Il regime forfettario per biologo nutrizionista nel 2026 può essere applicato quando sono rispettati tutti i requisiti fiscali. Per l’attività professionale di biologo nutrizionista gli Ordini territoriali dei Biologi indicano, con ATECO 2025, il codice 72.10.10 – Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie. Il coefficiente di redditività è il 78% e la previdenza professionale è l’ENPAB, non la Gestione Separata INPS.
Biologo nutrizionista: titolo professionale e iscrizione all’Ordine
La Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi ricorda che per esercitare come biologo nutrizionista è necessaria l’iscrizione alla sezione A dell’Ordine. Le linee guida professionali della FNOB definiscono competenze, limiti e responsabilità del biologo che opera nell’ambito nutrizionale. La Partita IVA non attribuisce competenze professionali ulteriori rispetto a quelle previste dalla normativa e dall’ordinamento professionale.
ATECO 72.10.10: perché il codice sembra insolito
ATECO 2025 descrive il 72.10.10 come ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie. Nonostante la descrizione generale, gli Ordini dei Biologi hanno aggiornato il riferimento storico 72.11.00 indicando 72.10.10 per il biologo nutrizionista dal 2025. Per questo, nel 2026, è importante non usare automaticamente il vecchio codice e verificare la posizione con l’Ordine e il consulente fiscale.
Biologo nutrizionista e dietista: professioni diverse
Il biologo nutrizionista e il dietista lavorano entrambi nell’area della nutrizione, ma hanno titolo professionale, Albo e previdenza differenti. Il dietista utilizza normalmente ATECO 86.99.09 ed è iscritto all’Albo dei dietisti nell’Ordine TSRM e PSTRP; il biologo nutrizionista è iscritto all’Ordine dei Biologi e versa all’ENPAB. Per il primo confronto puoi consultare la guida sul regime forfettario del dietista.
Coefficiente di redditività del 78%
Nel regime forfettario il coefficiente di redditività applicabile al profilo qui considerato è del 78%. Con 30.000 euro di compensi incassati il reddito lordo forfettario è 23.400 euro. Il restante 22% rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto: affitto dello studio, software, strumenti, assicurazione, formazione e altre spese non vengono dedotti singolarmente.
Contributi ENPAB: soggettivo, integrativo e maternità
Secondo le FAQ ufficiali ENPAB, l’iscritto versa un contributo soggettivo pari al 15% del reddito netto professionale, aumentabile volontariamente fino al 36%, un contributo integrativo del 4% del volume d’affari o dell’importo fatturato per le prestazioni professionali e il contributo di maternità, indicato dall’Ente per il 2026 nella quota annuale prevista. ENPAB applica anche contributi minimi obbligatori e specifiche riduzioni nei casi ammessi.
Minimi contributivi ENPAB 2026
L’ENPAB pubblica una tabella dei minimi contributivi 2026 e precisa che esistono riduzioni del contributo soggettivo minimo in determinate situazioni, applicate su richiesta quando ne ricorrono le condizioni. Prima di stimare il netto disponibile non bisogna quindi limitarsi a moltiplicare il reddito per il 15%: va verificato anche il minimo dovuto nella posizione individuale.
Imposta sostitutiva al 15% o al 5%
L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%. Può essere ridotta al 5% per il periodo agevolato iniziale se sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività. I contributi previdenziali obbligatori fiscalmente deducibili riducono la base dell’imposta secondo il principio applicabile nel periodo d’imposta.
Sistema Tessera Sanitaria
Il decreto MEF del 22 novembre 2019 include anche gli iscritti all’Albo dei biologi tra i soggetti tenuti alla trasmissione delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria. Per chi svolge prestazioni nutrizionali rivolte alle persone fisiche vanno quindi coordinati documento fiscale, pagamento, eventuale opposizione dell’assistito e trasmissione dei dati.
Prestazioni sanitarie e IVA
L’esenzione IVA prevista dall’articolo 10 del DPR 633/1972 riguarda le prestazioni sanitarie con finalità di diagnosi, cura e riabilitazione rese nell’esercizio delle professioni sanitarie quando ricorrono i presupposti. Per il biologo nutrizionista occorre distinguere le prestazioni sanitarie dall’eventuale attività formativa, consulenza verso imprese, ricerca o altri servizi che possono avere una diversa qualificazione fiscale.
Sistema TS e fatturazione elettronica
La gestione delle fatture sanitarie deve seguire le regole vigenti per i soggetti che trasmettono al Sistema TS. L’ENPAB pubblica FAQ specifiche su fatturazione e Sistema Tessera Sanitaria. Prima di impostare il flusso dello studio è quindi opportuno verificare le disposizioni applicabili all’anno e distinguere le fatture sanitarie da eventuali operazioni di natura diversa.
Limiti del forfettario e lavoro dipendente
Il limite ordinario del regime è 85.000 euro di ricavi o compensi dell’anno precedente, insieme alle altre condizioni previste. Il superamento di 100.000 euro durante l’anno determina la cessazione immediata. Se il biologo nutrizionista svolge anche lavoro dipendente, vanno controllate le specifiche cause ostative; l’obbligo ENPAB può comunque sussistere per l’attività professionale autonoma.
Quando il forfettario può essere meno conveniente
Il regime presume costi pari al 22% dei compensi. Studio, strumenti di valutazione, software, formazione, assicurazione, personale e promozione possono portare le spese reali sopra questa percentuale. In quel caso è utile confrontare il risultato con il regime ordinario, considerando anche la struttura contributiva ENPAB e gli investimenti programmati.
Guide collegate
Approfondisci come aprire la Partita IVA da biologo nutrizionista, il codice ATECO 72.10.10, il calcolo di tasse e contributi ENPAB e la pagina sul commercialista per biologo nutrizionista.
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