Il regime forfettario per wedding planner nel 2026 può essere applicato quando sono rispettati tutti i requisiti previsti, ma il calcolo corretto parte prima dall’inquadramento dell’attività. Per chi organizza matrimoni e cerimonie personali il riferimento ATECO 2025 è 96.99.93 – Servizi di organizzazione di feste e cerimonie, con coefficiente di redditività del 67%.
Regime forfettario wedding planner: dati essenziali
- ATECO 2025: 96.99.93 – Servizi di organizzazione di feste e cerimonie.
- Coefficiente di redditività: 67%.
- Limite ordinario: 85.000 euro di ricavi o compensi.
- Oltre 100.000 euro: si applicano le regole di uscita immediata previste dal regime.
- Imposta sostitutiva: 15% oppure 5% quando ricorrono i requisiti per la nuova attività.
- Previdenza: da definire sulla forma concreta di esercizio, senza applicare automaticamente la stessa gestione a tutti i wedding planner.
Cosa comprende il 96.99.93
La classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT include espressamente nel 96.99.93 l’organizzazione di matrimoni, comprese le cerimonie celebrate lontano dal luogo di residenza, oltre ad altre feste e cerimonie personali. È quindi il riferimento specifico da verificare quando il servizio principale è il wedding planning.
Conferenze, congressi, fiere commerciali e convegni aziendali appartengono invece alla famiglia 82.30.xx. Chi opera stabilmente anche nel settore degli eventi aziendali deve verificare se la seconda attività richieda un codice aggiuntivo.
Wedding planner freelance o attività organizzata come impresa
La stessa definizione commerciale può nascondere modelli diversi. Un wedding planner può limitarsi a consulenza, pianificazione e coordinamento oppure può assumere una struttura più organizzata, stipulare direttamente contratti per servizi ulteriori, effettuare acquisti e rivendite o gestire in modo imprenditoriale parte dell’evento.
Questa differenza conta per procedura di apertura, iscrizioni amministrative e previdenza. Non esiste una regola corretta del tipo “wedding planner = sempre Gestione Separata” o “wedding planner = sempre Commercianti”: va verificato il caso concreto.
Limite di 85.000 euro
Per accedere e permanere nel forfettario va rispettata la soglia ordinaria di 85.000 euro di ricavi o compensi, insieme agli altri requisiti di legge. Il controllo deve considerare il totale rilevante ai fini del regime e non soltanto il compenso medio di un singolo matrimonio.
Cosa succede oltre 100.000 euro
Quando i ricavi o compensi superano 100.000 euro, si applicano le regole di cessazione immediata del regime previste dalla normativa. Per chi lavora con eventi di importo elevato è quindi utile monitorare il fatturato durante l’anno e non attendere la dichiarazione successiva.
Wedding planner dipendente: soglia di 35.000 euro
Chi svolge il wedding planning parallelamente a un lavoro dipendente deve verificare anche la specifica causa ostativa collegata ai redditi da lavoro. Per il 2026 il controllo riguarda la soglia di 35.000 euro percepiti nell’anno precedente, salvo le eccezioni previste quando il rapporto di lavoro è cessato.
Coefficiente di redditività del 67%
Con il coefficiente del 67%, 30.000 euro di ricavi o compensi producono un reddito forfettario lordo di 20.100 euro. I costi reali non vengono sottratti uno per uno: il restante 33% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente.
Questo aspetto è importante per un wedding planner che sostiene spese rilevanti di marketing, trasferte, collaborazioni, software o altre attività operative. Se i costi effettivi sono molto elevati, la convenienza del forfettario va confrontata con un regime alternativo invece di guardare soltanto all’aliquota del 15%.
Imposta sostitutiva al 15% o al 5%
Dopo la determinazione del reddito forfettario e la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori ammessi, si applica normalmente l’imposta sostitutiva del 15%. L’aliquota del 5% è prevista per il periodo agevolato iniziale soltanto quando ricorrono le condizioni richieste per una nuova attività.
Previdenza nel 2026
Se l’attività è esercitata come lavoro autonomo professionale e non esiste un’altra forma previdenziale obbligatoria, può trovare applicazione la Gestione Separata INPS. Nel 2026, per i liberi professionisti non pensionati e non assicurati presso altra forma obbligatoria, l’aliquota complessiva è 26,07%; nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati è il 24%.
Se invece la forma concreta integra un’attività d’impresa soggetta a una gestione speciale, il calcolo contributivo cambia e possono entrare in gioco contributi minimi e regole differenti. La previdenza va quindi definita prima di usare un calcolatore.
Compenso proprio e fornitori del matrimonio
Un punto delicato è distinguere il compenso del wedding planner dalle somme relative a location, catering, fiori, fotografia e altri fornitori. Se il cliente paga direttamente i fornitori, il modello è diverso rispetto al caso in cui il wedding planner acquisti e rivenda servizi o incassi somme nell’ambito di contratti stipulati in proprio.
Preventivi, contratti e fatture devono rappresentare correttamente questi flussi. Non basta chiamare una somma “rimborso” o “budget matrimonio” per determinarne automaticamente il trattamento fiscale.
Come si calcolano tasse e contributi
Il metodo corretto è: ricavi o compensi rilevanti → coefficiente del 67% → reddito forfettario lordo → contributi previdenziali della gestione effettivamente applicabile → base dell’imposta sostitutiva → aliquota del 15% o del 5%. La guida sul calcolo tasse wedding planner mostra gli esempi numerici e spiega perché la previdenza non può essere inserita a caso.
Come aprire la Partita IVA
La procedura dipende dall’inquadramento: per il lavoro autonomo professionale può essere utilizzato il modello AA9/12; per l’attività d’impresa occorre coordinare anche gli adempimenti verso Registro Imprese e gli altri enti coinvolti. Trovi i passaggi nella guida su come aprire la Partita IVA da wedding planner.
Errori da evitare
- usare un vecchio codice ATECO senza verificare ATECO 2025;
- confondere matrimoni ed eventi aziendali;
- applicare automaticamente la Gestione Separata a qualunque modello di attività;
- calcolare il 15% direttamente sul fatturato;
- ignorare la soglia di 35.000 euro per chi ha anche lavoro dipendente;
- non distinguere il proprio compenso dai servizi dei fornitori;
- scegliere il forfettario senza confrontarlo con una struttura di costi elevata.
Guide collegate
Approfondisci il codice ATECO wedding planner, l’apertura della Partita IVA, il calcolo delle tasse e il ruolo del commercialista per wedding planner. Per le regole generali resta disponibile la guida completa al regime forfettario 2026.
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