenziali seguono invece le regole della gestione competente: Gestione Separata, Artigiani e Commercianti o cassa professionale. Anche quando tasse e contributi vengono versati nello stesso periodo, non bisogna utilizzare i codici Erario dell’imposta sostitutiva per identificare un debito INPS.

Per aliquote, gestioni e modalità di calcolo consulta la guida ai contributi INPS nel regime forfettario.

1790/1791/1792 contro 1793/1794/1795

Il regime forfettario usa 1790, 1791 e 1792. I codici 1793, 1794 e 1795 appartengono invece al diverso regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità. La distinzione risulta direttamente dall’elenco ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

È un controllo importante perché online si trovano ancora contenuti che chiamano genericamente “minimi” anche i forfettari o che associano 1793 e 1794 agli acconti del regime forfettario. Usare un codice esistente ma riferito a un regime diverso può creare un errore di imputazione.

Cosa fare se l’F24 viene scartato

Uno scarto non equivale a un pagamento effettuato. Occorre leggere la ricevuta, individuare la causa e verificare se il modello va corretto e ritrasmesso. Tra le cause possibili ci sono dati anagrafici incoerenti, problemi con il conto di addebito, crediti non utilizzabili, errori nei dati del modello o controlli telematici non superati.

Se la correzione avviene dopo la scadenza, va valutato anche il ritardo del versamento e l’eventuale ravvedimento.

Cosa fare se hai indicato un codice tributo sbagliato

Se hai pagato con un codice errato o hai associato il versamento all’anno sbagliato, non effettuare automaticamente un nuovo pagamento. Prima verifica l’F24 acquisito e la possibilità di correggere l’imputazione attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate.

Abbiamo raccolto i casi principali nella guida a come correggere un F24 con codice tributo sbagliato.

Come verificare l’importo prima di pagare

L’F24 è l’ultimo passaggio, non il primo. Prima di compilarlo devi avere un prospetto coerente con la dichiarazione: imposta sostitutiva dovuta, acconti precedenti, saldo, nuovo acconto, eventuali crediti e rateazione scelta. Se parti soltanto dal fatturato rischi di ignorare coefficiente di redditività, contributi deducibili e acconti già pagati.

Per il percorso completo dalla dichiarazione al pagamento consulta la guida al modello Redditi PF e quadro LM.

Checklist F24 per il regime forfettario

  • parti dal prospetto della dichiarazione;
  • separa saldo, primo acconto e secondo acconto;
  • usa 1792 per il saldo, 1790 per il primo acconto e 1791 per il secondo o unica soluzione;
  • controlla l’anno di riferimento riga per riga;
  • verifica il campo rateazione se hai scelto le rate;
  • non confondere imposta sostitutiva e contributi INPS;
  • controlla l’effettiva disponibilità dei crediti prima di compensare;
  • usa un canale telematico ammesso;
  • verifica la ricevuta dopo l’invio;
  • conserva quietanza e prospetto di calcolo.

Domande frequenti sull’F24 del regime forfettario

Quali sono i codici F24 del regime forfettario?

Per l’imposta sostitutiva: 1790 primo acconto, 1791 secondo acconto o unica soluzione, 1792 saldo.

Posso mettere saldo e primo acconto nello stesso F24?

Sì, ma su righe distinte con codice tributo e anno di riferimento corretti.

Che anno indico per il saldo 2025 pagato nel 2026?

2025, perché il saldo si riferisce all’anno d’imposta 2025.

Il saldo e il primo acconto possono essere rateizzati?

Sì, quando la disciplina dei versamenti dell’anno consente la rateazione. Le rate successive prevedono gli interessi applicabili.

Il codice 1793 è un codice del forfettario?

No. Il 1793 appartiene al diverso regime fiscale di vantaggio. Il primo acconto del forfettario usa 1790.

Posso pagare l’F24 del forfettario online?

Sì. I titolari di Partita IVA utilizzano modalità telematiche, tra cui i servizi dell’Agenzia delle Entrate e, nei casi consentiti, internet banking o intermediari abilitati.

Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.

  • Apertura della Partita IVA
  • Cambio commercialista
  • Gestione del regime forfettario
  • Gestione della contabilità semplificata

La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.

Compila il modulo e descrivici brevemente la tua situazione.
RM Regimeminimi.com

Un progetto di The Loft S.r.l.s.

Via Mariotti 190
51100 Pistoia (PT)
P.IVA 01843800473
REA PT-184294

Servizio

Prezzi Contattaci Chi siamo Recensioni

Contenuti

Guide fiscali Professioni e attività News Consulenze gratuite

Legale

Termini e condizioni Privacy Cookie

I contenuti di Regimeminimi.com hanno finalità informative e divulgative e non sostituiscono una consulenza professionale personalizzata. Le informazioni fiscali e previdenziali possono variare in base alla situazione individuale e agli aggiornamenti normativi.

© 2026 Regimeminimi.com – Tutti i diritti riservati.