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Regime forfettario tecnico di laboratorio biomedico: tasse, INPS e ATECO

Aggiornato il 30 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Regime forfettario tecnico di laboratorio biomedico: tasse, INPS e ATECO

Il regime forfettario può essere applicato anche dal tecnico sanitario di laboratorio biomedico che esercita come libero professionista, se rispetta i requisiti previsti dalla legge e non ricade in una causa di esclusione. Per il TSLB la parte più delicata non è soltanto il limite degli 85.000 euro: bisogna coordinare attività effettivamente svolta, codice ATECO, coefficiente di redditività, Gestione Separata INPS e possibile presenza di un lavoro dipendente.

Con ATECO 2025 non esiste un codice unico valido per ogni TSLB. La FNO TSRM-PSTRP, sulla base delle indicazioni ISTAT, segnala che le attività possono ricadere nelle divisioni 71, 72 o 86. Il codice va quindi individuato sulla prestazione effettivamente svolta prima di applicare coefficiente e regole del forfettario.

Regime forfettario TSLB: quando è possibile

Il tecnico sanitario di laboratorio biomedico può utilizzare il regime forfettario quando esercita in forma individuale e rispetta i requisiti generali previsti per le persone fisiche titolari di reddito di lavoro autonomo.

Il primo controllo riguarda i compensi percepiti: il limite ordinario è 85.000 euro. Se durante l’anno vengono superati 100.000 euro di compensi percepiti, l’uscita dal regime avviene immediatamente secondo le regole vigenti. Tra 85.000 e 100.000 euro, invece, l’effetto ordinario è l’uscita dal regime dall’anno successivo.

Oltre al fatturato, vanno controllate le altre cause ostative: partecipazioni societarie incompatibili, rapporti con datori o ex datori di lavoro nei casi previsti, spese per lavoro dipendente oltre i limiti normativi e redditi di lavoro dipendente o assimilati quando la relativa soglia è applicabile.

Prima del forfettario viene il codice ATECO

Per il TSLB non è corretto scegliere il regime fiscale prima di avere descritto l’attività economica concreta. Per inclusioni, esclusioni e differenze con altri codici consulta la guida al codice ATECO del tecnico di laboratorio biomedico. La FNO TSRM-PSTRP richiama espressamente la necessità di individuare il codice in base all’attività concreta, perché per il TSLB non è stato definito un unico ATECO di riferimento. ATECO 2025 classifica infatti l’attività svolta, non il titolo professionale.

Le note esplicative ISTAT di ATECO 2025 collocano 86.91.02 nelle attività di laboratorio medico, ma questo è solo uno dei possibili inquadramenti del TSLB: ricerca, prove e analisi tecniche o altre attività possono ricadere in codici diversi. Attività diverse, come ricerca scientifica o analisi tecniche non mediche, possono richiedere un codice differente.

Per questo la guida sulla Partita IVA del tecnico sanitario di laboratorio biomedico parte dalla descrizione delle prestazioni effettivamente svolte e distingue la libera professione individuale dall’apertura di una struttura di laboratorio.

Coefficiente di redditività: perché il 78% va verificato sul codice

Nel regime forfettario il reddito imponibile non viene calcolato sottraendo le spese effettive dai compensi. Si applica invece un coefficiente di redditività associato alla famiglia ATECO utilizzata.

Per le principali attività professionali sanitarie considerate in questo ambito il coefficiente è normalmente 78%. Significa che il 78% dei compensi viene assunto come reddito forfettario lordo, mentre il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta in modo presunto.

Il coefficiente non va però scelto in funzione della convenienza fiscale. Prima si individua il codice corretto per l’attività; solo dopo si applica il coefficiente previsto. Per capire il meccanismo puoi consultare anche la guida al coefficiente di redditività del 78%.

Come si calcola il reddito forfettario del TSLB

Supponiamo che un tecnico sanitario di laboratorio biomedico incassi 40.000 euro in un anno e che il codice utilizzato rientri nel coefficiente del 78%.

  • compensi percepiti: 40.000 euro;
  • coefficiente: 78%;
  • reddito forfettario lordo: 31.200 euro.

Su questo reddito si calcolano i contributi previdenziali dovuti. I contributi obbligatori effettivamente versati e deducibili riducono poi la base su cui viene calcolata l’imposta sostitutiva.

Gestione Separata INPS per il tecnico di laboratorio biomedico

Il tecnico sanitario di laboratorio biomedico libero professionista non dispone di una cassa previdenziale autonoma di categoria. In assenza di altra copertura obbligatoria, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS.

Per il 2026 l’INPS ha pubblicato le aliquote applicabili alla Gestione Separata per liberi professionisti e collaboratori. Il valore concreto dipende dalla posizione del professionista: chi non è pensionato e non è assicurato presso altra forma obbligatoria ha un’aliquota diversa rispetto a chi possiede già un’altra copertura previdenziale.

La guida sulla Gestione Separata INPS per liberi professionisti approfondisce iscrizione, aliquote, minimale, massimale e versamenti.

Il minimale INPS non è un contributo fisso annuale

Una differenza importante rispetto ad artigiani e commercianti è che il professionista in Gestione Separata non paga un contributo minimo fisso indipendente dal reddito.

Il minimale pubblicato ogni anno dall’INPS serve soprattutto per determinare l’accredito contributivo pieno dell’anno. Se il reddito è inferiore, i contributi vengono comunque calcolati sul reddito effettivo, ma l’accredito pensionistico può riguardare un numero inferiore di mesi.

Imposta sostitutiva al 5% o al 15%

Dopo avere determinato il reddito forfettario e dedotto i contributi previdenziali obbligatori versati, sulla base imponibile residua si applica l’imposta sostitutiva.

  • 15%: aliquota ordinaria del regime forfettario;
  • 5%: aliquota agevolata per le nuove attività quando sono rispettate tutte le condizioni previste dalla normativa.

Il 5% non si applica automaticamente perché la Partita IVA è nuova. Bisogna verificare, tra l’altro, che l’attività non rappresenti una mera prosecuzione di un’attività precedente e che siano rispettati i requisiti previsti per la fase iniziale.

Per vedere simulazioni complete su più livelli di compensi, aliquota INPS 26,07% o 24% e imposta al 5% o 15%, consulta il calcolo tasse del tecnico di laboratorio biomedico.

Esempio completo con 40.000 euro di compensi

Riprendiamo l’esempio di 40.000 euro di compensi e coefficiente del 78%. Il reddito forfettario lordo è 31.200 euro.

Se il professionista è soggetto all’aliquota ordinaria della Gestione Separata prevista per chi non ha altra previdenza obbligatoria, i contributi vengono calcolati sul reddito previdenziale. Una volta versati, i contributi deducibili riducono la base dell’imposta sostitutiva. Il risultato finale dipende quindi dalla posizione previdenziale personale e dall’aliquota fiscale 5% o 15% applicabile.

Questo è il motivo per cui confrontare soltanto il “5% contro 15%” non basta: per stimare quanto resta realmente netto bisogna considerare insieme coefficiente, contributi, imposta e costi effettivi sostenuti dal professionista.

TSLB dipendente e regime forfettario

Molti tecnici di laboratorio lavorano anche come dipendenti di strutture sanitarie pubbliche o private. La presenza di un lavoro dipendente non vieta automaticamente la Partita IVA né il regime forfettario, ma richiede controlli aggiuntivi.

  • eventuali incompatibilità o autorizzazioni previste dal rapporto di lavoro;
  • limite dei redditi da lavoro dipendente quando applicabile;
  • causa ostativa relativa a prestazioni rese prevalentemente al datore o ex datore di lavoro;
  • aliquota INPS della Gestione Separata in presenza di altra previdenza obbligatoria.

Nel settore pubblico è particolarmente importante verificare preventivamente le regole dell’ente e gli eventuali obblighi autorizzativi, senza assumere che la sola apertura fiscale renda automaticamente compatibile l’attività autonoma.

Forfettario e prestazioni verso lo stesso ospedale o laboratorio

Un altro punto delicato riguarda il professionista che apre la Partita IVA e fattura alla stessa struttura per cui lavora o lavorava come dipendente. La normativa del forfettario contiene una causa ostativa specifica per le attività esercitate prevalentemente nei confronti di datori di lavoro attuali o dei due precedenti periodi d’imposta, salvo le eccezioni previste.

Questa verifica va effettuata sulla situazione concreta: soggetto committente, rapporto precedente, percentuale dei compensi e natura effettiva della collaborazione.

Le spese reali non si deducono una per una

Nel forfettario non si deducono analiticamente assicurazione, ECM, software, strumenti, trasferte, coworking, consulenza fiscale o eventuali attrezzature professionali. Il sistema presume già una quota di costi attraverso il coefficiente di redditività.

Per un TSLB che sostiene spese elevate per apparecchiature, locali o organizzazione di un laboratorio proprio, questo elemento può cambiare sensibilmente la convenienza. L’apertura di una struttura sanitaria, inoltre, non coincide con la semplice attività libero-professionale individuale e può comportare autorizzazioni e costi ulteriori.

Prestazioni sanitarie, IVA e regime forfettario sono temi distinti

Il regime forfettario disciplina la determinazione del reddito e dell’imposta, ma non trasforma automaticamente ogni prestazione del TSLB in prestazione sanitaria esente IVA.

La corretta qualificazione IVA dipende dalla natura concreta dell’operazione. Attività sanitarie, ricerca, consulenza tecnica, formazione e servizi resi a strutture possono avere trattamenti differenti. Prima di emettere la fattura occorre quindi verificare sia il regime fiscale del professionista sia il trattamento dell’operazione specifica.

Fatturazione elettronica e Sistema Tessera Sanitaria

Gli adempimenti di fatturazione dipendono dal tipo di prestazione e dal destinatario. Le professioni sanitarie possono inoltre essere interessate dagli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria nei casi previsti dalla disciplina delle spese sanitarie.

Non va quindi configurato un unico modello di fattura per qualsiasi attività del TSLB. Una prestazione sanitaria resa a una persona fisica e un servizio tecnico o di laboratorio reso a una struttura devono essere esaminati separatamente.

Quando il forfettario può non convenire

Il forfettario è semplice, ma non è automaticamente il regime migliore. Per un tecnico sanitario di laboratorio biomedico può risultare meno conveniente quando:

  • i costi reali sono molto elevati rispetto alla quota forfettaria riconosciuta;
  • sono previsti investimenti importanti in strumenti o attrezzature;
  • l’attività richiede locali e costi di struttura rilevanti;
  • si è vicini al limite di ricavi e il passaggio all’ordinario è imminente;
  • la posizione personale rende inapplicabile il regime.

Checklist prima di scegliere il forfettario

  • Definisci l’attività concretamente svolta.
  • Verifica il codice ATECO applicabile.
  • Controlla il coefficiente di redditività.
  • Verifica i requisiti e tutte le cause ostative.
  • Controlla la posizione previdenziale INPS.
  • Se sei dipendente, verifica compatibilità e autorizzazioni.
  • Stima contributi e imposta insieme, non separatamente.
  • Confronta la quota di costi presunta con le spese reali.
  • Definisci correttamente il trattamento IVA delle prestazioni.

Errori frequenti

  • usare automaticamente 86.91.02 senza verificare l’attività;
  • dare per scontato il coefficiente del 78% senza controllare il codice;
  • confondere il minimale INPS con un contributo fisso;
  • applicare automaticamente l’imposta al 5%;
  • ignorare un rapporto di lavoro dipendente;
  • considerare tutte le prestazioni sanitarie allo stesso modo ai fini IVA;
  • valutare il regime soltanto sulla base dell’aliquota fiscale.

Domande frequenti

Il tecnico sanitario di laboratorio biomedico può usare il regime forfettario?

Sì, se esercita in forma individuale e rispetta requisiti e cause di esclusione previste dalla normativa.

Qual è il coefficiente di redditività del TSLB?

Per le principali attività professionali sanitarie considerate in questo ambito è normalmente il 78%, ma deve essere verificato sul codice ATECO effettivamente utilizzato.

Quale INPS paga il TSLB forfettario?

In assenza di una cassa professionale autonoma, il libero professionista fa normalmente riferimento alla Gestione Separata INPS. L’aliquota dipende dall’eventuale presenza di altra previdenza obbligatoria.

Un TSLB dipendente può avere anche il forfettario?

Può essere possibile, ma devono essere controllati compatibilità del rapporto di lavoro, redditi da lavoro dipendente, rapporti con il datore o ex datore e posizione previdenziale.

Nel forfettario si possono scaricare attrezzature e corsi ECM?

No, non vengono dedotti analiticamente. I costi sono riconosciuti in modo forfettario attraverso il coefficiente di redditività, salvo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori secondo le regole applicabili.

In sintesi

Il regime forfettario del tecnico sanitario di laboratorio biomedico può essere vantaggioso quando l’attività è individuale, i requisiti sono rispettati e i costi reali non rendono più conveniente il regime ordinario. La scelta corretta richiede però di partire dall’attività concreta e dal codice ATECO, non dall’aliquota fiscale.

Per costruire una stima attendibile vanno considerati insieme coefficiente, Gestione Separata INPS, imposta sostitutiva, lavoro dipendente, natura delle prestazioni e costi reali. È questo insieme di elementi a determinare il netto effettivo e la convenienza del regime.

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