Si sente spesso dire che il regime forfettario è esente IVA. L’espressione rende bene l’effetto pratico sulle normali fatture, ma può creare confusione: il forfettario opera in un regime di franchigia IVA, quindi di regola non addebita l’imposta al cliente e non detrae quella pagata sugli acquisti. Non significa però che ogni sua operazione sia tecnicamente “esente” né che non possa mai essere debitore d’IVA.
Capire questa differenza evita gli errori più frequenti: aggiungere IVA quando non va applicata, detrarre IVA sugli acquisti, dimenticare il bollo oppure ignorare l’IVA dovuta su alcuni acquisti esteri e operazioni in reverse charge.
Il forfettario è davvero esente IVA?
Nel linguaggio comune la risposta è sì: sulle normali operazioni attive comprese nel regime il contribuente forfettario emette fattura senza addebitare IVA. Dal punto di vista tecnico, però, è più corretto parlare di mancata applicazione dell’IVA per effetto del regime di franchigia previsto dalla legge 190/2014.
Una vera “operazione esente” ai sensi dell’articolo 10 del DPR 633/1972 è una categoria IVA diversa. Il fatto che entrambe possano produrre una fattura senza IVA non le rende fiscalmente identiche. Questa distinzione conta quando si compila il file elettronico, si sceglie la Natura IVA o si valuta il bollo.
Per la disciplina completa del regime puoi consultare anche la guida generale su regime forfettario e IVA.
Come si emette una fattura senza IVA nel forfettario
Il professionista o l’impresa individuale in regime forfettario indica in fattura il compenso o corrispettivo senza maggiorarlo dell’IVA. Nel file elettronico va indicato il regime fiscale RF19 e va utilizzata la Natura coerente con l’operazione; per le normali operazioni del forfettario è generalmente rilevante N2.2.
La fattura deve inoltre contenere il riferimento al regime fiscale e, se ricorrono i presupposti, l’imposta di bollo. La guida sulla dicitura fattura del regime forfettario contiene formula, RF19, Natura N2.2, ritenuta, bollo ed esempi.
Esempio: un consulente forfettario concorda un compenso di 1.000 euro. Se l’operazione rientra nelle normali regole del regime, la fattura espone 1.000 euro e non 1.220 euro. L’assenza dell’IVA non è uno “sconto” del 22% imposto dalla legge: il prezzo professionale resta una scelta economica e contrattuale.
Cosa succede all’IVA sugli acquisti
Il vantaggio di non dover liquidare normalmente l’IVA ha un rovescio: il forfettario non detrae l’IVA sugli acquisti. Se acquista un bene da 1.000 euro più 220 euro di IVA, il costo finanziario sostenuto è 1.220 euro e i 220 euro non vengono recuperati attraverso la liquidazione IVA.
Questo aspetto va considerato nella formazione dei prezzi. Un’attività con molti costi gravati da IVA può avere un profilo economico diverso da un’attività professionale con costi ridotti, anche quando entrambe rispettano i requisiti del regime forfettario.
Quando il forfettario deve comunque pagare l’IVA
Dire “sono forfettario, quindi non pago mai IVA” è sbagliato. La legge mantiene specifici obblighi nelle operazioni in cui il contribuente risulta debitore d’imposta.
- Servizi acquistati dall’estero: se territorialmente rilevanti in Italia e soggetti a reverse charge, il forfettario assolve l’IVA; nel flusso elettronico si utilizza normalmente TD17.
- Acquisti intracomunitari di beni: quando diventano imponibili in Italia, l’IVA viene integrata con TD18.
- Acquisti di beni da soggetti non residenti in specifiche fattispecie: può essere necessario TD19.
- Importazioni: l’IVA può essere assolta in dogana e non diventa detraibile solo perché il bene è usato nell’attività.
- Reverse charge interno: in particolari operazioni il forfettario può essere debitore dell’imposta.
Quando il forfettario risulta debitore d’IVA, il comma 60 dell’articolo 1 della legge 190/2014 prevede il versamento entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
Esenzione IVA e bollo da 2 euro
L’assenza di IVA sulla fattura può far scattare l’imposta di bollo. Per le normali fatture del forfettario di importo superiore a 77,47 euro, quando ricorrono i presupposti previsti dalla disciplina del bollo, si applica in genere il bollo di 2 euro.
Il bollo non dipende però esclusivamente dal regime forfettario: occorre verificare la natura dell’operazione. Alcune fattispecie hanno regole proprie. Inoltre i documenti tecnici TD17, TD18 e TD19 sono esclusi dall’integrazione automatica del bollo elettronico dell’Agenzia delle Entrate.
Clienti esteri: “senza IVA” non basta
Quando il cliente è estero non bisogna limitarsi alla regola del forfettario. Prima va stabilita la territorialità IVA dell’operazione. Per molti servizi generici B2B vale la regola del Paese del committente, ma esistono deroghe per immobili, eventi, trasporti, ristorazione e altri servizi.
Una fattura estera può quindi essere senza IVA italiana per ragioni diverse da quelle della franchigia forfettaria. Questo influenza dicitura, Natura IVA e documentazione da conservare. Le guide sulla territorialità IVA e sulla fattura estero aiutano a separare i casi.
Vantaggi e limiti della mancata applicazione IVA
Non addebitare IVA può essere un vantaggio competitivo soprattutto quando il cliente è un privato o un soggetto che non recupera integralmente l’imposta. A parità di prezzo netto, il cliente può sostenere un esborso inferiore rispetto alla fattura di un operatore ordinario che applica IVA.
Il vantaggio è meno evidente quando il cliente è un’impresa con pieno diritto alla detrazione, perché per quel cliente l’IVA ordinaria non rappresenta necessariamente un costo definitivo. Dall’altra parte, il forfettario sostiene come costo l’IVA sugli acquisti. Perciò non è corretto scegliere il regime guardando soltanto alla frase “non applico IVA”.
La convenienza complessiva dipende da ricavi, coefficiente di redditività, imposta sostitutiva, contributi, costi reali, tipologia di clienti e volume degli acquisti gravati da IVA.
Tre esempi per capire quando l’assenza di IVA conta davvero
Cliente privato. Un professionista forfettario e uno ordinario propongono entrambi una prestazione con prezzo netto di 500 euro. Il forfettario, nelle normali operazioni del regime, non aggiunge IVA; l’ordinario deve applicare l’imposta. Per un consumatore che non detrae IVA, la differenza sull’esborso finale può essere immediatamente percepibile.
Cliente impresa con piena detrazione. Se il cliente recupera integralmente l’IVA, il confronto non può fermarsi al totale della fattura: l’IVA dell’operatore ordinario può non essere un costo definitivo per il cliente. Diventano più importanti prezzo netto, qualità del servizio e condizioni commerciali.
Forfettario con molti acquisti. Un’attività che compra attrezzature, pubblicità e servizi per importi elevati paga IVA ai fornitori senza detrarla. Il mancato recupero può ridurre parte del vantaggio finanziario della fatturazione senza IVA e va incluso nel budget.
Cosa fare se il forfettario addebita IVA per errore
Se una normale fattura del regime forfettario viene emessa con IVA esposta per errore, non è prudente ignorarla. L’articolo 21 del DPR 633/1972 prevede conseguenze quando l’IVA viene indicata in fattura anche se non dovuta. Occorre quindi verificare tempestivamente il documento, l’eventuale pagamento e la procedura di correzione, che può richiedere nota di variazione e riemissione corretta.
La correzione va gestita prima possibile, soprattutto se la fattura è già transitata dallo SdI o il cliente ha registrato il documento. Il punto non è soltanto formale: un’IVA erroneamente esposta può generare un debito fiscale e non deve essere trattata come una maggiorazione di prezzo liberamente incassabile dal forfettario.
Fonti e domande frequenti
La fonte principale è l’articolo 1 della legge 190/2014, commi 54-89, insieme al DPR 633/1972 per la disciplina generale dell’IVA.
Il forfettario mette IVA in fattura?
Nelle normali fatture attive comprese nel regime non addebita IVA al cliente. Esistono però operazioni particolari che richiedono un trattamento diverso.
Esente IVA e forfettario sono la stessa cosa?
No in senso tecnico. Le operazioni esenti ex articolo 10 DPR 633/1972 sono una categoria diversa. Il forfettario applica un regime di franchigia che produce, sulle normali fatture, il mancato addebito dell’IVA.
Il forfettario può detrarre l’IVA?
No, in linea generale non esercita il diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti finché resta nel regime.
Quando paga IVA un forfettario?
Può doverla assolvere in operazioni come servizi ricevuti dall’estero, acquisti intracomunitari imponibili, importazioni e specifici casi di reverse charge.
Il bollo sostituisce l’IVA?
No. IVA e bollo sono imposte diverse. Il bollo può essere dovuto su alcune fatture senza IVA, ma non sostituisce né compensa l’IVA.
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Buonasera, artigiano che attualmente utilizza due blocchi duplice copia uno per le ricevute fiscali uno per le fatture. Se dovesse passare il nuovo regime forfettario a 65.000 €, oltre alle fatture (naturalmente esenti iva e con applicazione della marca da bollo se superiori a 77€ ) si possono utilizzare i blocchetti prenumerati per le ricevute fiscali??? e se si bisogna applicare marca da bollo da 2€ se superiori a 77€? in più bisogna riportare tutte le diciture (operazione esente iva, operaz in regime forfettario, esente ritenuta) anche sulla ricevuta fiscale? Grazie
Buonasera Davide, considerato che i forfettari non saranno obbligati alla fatturazione elettronica, potranno essere usati anche i blocchi per le ricevute fiscali. Ad ogni modo sarà sempre obbligatoria la marca da bollo da 2€ per le ricevute di importi superiore ai 77,47€.
Cordiali saluti
Grazie mille per la risposta. Io intendo usare per le fatture direttamente da pc con tutte le varie diciture del caso, e per le ricevute fiscali i blocchi prenumerati. Devo quindi, anche per le ricevute fiscali, applicare la marca da bollo e tutte le diciture.
Certamente, per le diciture fiscali consigliamo l’utilizzo di un timbro.
Cordiali saluti
Buonasera, essendo un B&B Imprenditoriale (P.IVA) regime forfet. nell’emissione di una fattura e/o ricevuta fiscale quale dicitura devo riportare? Devo applica la marca da bollo di €. 2,00?
Buonasera Antonio, la marca da bollo deve essere applicata sopra i documenti di importo superiore ai 77,47€.
La dicitura da applicare invece può essere la seguente:
“Operazione senza applicazione di IVA ai sensi dell’art. 1, comma 59, Legge di stabilità 2015 in quanto rientrante nel regime fiscale di cui all’articolo 1, commi 54-88, legge 190/2014, così come modificato dalla legge n. 208/2015, art. 1, commi 111 a 113. e dalla legge 145 del 30/12/2018”.
Cordiali saluti
Due istruttori settore nuoto, sposati, possono operare in regime forfettario con unica partita iva? Grazie Natalina
Buonasera Natalina, a nostro avviso per l’attività di istruttore sportivo è necessario avere due partite Iva distinte.
Cordiali saluti
buon giorno – sto ristrutturando casa e l’impresa è in regime forfettario cioè non computa l’iva in fattura. In compenso aumenta il prezzo pattuito della relativa percentuale iva, è corretto ???
Buonasera Gian Paolo, a livello fiscale è corretto, il contribuente in forfettario è esente IVA. Dal punto di vista commerciale fai le tue valutazioni.
Cordiali saluti
Sono un agente di commercio in regime forfettario, la commercialista mi fa fattura per le sue prestazioni, è corretta con Iva?
Buongiorno Gianluca, se la sua commercialista non applica il forfettario è corretto.
Cordiali saluti
Buona sera, sto rifacendo il bagno e l’impianto elettrico di tutto, l’appartamento con certificazione a norma di legge.
L’ elettricista che si occupa dell’impianto elettrico mi dice che è a regime forfettario, quindi la fattura sarà emessa senza IVA, mi chiedo
1) è possibile detrarre anche questa spesa ?
2) sul bonifico devo inserire sempre i dati della ditta, ma il titolale mi dice che non ha partita IVA, è normale ? se cosi’ fosse devo aggiungere i suoi estremi con codice fiscale?
Mi puo’ charire questo aspetto
grazie Angelo
Buonasera Angelo, se la ditta, applica il regime forfettario, potrai tranquillamente detrarre l’importo nella tua dichiarazione secondo quanto stabilito dalla legge in vigore.
Una ditta che emette fattura, deve per forza avere una partita Iva. Ricordati che è necessario liquidare importi tramite bonifico bancario parlante.
Cordiali saluti
Sono una ditta edile in regime forfettario che nell’anno precedente ha fatturato meno di 65000€.
Quest’anno nel caso acquisisca un lavoro di oltre i 65000€ può fatturarlo senza applicare l’iva come ha sempre fatto
Buonasera Giovanni, grazie per la gentile richiesta. Se nel 2020 viene superato il limite di fatturato, la fuoriuscita dal regime forfettario avverrà a partire dal primo gennaio 2021.
Cordiali saluti
Buonasera ho un E-commerce (sistemi di allarmi e videosorveglianza) con iva forfettaria, i clienti che comprano un mio prodotto possono poi scaricarsi l’iva?
Grazie mille
Buonasera Marco, grazie per la tua gentile richiesta. Se la tua partita Iva è in regime forfettario, i tuoi clienti non possono scaricare Iva perché le fatture che emetti sono IVA esenti.
Cordiali saluti