Territorialità Iva nel regime forfettario

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territorialità iva nel regime forfettario

La Territorialità IVA nel Regime Forfettario: ecco i chiarimenti

Con la circolare 10/E arrivano i chiarimenti sulle operazioni con l’estero anche per il regime forfettario.
Alcuni elementi erano già stati chiariti per il regime dei minimi con la Circolare 75/E del 2015 e nel nostro precedente articolo, ma è meglio fare ulteriore chiarezza.

Prestazione di servizi nel regime forfettario

In relazione alle prestazioni di servizi generici ricevuti, se il Prestatore è un soggetto passivo Ue è necessario che entrambi siano iscritti al Vies e il committente (forfettario italiano) dovrà integrare la fattura con l’Iva da versare il 16 del mese successivo e presentare l’Intrastat acquisti.
Per i servizi in deroga si procede all’integrazione della fattura con l’Iva italiana.

Il nodo più interessante è quello che riguarda le prestazioni di servizi resi verso i paesi dell’Unione Europea, infatti è necessario fare un ulteriore distinzione tra committente passivi e committenti privati.
Per le operazioni svolte nei confronti di soggetti passivi di imposta deve essere emessa fattura senza addebito d’imposta ai sensi dell’art. 7-ter del decreto Iva (DPR 633/72), necessaria iscrizione al VIES e presentazione INTRASTAT cessioni. Deve essere aggiunta l’annotazione “inversione contabile”.
Non è necessaria la dicitura del regime forfettario, evitando così di mettere in confusione il committente.

Si ricorda che se il soggetto comunitario non fosse iscritto al Vies e il prestatore fosse nel regime ordinario/semplificato, sarebbe necessario applicare l’Iva in fattura, cosa che i forfettari non sono tenuti a fare in quanto la prestazione rimane esente Iva e non si compila il modello INTRASTAT.

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E per la compravendita di beni come ci regoliamo?

Nel caso di acquisto di beni da soggetti comunitari passivi di imposta sarà necessario fare una distinzione in base alla soglia di 10.000 € di acquisti durante l’anno solare.

Al di sotto della predetta soglia l’operazione è considerata un’operazione interna.
In questo caso l’Iva è dovuta nel paese del Fornitore, quindi acquistando come un privato non sarà necessario compilare l’INTRASTAT acquisti.
Superata la soglia di 10.000 €, nell’anno solare in corso e per quello successivo, tali operazioni saranno considerate operazioni intracomunitarie quindi sarà necessario integrare la fattura con l’Iva (da versare il 16 del mese successivo, è necessario iscriversi al VIES e presentare l’Intrastat acquisti. (rif. art 38 comma 5 lettera c, Dl 331/93).

Le vendite di beni nel regime forfettario sono equiparate a cessioni interne senza iva e non rappresentano cessioni intracomunitarie in senso tecnico, infatti non si è tenuti per tali operazioni a iscriversi al VIES e non si compila l’Intrastat (rif. Art. 41 comma 2, Dl 331/1993). Necessario dicitura del regime forfettario, in quanto l’acquirente deve sapere che l’operazione è effettuata da un soggetto in franchigia e non necessita dell’integrazione dell’imposta.

Concludiamo con i rapporti con i paesi Extra UE

Per le importazioni e le esportazioni di beni si applicano le regole ordinarie.
Per le importazioni si procede all’auto fattura mentre le esportazioni sono “operazioni non imponibili IVA”.
Mentre per i servizi generici ricevuti da un soggetto ExtraUE il committente forfettario nazionale applica il reverse charge con emissione di autofattura.
Il debito iva scaturito dalla indetraibilità dell’imposta deve essere versato il 16 del mese successivo. (rif. Art 1 comma 60 legge 190/2014).
Per i servizi resi si applica le disposizione dell’Art.7-ter del DPR 633/72, in quanto operazione non soggetta.

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8 Comments

  1. Avatar Lazza 27 Novembre 2016
    • Staff Staff 28 Novembre 2016
  2. Avatar Elisa 19 Gennaio 2017
    • Sysadmin Staff 20 Gennaio 2017
  3. Avatar Maria 2 Febbraio 2017
    • Sysadmin Staff 2 Febbraio 2017
  4. Avatar Patrizia 17 Marzo 2017
    • Avatar Staff 17 Marzo 2017

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