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Regime forfettario per Veterinari

Aggiornato il 23 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Regime forfettario per Veterinari

Questa guida raccoglie in un unico punto gli aspetti fiscali essenziali per chi lavora come medico veterinario e vuole capire se può utilizzare il regime forfettario. Il percorso corretto parte dall’attività realmente svolta e collega Partita IVA, codice ATECO, previdenza e calcolo delle imposte.

Nel 2026 la soglia ordinaria di ricavi o compensi del regime forfettario è 85.000 euro. L’accesso richiede però anche il rispetto delle altre condizioni previste dalla legge e l’assenza delle cause di esclusione. Per questo il solo fatturato non basta a stabilire se il regime può essere applicato.

Come inquadrare l’attività di veterinari

Ambulatorio, clinica, consulenza professionale e altre modalità di esercizio possono comportare ulteriori adempimenti sanitari e organizzativi, pur restando nell’area dei servizi veterinari.

Per iniziare in modo ordinato occorre essere abilitato e iscritto all’Ordine, aprire la Partita IVA con il codice 75.00.00 quando coerente e attivare gli adempimenti ENPAV.

Codice ATECO 2025

ATECO 2025 utilizza 75.00.00 – Servizi veterinari per le attività veterinarie.

La classificazione ATECO 2025 è quella operativamente utilizzata dal 1° aprile 2025. Le tavole di corrispondenza sono state aggiornate nel 2026, ma struttura, livelli e descrizioni della classificazione non sono stati modificati.

Coefficiente di redditività e imposta

Nel tipico inquadramento descritto in questa pagina il coefficiente di redditività di riferimento è 78% per la tipica attività professionale veterinaria. Il dato va sempre collegato al codice e all’attività fiscale effettivamente dichiarata, soprattutto quando la professione può essere svolta in modi diversi.

Nel forfettario le normali spese dell’attività non vengono sottratte una per una. I ricavi o compensi incassati vengono moltiplicati per il coefficiente di redditività previsto per l’attività fiscale; dal reddito così determinato si deducono i contributi previdenziali obbligatori ammessi in deduzione e sul risultato si applica l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività.

Previdenza

Il medico veterinario libero professionista deve verificare la contribuzione ENPAV e gli obblighi connessi all’Ordine professionale. La previdenza non va sostituita con una percentuale INPS generica.

Per requisiti, limiti e convenienza fiscale, approfondisci regime forfettario per veterinari. Se devi iniziare l’attività, trovi i passaggi pratici in aprire la Partita IVA per veterinari. Per verificare l’inquadramento dell’attività, consulta codice ATECO per veterinari.

Per stimare imposte e contributi, consulta calcolo tasse per veterinari. Per la gestione fiscale continuativa, puoi approfondire commercialista per veterinari.

Cosa verificare prima di scegliere il forfettario

  • attività effettivamente svolta e relativo codice ATECO;
  • ricavi o compensi e tutte le cause di esclusione dal regime;
  • gestione previdenziale corretta per la professione o impresa;
  • eventuali requisiti professionali, camerali, sanitari o amministrativi;
  • convenienza economica rispetto a costi reali, contributi e altri regimi fiscali.

In sintesi

Per veterinari il regime forfettario può semplificare la gestione fiscale, ma deve essere costruito sull’inquadramento corretto. Il punto di partenza non è l’aliquota del 5% o del 15%: sono attività, ATECO e previdenza a determinare il calcolo corretto.

Verifica normativa 2026

Per il 2026 il limite ordinario del regime forfettario resta pari a 85.000 euro di ricavi o compensi dell’anno precedente; oltre 100.000 euro di ricavi o compensi percepiti il regime cessa invece nello stesso anno, con applicazione dell’IVA a partire dall’operazione che determina il superamento. La causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati opera, per il 2026, oltre 35.000 euro, salvo il caso previsto dalla legge in cui il rapporto di lavoro sia cessato.

ATECO 2025 e coefficienti: nel 2026 si utilizza la classificazione ATECO 2025, ma fino all’approvazione dei nuovi coefficienti costruiti sulla nuova classificazione il D.Lgs. 81/2025 dispone di continuare a usare i coefficienti dell’Allegato 4 alla legge 190/2014, individuandoli tramite il codice ATECO 2007 corrispondente all’attività. Il coefficiente indicato in questa guida va letto secondo questa regola di raccordo.

Per rate, Modello 1 e calendario previdenziale consulta anche le scadenze ENPAV 2026.

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