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Regime forfettario meccanico 2026: ATECO 95.31.10, coefficiente 40% e INPS

Aggiornato il 4 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Regime forfettario meccanico 2026: ATECO 95.31.10, coefficiente 40% e INPS

Nel 2026 il regime forfettario per un meccanico può essere applicato da una ditta individuale che rispetta i requisiti previsti dalla legge, ma prima di stimare tasse e contributi bisogna inquadrare correttamente l’attività. Per l’officina che svolge riparazione e manutenzione meccanica, elettrica ed elettronica di autoveicoli il codice ATECO 2025 di riferimento è 95.31.10.

Il punto più delicato riguarda il coefficiente di redditività. Anche se il nuovo codice è nella divisione 95, nel 2026 il coefficiente non si ricava leggendo direttamente la nuova classificazione: per il regime forfettario l’Agenzia delle Entrate continua a utilizzare i gruppi ATECO 2007. Il 95.31.10 raccorda ai vecchi 45.20.10 e 45.20.30, quindi per il meccanico/meccatronico il coefficiente resta 40%, non 67%.

Argomenti del post

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  • Regime forfettario meccanico 2026: dati essenziali
  • Codice ATECO 95.31.10: cosa comprende
  • Perché il coefficiente corretto è 40% e non 67%
  • Carrozzeria, gommista, lavaggio e soccorso stradale: codici distinti
  • Il meccanico è un’attività regolamentata: meccatronica e responsabile tecnico
  • La scadenza del 5 luglio 2026 per la vecchia meccanica/elettrauto è già trascorsa
  • SCIA, Registro Imprese, Albo Artigiani e INAIL
  • Quando il meccanico può usare il regime forfettario
  • Contributi INPS Artigiani 2026
  • Riduzione INPS del 35%
  • Esempio: officina con 30.000 euro di ricavi
  • Il forfettario conviene davvero a un’officina?
  • Errori frequenti da evitare
  • Guide collegate per aprire e gestire l’officina
  • In sintesi
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Regime forfettario meccanico 2026: dati essenziali

VoceDato 2026
ATECO 202595.31.10 – Riparazione e manutenzione meccanica, elettrica ed elettronica di autoveicoli
ATECO 2007 di raccordo45.20.10 e 45.20.30
Coefficiente forfettario40%
Soglia ordinaria ricavi85.000 € nell’anno precedente
Uscita immediataoltre 100.000 € percepiti nell’anno
Imposta sostitutiva15% oppure 5% se spettante
INPSGestione Artigiani quando ricorrono i requisiti
Minimale INPS 202618.808 €
Contributo minimo annuo Artigiani4.521,36 €
Riduzione contributiva forfettari35% su domanda, se spettante

Codice ATECO 95.31.10: cosa comprende

Le note ATECO 2025 dell’ISTAT comprendono nel codice 95.31.10 la manutenzione ordinaria e la riparazione meccanica, elettrica ed elettronica degli autoveicoli, inclusi rimorchi e semirimorchi.

  • riparazioni meccaniche e manutenzione dei motori;
  • riparazioni elettriche ed elettroniche;
  • diagnostica e riparazione dei sistemi meccatronici;
  • riparazione di sistemi di iniezione elettronica;
  • radiatori, marmitte e silenziatori;
  • carburatori e climatizzatori per autoveicoli;
  • installazione di parti meccaniche, elettriche ed elettroniche e accessori non montati in fabbrica;
  • installazione, riparazione e manutenzione di impianti GPL e metano.

Il nuovo codice riunisce attività che nella classificazione precedente erano separate tra 45.20.10 – Riparazioni meccaniche di autoveicoli e 45.20.30 – Riparazione di impianti elettrici e di alimentazione per autoveicoli. Questo raccordo è fondamentale anche per determinare correttamente il coefficiente fiscale nel forfettario.

Perché il coefficiente corretto è 40% e non 67%

Il passaggio ad ATECO 2025 ha creato una fonte di errore: guardando soltanto il nuovo 95.31.10 si potrebbe collocare l’attività tra le “altre attività economiche” e applicare il 67%. Nel 2026, però, questa lettura non è corretta ai fini del regime forfettario.

L’Agenzia delle Entrate, nelle indicazioni sul quadro LM del modello Redditi 2026, specifica che per i righi dedicati ai contribuenti forfettari i codici attività da utilizzare per individuare il gruppo di redditività sono quelli ATECO 2007. Il 95.31.10 va quindi ricondotto ai vecchi codici 45.20.10 e 45.20.30.

La divisione 45 appartiene al gruppo “commercio all’ingrosso e al dettaglio”, per il quale la tabella del forfettario prevede coefficiente 40%. In pratica, su 30.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è 12.000 euro, non 20.100 euro.

Carrozzeria, gommista, lavaggio e soccorso stradale: codici distinti

Non tutte le attività svolte intorno all’automobile rientrano nel 95.31.10. Se vengono esercitate come attività autonome o prevalenti devono essere valutati codici specifici.

  • carrozzeria: 95.31.20;
  • riparazione, montaggio o sostituzione pneumatici: 95.31.30;
  • lavaggio e detailing: 95.31.91;
  • revisione periodica ministeriale: 71.20.22;
  • traino e soccorso stradale: 52.21.60.

Anche la vendita abituale di ricambi al banco può richiedere un’attività commerciale distinta. Se l’officina svolge più attività bisogna individuare quella prevalente e verificare eventuali codici secondari, senza forzare servizi diversi dentro un unico ATECO.

Il meccanico è un’attività regolamentata: meccatronica e responsabile tecnico

L’apertura della Partita IVA non è sufficiente per avviare un’officina. La Legge 122/1992 disciplina l’attività di autoriparazione e distingue oggi tre settori: meccatronica, carrozzeria e gommista. Per la normale officina meccanica/elettrica il settore rilevante è la meccatronica.

L’impresa deve disporre di un responsabile tecnico in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti dall’articolo 7 della legge. I requisiti possono derivare, a seconda dei casi, da esperienza qualificata nel settore, corso regionale seguito dall’esperienza richiesta oppure titolo tecnico idoneo.

La scadenza del 5 luglio 2026 per la vecchia meccanica/elettrauto è già trascorsa

Per le imprese storiche che erano abilitate soltanto alla vecchia sezione “meccanica-motoristica” oppure soltanto a “elettrauto” era previsto un periodo transitorio per adeguarsi alla meccatronica. L’ultima proroga ha fissato il termine al 5 luglio 2026.

Alla data attuale quel termine è scaduto. La Camera di Commercio di Roma ha comunicato che sta procedendo con cancellazioni e inibizioni nei confronti delle imprese non regolarizzate. Per una nuova apertura nel 2026 non ha quindi senso ragionare sulle vecchie sezioni separate: bisogna verificare direttamente i requisiti per la meccatronica.

SCIA, Registro Imprese, Albo Artigiani e INAIL

Per avviare l’officina devono essere coordinati gli adempimenti amministrativi collegati all’attività regolamentata. In pratica vanno verificati almeno:

  • Partita IVA e codice ATECO corretto;
  • iscrizione al Registro Imprese;
  • SCIA per l’attività di autoriparazione;
  • responsabile tecnico e relativi requisiti;
  • iscrizione all’Albo Artigiani quando ricorrono i presupposti;
  • Gestione Artigiani INPS;
  • posizione INAIL e assicurazione dei soggetti/lavorazioni per cui è dovuta;
  • adempimenti ambientali e gestione dei rifiuti prodotti dall’officina.

Oli esausti, filtri, batterie, pneumatici, liquidi e altri materiali derivanti dalle lavorazioni possono generare obblighi ambientali specifici. Questi adempimenti non dipendono dal fatto di essere in regime forfettario.

Quando il meccanico può usare il regime forfettario

Il forfettario è riservato alle persone fisiche che rispettano i requisiti della Legge 190/2014. Per un’officina individuale i controlli principali sono:

  • 85.000 euro di ricavi nell’anno precedente come soglia ordinaria;
  • uscita immediata se nell’anno si superano 100.000 euro percepiti;
  • limite di 20.000 euro lordi per le spese rilevanti di lavoro dipendente e collaboratori dell’anno precedente;
  • soglia 2026 di 35.000 euro per i redditi di lavoro dipendente e assimilati nei casi in cui la causa ostativa è applicabile;
  • assenza delle altre cause di esclusione previste dalla disciplina.

Contributi INPS Artigiani 2026

Quando l’officina è correttamente inquadrata come impresa artigiana, il titolare è normalmente iscritto alla Gestione Artigiani INPS. La Circolare INPS n. 14/2026 fissa per gli artigiani:

  • aliquota pensionistica del 24% fino alla prima fascia;
  • minimale di reddito pari a 18.808 euro;
  • contributo minimo annuo pari a 4.521,36 euro;
  • prima fascia fino a 56.224 euro di reddito;
  • aliquota del 25% sulla quota oltre la prima fascia.

Con coefficiente fiscale al 40% il minimale previdenziale pesa particolarmente quando i ricavi sono bassi: un’officina con 30.000 euro di ricavi determina infatti un reddito forfettario lordo di 12.000 euro, inferiore al minimale INPS, ma resta soggetta alla contribuzione minima ordinaria se iscritta per l’intero anno.

Riduzione INPS del 35%

Il titolare in regime forfettario può aderire, quando ne possiede i requisiti, al regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. Non è automatica: richiede una domanda all’INPS e può incidere anche sull’accredito previdenziale.

La riduzione dei contributi fa diminuire anche la quota previdenziale deducibile prima dell’imposta sostitutiva. Per valutarne la convenienza bisogna quindi confrontare contributi, imposta e posizione pensionistica nel loro insieme.

Esempio: officina con 30.000 euro di ricavi

PassaggioImporto
Ricavi30.000,00 €
Reddito forfettario: 30.000 × 40%12.000,00 €
Contributi INPS ordinari indicativi4.521,36 €
Base imposta sostitutiva7.478,64 €
Imposta al 15%1.121,80 €
Imposta al 5% se spettante373,93 €
Contributi + imposta al 15%5.643,16 €

L’esempio presuppone un titolare artigiano per l’intero anno, senza collaboratori e senza riduzione contributiva. Serve a mostrare il metodo; la posizione reale può cambiare in base alla data di apertura, ai soggetti assicurati e alle agevolazioni.

Il forfettario conviene davvero a un’officina?

Il coefficiente del 40% presuppone fiscalmente una quota di costi molto elevata, pari al 60% dei ricavi. Questo può rendere il forfettario interessante per alcune officine, ma la convenienza non è automatica. Un meccanico sostiene spesso spese rilevanti per ricambi, utensili, diagnostica, ponti sollevatori, energia, affitto, smaltimento rifiuti, assicurazioni e personale.

Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente e soprattutto l’IVA sugli acquisti non viene detratta. Per un’officina che compra molti ricambi e attrezzature l’IVA indetraibile può diventare una voce importante. Prima di scegliere il regime è quindi utile confrontare il risultato con il regime ordinario, soprattutto se sono previsti investimenti o dipendenti.

Errori frequenti da evitare

  • applicare il 67% leggendo soltanto il nuovo codice 95.31.10;
  • confondere meccatronica, carrozzeria e gommista;
  • aprire solo la Partita IVA senza SCIA e responsabile tecnico;
  • ignorare che la vecchia fase transitoria meccanica/elettrauto è terminata il 5 luglio 2026;
  • trattare vendita ricambi, soccorso stradale o lavaggio come se fossero sempre inclusi nel 95.31.10;
  • dimenticare il contributo minimo della Gestione Artigiani;
  • applicare automaticamente riduzione INPS 35% o imposta 5%;
  • scegliere il forfettario senza valutare IVA indetraibile e costo reale dei ricambi.

Guide collegate per aprire e gestire l’officina

Per completare l’inquadramento consulta come aprire la Partita IVA da meccanico, la guida al codice ATECO per meccanici, il calcolo di tasse e contributi e cosa deve controllare un commercialista per un’officina meccanica. Per i requisiti generali resta disponibile la guida completa al regime forfettario 2026.

In sintesi

Nel 2026 l’officina meccanica/meccatronica utilizza normalmente il codice ATECO 95.31.10. Ai fini del regime forfettario il coefficiente corretto resta 40% perché il nuovo codice raccorda ai vecchi 45.20.10 e 45.20.30, ancora utilizzati dall’Agenzia delle Entrate per determinare il gruppo di redditività. Oltre al fisco vanno però rispettati i requisiti dell’attività di autoriparazione: meccatronica, responsabile tecnico, SCIA, Registro Imprese, previdenza e adempimenti assicurativi e ambientali.

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