Questa guida raccoglie gli aspetti fiscali essenziali per chi lavora come perito agrario libero professionista e vuole valutare il regime forfettario. L’obiettivo è collegare correttamente attività svolta, Partita IVA, codice ATECO, previdenza e imposta, senza trattare la professione come una semplice etichetta.
Nel 2026 il regime forfettario mantiene la soglia ordinaria di 85.000 euro di ricavi o compensi. La soglia non è però l’unico requisito: prima di applicare il regime occorre verificare anche le cause di esclusione e le condizioni soggettive previste dalla normativa.
Come inquadrare l’attività di periti agrari
ATECO 2025 distingue espressamente la consulenza agraria resa da periti agrari da quella resa da agronomi, agrotecnici ed altre figure.
Per impostare correttamente l’avvio occorre verificare iscrizione e abilitazione professionale, aprire la Partita IVA con il codice 74.99.13 quando coerente e attivare gli adempimenti previdenziali ENPAIA.
Codice ATECO 2025
ATECO 2025 prevede il codice specifico 74.99.13 – Attività di consulenza agraria fornite da periti agrari.
ATECO 2025 è la classificazione utilizzata operativamente dal 1° aprile 2025. L’aggiornamento 2026 ha riguardato le relazioni di corrispondenza con la precedente classificazione e non ha modificato struttura e descrizioni dei codici ATECO 2025.
Coefficiente di redditività
Per il tipico inquadramento descritto in questa guida il coefficiente di redditività di riferimento è 78%. Se la stessa professione può essere svolta con attività ATECO differenti, il coefficiente va confermato sul codice effettivamente utilizzato.
Nel regime forfettario le normali spese dell’attività non vengono sottratte una per una. Si applica ai ricavi o compensi incassati il coefficiente di redditività previsto per l’attività; dal reddito così determinato si deducono i contributi previdenziali obbligatori ammessi in deduzione e sul risultato si calcola l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% quando ricorrono tutte le condizioni per la nuova attività.
Previdenza
Per il perito agrario libero professionista va verificata la Gestione Separata Periti Agrari della Fondazione ENPAIA, oltre agli obblighi collegati all’iscrizione professionale.
Le guide del cluster
Abbiamo separato gli argomenti principali per evitare pagine che ripetono le stesse informazioni. Da questo HUB puoi passare direttamente agli approfondimenti operativi.
- regime forfettario per periti agrari
- aprire Partita IVA per periti agrari
- codice ATECO per periti agrari
- calcolo tasse per periti agrari
- commercialista per periti agrari
Controlli prima di scegliere il forfettario
- attività reale e codice ATECO coerente;
- requisiti e cause di esclusione dal regime forfettario;
- corretto inquadramento previdenziale;
- eventuali requisiti professionali, camerali, sanitari o autorizzativi;
- convenienza economica considerando contributi e costi realmente sostenuti.
In sintesi
Per periti agrari il regime forfettario può semplificare la gestione, ma il calcolo corretto parte sempre dall’inquadramento. Prima si definiscono attività, ATECO e previdenza; solo dopo si stimano reddito imponibile e imposta.
Come valutare la convenienza nella pratica
La convenienza del regime forfettario per Periti agrari non si misura guardando soltanto all’aliquota dell’imposta. Prima bisogna stimare i ricavi realistici dell’anno, individuare il corretto coefficiente di redditività e capire quale previdenza si applica alla posizione concreta. A parità di fatturato, infatti, due contribuenti possono sostenere un carico complessivo differente quando cambiano gestione previdenziale, contributi obbligatori o condizioni personali.
È utile anche confrontare il reddito determinato forfettariamente con i costi che l’attività sostiene davvero. Nel forfettario le spese ordinarie non vengono dedotte analiticamente: per chi ha costi elevati, attrezzature importanti, collaboratori o investimenti ricorrenti la convenienza va quindi verificata con numeri concreti e non data per scontata.
Documenti e informazioni da raccogliere
- stima dei ricavi o compensi dell’anno;
- descrizione precisa dei servizi o prodotti offerti;
- eventuali altri redditi o rapporti di lavoro;
- posizione previdenziale già esistente;
- costi principali e investimenti previsti.
Verifica normativa 2026
Per il 2026 il limite ordinario del regime forfettario resta pari a 85.000 euro di ricavi o compensi dell’anno precedente; oltre 100.000 euro di ricavi o compensi percepiti il regime cessa invece nello stesso anno, con applicazione dell’IVA a partire dall’operazione che determina il superamento. La causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati opera, per il 2026, oltre 35.000 euro, salvo il caso previsto dalla legge in cui il rapporto di lavoro sia cessato.
ATECO 2025 e coefficienti: nel 2026 si utilizza la classificazione ATECO 2025, ma fino all’approvazione dei nuovi coefficienti costruiti sulla nuova classificazione il D.Lgs. 81/2025 dispone di continuare a usare i coefficienti dell’Allegato 4 alla legge 190/2014, individuandoli tramite il codice ATECO 2007 corrispondente all’attività. Il coefficiente indicato in questa guida va letto secondo questa regola di raccordo.
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