Ravvedimento operoso e cumulo giuridico: con la risoluzione n. 38/E del 23 ottobre 2026 l’Agenzia delle Entrate ha istituito 23 nuovi codici tributo F24 per versare la sanzione unica nei casi previsti dalla normativa. Venti codici, da 8960 a 8979, riguardano il modello F24 ordinario; gli altri tre sono destinati a F24-Accise e F24 ELIDE. La novità riguarda i versamenti delle sanzioni nei casi ammessi dalla normativa, non introduce uno sconto automatico per ogni violazione.
Per chi deve regolarizzare più irregolarità, il punto non è soltanto individuare un numero nuovo: occorre prima verificare se sia applicabile la sanzione unica, per quale tributo e periodo d’imposta e con quale riduzione da ravvedimento. Solo dopo si può scegliere il codice e la sezione corretti del modello di pagamento.
Come leggere questa novità: i codici non servono a pagare l’imposta principale, ma a identificare la sanzione unica da ravvedimento per il tributo interessato. Il modello da utilizzare cambia in alcune situazioni: per i tributi più comuni basta l’F24 ordinario, mentre assicurazioni, intrattenimenti e aerotaxi seguono istruzioni specifiche. Nella tabella trovi il numero, la tipologia d’imposta e la sezione di versamento; più avanti sono illustrate le eccezioni da non confondere con i codici ordinari.
Che cosa cambia per il ravvedimento con cumulo giuridico
La risoluzione 38/E rende disponibili gli identificativi di versamento per applicare, anche sul piano operativo, le modifiche apportate dal decreto legislativo 87/2024 agli articoli 12 e 13 del decreto legislativo 472/1997. Il cumulo giuridico consente, nei casi e con i limiti previsti dalla legge, di determinare una sanzione unica anziché sommare meccanicamente tutte le sanzioni relative alle violazioni considerate.
Il calcolo deve essere effettuato separatamente per ciascun tributo, periodo d’imposta e istituto deflativo. Inoltre, quando la sanzione è determinata secondo l’articolo 12, la percentuale di riduzione da ravvedimento si individua in riferimento alla prima violazione. Non basta, quindi, che più errori compaiano nella stessa dichiarazione per concludere automaticamente che possano essere pagati con un unico importo: servono una corretta qualificazione delle violazioni e la verifica delle disposizioni applicabili.
Per distinguere l’istituto del ravvedimento dalla normale correzione di un versamento, si può leggere anche la nostra guida al ravvedimento operoso nel regime forfettario. Le regole di applicabilità e i codici non devono essere confusi con quelli ordinari usati per saldi e acconti.
Esempio di verifica preliminare: un contribuente deve regolarizzare due violazioni relative alla stessa imposta e allo stesso periodo d’imposta. Prima di sommare gli importi o compilare l’F24, occorre verificare se le violazioni rientrano in una delle ipotesi di cumulo previste dalla legge, quale sia la sanzione base applicabile e da quale data derivi la riduzione del ravvedimento. Se invece le irregolarità riguardano tributi o periodi diversi, non è corretto accorparle indiscriminatamente: la determinazione della sanzione unica deve tenere separate le posizioni che la norma impone di distinguere. Questo esempio illustra i controlli, non sostituisce il calcolo del singolo caso.
I 20 codici tributo per l’F24 ordinario: tabella completa
Dal codice 8960 al 8979, la risoluzione distingue la sanzione unica per il tributo interessato. Le descrizioni seguenti sono sintetiche: per il versamento conta la denominazione completa e la corretta sezione del modello riportate nel documento ufficiale.
| Codice | Sanzione riferita a | Sezione F24 |
|---|---|---|
| 8960 | IRPEF | Erario |
| 8961 | Addizionale comunale IRPEF | IMU e altri tributi locali |
| 8962 | Addizionale regionale IRPEF | Regioni |
| 8963 | IRES | Erario |
| 8964 | IRAP | Regioni |
| 8965 | IVA | Erario |
| 8966 | Ritenute | Erario |
| 8967 | Imposta sostitutiva | Erario |
| 8968 | IVIE | Erario |
| 8969 | IVAFE | Erario |
| 8970 | Imposta di registro | Erario |
| 8971 | Imposta di bollo | Erario |
| 8972 | Imposta ipotecaria | Erario |
| 8973 | Imposta catastale | Erario |
| 8974 | Imposta di successione | Erario |
| 8975 | Imposta sulle donazioni | Erario |
| 8976 | Imposta sui servizi digitali | Erario |
| 8977 | Imposta sulle transazioni finanziarie | Erario |
| 8978 | Global minimum tax | Erario |
| 8979 | Canone TV | Erario |
Fra i codici di maggiore interesse per contribuenti e professionisti ci sono il 8960 per l’IRPEF, il 8965 per l’IVA e il 8967 per l’imposta sostitutiva. Attenzione: la presenza del codice 8967 non significa che ogni violazione commessa da un contribuente forfettario possa essere regolarizzata automaticamente con il cumulo giuridico. Prima va valutata la disciplina applicabile al caso concreto.
Attenzione alla differenza fra codice sanzione e codice imposta. La serie 8960-8979 identifica specificamente la sanzione unica determinata secondo il meccanismo del cumulo giuridico in sede di ravvedimento. Non sostituisce indistintamente i codici usati per l’imposta non versata, per gli interessi o per le sanzioni ordinarie da ravvedimento. Per questo, anche quando un contribuente riconosce il tributo interessato nella tabella, deve verificare che il nuovo codice sia quello previsto per la propria situazione e per la modalità di regolarizzazione effettivamente scelta.
Come compilare l’F24 ed evitare gli errori più comuni
Per la maggior parte dei nuovi codici si utilizza la sezione Erario, indicando la somma nella colonna «importi a debito versati» e l’anno di riferimento in formato AAAA, riferito al periodo d’imposta cui si riferisce il versamento. Ma non tutti i codici vanno in Erario: la risoluzione prevede eccezioni rilevanti.
- 8961, addizionale comunale IRPEF: sezione «IMU e altri tributi locali», con codice catastale del Comune.
- 8962 e 8964, addizionale regionale IRPEF e IRAP: sezione «Regioni», con il codice regione.
- 8974, imposta di successione: indicare i dati anagrafici e il codice fiscale dell’erede; il codice fiscale del defunto va nel campo del coobbligato, con identificativo «08».
La sezione errata, l’omissione del codice territoriale o l’anno d’imposta non pertinente possono rendere necessario un chiarimento o una correzione. Per gli aspetti generali del modello, la nostra guida F24 nel regime forfettario spiega la logica di codici, anno di riferimento e pagamenti, senza sostituire le istruzioni specifiche della risoluzione 38/E.
Controlli prima di inviare il modello: confronta il codice tributo con l’imposta oggetto del ravvedimento, verifica l’anno di riferimento e usa la sezione corretta. Se il pagamento riguarda un’addizionale comunale, non dimenticare il codice catastale del Comune; per addizionale regionale e IRAP è richiesto invece il codice della Regione. Nelle successioni, la corretta identificazione dell’erede e del defunto è parte integrante della compilazione. Conservare il prospetto di calcolo della sanzione e la documentazione della regolarizzazione aiuta a ricostruire il criterio applicato in caso di successivi controlli.
F24-Accise ed ELIDE: gli altri tre codici, e le regole per gli enti pubblici
Il provvedimento istituisce anche 8984 per la sanzione unica sull’imposta sulle assicurazioni e 8985 per quella sull’imposta sugli intrattenimenti, utilizzabili nel modello F24-Accise. Si impiega la sezione «Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione»; per 8984 è richiesto l’ente «A» insieme a mese e anno, mentre per 8985 l’ente è «M» con l’anno di riferimento. Per importi della denuncia annuale assicurativa, il mese è indicato convenzionalmente come dicembre.
Il codice 8986 riguarda invece il ravvedimento dell’imposta erariale sui voli dei passeggeri di aerotaxi e voli taxi: si usa l’F24 ELIDE, con indicazioni dedicate sul tipo «R», sul numero di passeggeri e sulla tratta. Le istruzioni sono specifiche di questo tributo e non possono essere trasferite alla compilazione di un F24 ordinario.
Nel modello ELIDE per il codice 8986 il campo «elementi identificativi» comprende il numero dei passeggeri per singola tratta, seguito dalla lettera A se la tratta non supera 1.500 chilometri oppure B se è più lunga, e infine giorno e mese del servizio nel formato GGMM. Per esempio, il 7 marzo corrisponde a «0703» nella parte finale del campo. L’anno di riferimento è quello in cui è stato effettuato il servizio. La compilazione di questa voce è diversa da quella richiesta per il codice 8960 o per gli altri tributi nell’F24 ordinario.
Gli enti pubblici che utilizzano il modello F24 EP possono continuare a servirsi dei codici già istituiti per le sanzioni in regime di ravvedimento. In sintesi: i nuovi codici sono 23 in totale, ma sono distribuiti su modelli differenti e non costituiscono un elenco indistinto da usare in qualsiasi F24.
Domande frequenti sui nuovi codici per il ravvedimento
Il codice 8967 va usato sempre dai contribuenti forfettari? No. Il 8967 è riferito all’imposta sostitutiva ma identifica la sanzione unica da ravvedimento: si usa soltanto quando ricorrono i presupposti della disciplina del cumulo giuridico. Non va confuso con i codici ordinari per il pagamento dell’imposta sostitutiva né con quelli utilizzati in altre tipologie di ravvedimento.
Si può usare lo stesso codice per violazioni di anni differenti? La risoluzione prescrive l’indicazione dell’anno di riferimento e la disciplina richiede una determinazione distinta per ciascun periodo d’imposta. Non è quindi corretto accorpare in modo indistinto posizioni di annualità diverse senza verificare i rispettivi importi, periodi e presupposti.
Le sanzioni diventano automaticamente più basse con i nuovi codici? No. I codici rendono possibile il versamento della sanzione unica già calcolata nei casi consentiti dalla legge; non modificano, da soli, la misura del tributo o i requisiti per accedere al ravvedimento. La riduzione si determina secondo le norme vigenti e va applicata alla fattispecie concreta.
Fonti ufficiali e cosa verificare prima di pagare
Il riferimento è la risoluzione Agenzia delle Entrate n. 38/E del 23 ottobre 2026. Il comunicato di approfondimento pubblicato da FiscoOggi sui 20 codici dell’F24 ordinario riepiloga il primo gruppo di identificativi.
Prima del versamento è opportuno controllare il tributo, il periodo d’imposta, il numero e la natura delle violazioni, la possibilità di applicare il cumulo giuridico e la riduzione da ravvedimento, oltre al modello di pagamento corretto. Un errore nella scelta del codice può compromettere la corretta attribuzione del versamento; nei casi complessi è prudente fare verificare il calcolo da un professionista.
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Caterina
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