Resto al Sud 2.0 è un incentivo attivo per giovani under 35 che vogliono avviare una nuova attività nel Mezzogiorno, anche come libero professionista, lavoratore autonomo o impresa individuale. Nel 2026 prevede voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabili a 50.000 euro in presenza delle condizioni previste, oppure contributi pari al 75% o al 70% delle spese ammesse.
La Partita IVA può essere compatibile con la misura, ma la tempistica è decisiva: per lavoro autonomo e libera professione Invitalia considera l’apertura della Partita IVA come data di avvio dell’iniziativa. Aprire troppo presto può quindi compromettere l’accesso all’agevolazione.
Resto al Sud 2.0: a chi è rivolto
La misura è rivolta a giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti che possiedono almeno uno dei requisiti soggettivi previsti.
- inoccupati;
- inattivi;
- disoccupati;
- disoccupati inseriti nel Programma GOL;
- working poor secondo i criteri indicati dalla misura.
Non basta quindi essere under 35: bisogna anche rientrare in una delle condizioni richieste.
In quali regioni si applica
Resto al Sud 2.0 finanzia nuove iniziative localizzate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Per chi vuole avviare un’attività nel Centro-Nord esiste una misura parallela, Autoimpiego Centro-Nord, con percentuali e importi diversi.
Quando si considera avviata l’attività
Per un lavoratore autonomo o libero professionista l’avvio coincide con la data di apertura della Partita IVA. Per questo la domanda non dovrebbe essere preparata dopo mesi di attività già iniziata.
Le FAQ Invitalia ammettono iniziative avviate nel mese di presentazione della domanda oppure in quello immediatamente precedente, purché risultino ancora inattive alla data della domanda.
Resto al Sud 2.0 e regime forfettario
Un libero professionista o lavoratore autonomo può presentare domanda e, se possiede i requisiti fiscali, applicare il regime forfettario. L’incentivo e il regime fiscale sono però due sistemi diversi.
- Resto al Sud 2.0 verifica età, territorio, stato occupazionale, data di avvio e progetto;
- il regime forfettario verifica requisiti fiscali, soglie e cause ostative;
- ottenere il contributo non garantisce automaticamente l’accesso al forfettario.
Quali forme di attività sono ammesse
La misura non è riservata alle società. Sono ammesse nuove iniziative avviate come:
- lavoro autonomo;
- impresa individuale;
- libera professione;
- SNC;
- SAS;
- SRL;
- cooperativa;
- società tra professionisti.
Il regime forfettario resta invece un regime per persone fisiche: una SRL o altra società non può adottarlo.
Quali attività sono finanziabili
- industria;
- artigianato;
- servizi a persone e imprese;
- turismo;
- commercio;
- libere professioni individuali o societarie;
- trasformazione di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura.
Sono escluse le attività di produzione primaria nei settori agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.
Voucher fino a 40.000 euro
La prima formula è un voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro. Non si tratta di un prestito: nei limiti e alle condizioni previste, la somma è concessa come contributo.
Quando il voucher sale a 50.000 euro
Il voucher può essere maggiorato di 10.000 euro, arrivando a 50.000 euro, se la domanda rispetta una delle condizioni specifiche previste.
Una delle ipotesi riguarda programmi in cui almeno il 20% delle spese ammesse è destinato a beni, servizi o investimenti innovativi sul piano tecnologico-digitale oppure finalizzati a sostenibilità ambientale o risparmio energetico.
Contributo del 75% per programmi fino a 120.000 euro
Per programmi di investimento fino a 120.000 euro, il contributo a fondo perduto può coprire il 75% delle spese ammesse.
Contributo del 70% fino a 200.000 euro
Per programmi superiori a 120.000 euro e fino a 200.000 euro, la percentuale del contributo scende al 70%.
| Formula | Agevolazione |
|---|---|
| Voucher | fino a 40.000 €, elevabile a 50.000 € |
| Programma fino a 120.000 € | 75% a fondo perduto |
| Programma 120.000-200.000 € | 70% a fondo perduto |
Quali spese si possono finanziare
- macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
- arredi nuovi di fabbrica;
- software, licenze, piattaforme digitali e app;
- servizi ICT;
- immobilizzazioni immateriali;
- portali web e digital brand;
- marchi e denominazioni;
- specifiche consulenze tecnico-specialistiche;
- opere edili nei limiti previsti per i programmi di investimento.
Spese edili: limite del 50%
Le opere di ristrutturazione e manutenzione straordinaria sono ammesse solo nello strumento “contributo per programmi di investimento” e non possono superare il 50% delle spese ammesse.
Quali spese restano escluse
- acquisto di terreni;
- acquisto di immobili;
- consulenza per predisporre la domanda;
- consulenze legali, fiscali e tributarie;
- materie prime e semilavorati;
- personale;
- utenze;
- locazioni;
- consulenze generiche;
- leasing.
IVA non recuperabile: il caso del forfettario
Uno dei punti più interessanti per chi applica il regime forfettario riguarda l’IVA. Le FAQ Invitalia chiariscono che l’IVA può essere ammessa alle agevolazioni quando non è recuperabile secondo la normativa IVA e citano espressamente il regime forfettario come esempio.
Per un forfettario, che normalmente non detrae l’IVA sugli acquisti, questo può incidere in modo significativo sul valore complessivo del programma ammesso.
Spese sostenute prima della domanda
Le spese sostenute prima della data di presentazione della domanda non sono ammissibili. Ordinare o pagare un bene in anticipo può quindi compromettere la possibilità di inserirlo nella rendicontazione.
Come si presenta la domanda
La domanda si presenta esclusivamente online nell’area personale Invitalia. Per completare la procedura servono:
- SPID, CIE o CNS;
- PEC;
- firma digitale;
- documenti richiesti dalla misura;
- piano di impresa coerente con il programma di spesa.
Ordine cronologico e tempi di valutazione
Le domande vengono valutate in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse disponibili. La scheda Invitalia indica un termine di valutazione entro 90 giorni.
Business plan: cosa deve dimostrare
Il progetto deve dimostrare che l’attività può funzionare anche dopo l’erogazione dell’incentivo. Ricavi, costi, clienti, canali di vendita e investimenti devono essere coerenti tra loro.
- descrizione dell’attività;
- mercato e clienti;
- competenze del proponente;
- preventivi;
- piano degli investimenti;
- stima dei ricavi;
- sostenibilità economica.
Il business plan non dovrebbe essere costruito semplicemente per raggiungere l’importo massimo ottenibile.
Conto dedicato e conto vincolato
La fase di erogazione può richiedere l’utilizzo di un conto dedicato o di un conto vincolato secondo le modalità previste da Invitalia. Le banche convenzionate gestiscono il conto vincolato utilizzato per l’erogazione del contributo a fronte di fatture non ancora pagate.
Preparare per tempo il rapporto bancario evita ritardi quando il progetto entra nella fase operativa.
Come funziona l’erogazione
Le richieste di erogazione vengono presentate tramite piattaforma Invitalia e devono contenere i titoli di spesa relativi ai beni e servizi ammessi, la documentazione sulla tracciabilità dei pagamenti e gli altri allegati previsti.
Per i SAL di Resto al Sud 2.0, Invitalia prevede anche la possibilità di presentare titoli di spesa non ancora quietanzati entro le percentuali indicate dalle FAQ operative; al saldo, invece, tutte le spese devono risultare quietanzate.
Tutoring obbligatorio dopo l’ammissione
I progetti ammessi ricevono un tutoring di supporto tecnico e gestionale. Invitalia indica che il tutoring tecnico è obbligatorio ed è articolato in quattro incontri.
Serve a supportare avvio, documentazione e rendicontazione, ma non sostituisce commercialista, consulente del lavoro o altri professionisti necessari alla gestione ordinaria dell’attività.
Codice ATECO e attività effettiva
Il codice ATECO deve descrivere l’attività che verrà realmente svolta. Non va scelto solo perché “sembra più finanziabile”. Un codice incoerente può creare problemi sia nella pratica sia nella gestione fiscale e previdenziale successiva.
Differenza dalla guida generale agli incentivi
Questa guida riguarda soltanto Resto al Sud 2.0. Per confrontare questa misura con Smart&Start, Autoimpiego Centro-Nord e ON puoi leggere agevolazioni startup e Partita IVA.
Collegamento con il regime forfettario
Chi sceglie il forfettario deve continuare a rispettarne autonomamente requisiti, soglie e cause ostative. Per il funzionamento fiscale generale puoi consultare calcolo delle tasse nel regime forfettario.
Dotazione finanziaria della misura
Invitalia indica per Resto al Sud 2.0 una dotazione finanziaria complessiva di 356,4 milioni di euro. Le domande restano quindi legate anche alla disponibilità delle risorse, oltre che alla qualità e ammissibilità del progetto.
Acquisti da fornitori esteri
Le FAQ operative chiariscono che sono ammissibili anche acquisti effettuati da fornitori esteri, purché i titoli di spesa rispettino i requisiti della misura e siano correttamente rendicontati.
Se la fattura estera non transita tramite SdI, deve essere gestita secondo la procedura fiscale prevista dall’Agenzia delle Entrate. Questo aspetto è particolarmente rilevante per software, servizi digitali e attrezzature acquistate fuori Italia.
Cofinanziamento e premialità
La documentazione Invitalia prevede che l’apertura del conto vincolato e gli eventuali versamenti effettuati prima della presentazione della domanda, a titolo di cofinanziamento del programma di spesa, possano attribuire una premialità in fase di valutazione.
Questo non significa che qualsiasi pagamento anticipato sia ammesso come spesa agevolabile: resta infatti distinta la regola che esclude le spese sostenute prima della domanda.
Documentazione post-concessione
Dopo l’ammissione non basta attendere l’erogazione. Invitalia richiede il caricamento della documentazione post-concessione nella piattaforma dedicata e il rispetto del percorso di tutoraggio.
Tenere ordinati preventivi, fatture, prove di pagamento, contratti e documentazione bancaria fin dall’inizio riduce il rischio di rallentamenti durante SAL e saldo finale.
Errori frequenti
- aprire la Partita IVA troppo presto;
- confondere il nuovo incentivo con il vecchio Resto al Sud;
- sostenere spese prima della domanda;
- inserire costi espressamente esclusi;
- considerare il forfettario un requisito di accesso;
- scegliere un ATECO non coerente;
- non prevedere la quota di spesa non coperta dal contributo;
- trascurare PEC e firma digitale;
- non organizzare la documentazione per la rendicontazione.
Checklist prima di inviare la domanda
- Controlla età e condizione soggettiva.
- Verifica la regione in cui partirà l’attività.
- Controlla la data di apertura della Partita IVA.
- Assicurati che l’iniziativa sia inattiva quando richiesto.
- Definisci forma giuridica e ATECO.
- Scegli voucher o programma di investimento.
- Prepara preventivi coerenti.
- Non sostenere spese prima della domanda.
- Attiva PEC e firma digitale.
- Verifica separatamente il regime fiscale.
Fonti ufficiali
- Invitalia — Resto al Sud 2.0
- Invitalia — Agevolazioni
- Invitalia — Spese ammissibili
- Invitalia — FAQ tutoraggio e attuazione
- Invitalia — Normativa della misura
Domande frequenti
Resto al Sud 2.0 è compatibile con una Partita IVA?
Sì, la misura ammette espressamente lavoro autonomo, impresa individuale e libera professione, purché siano rispettati tutti i requisiti previsti.
Quanto può ottenere un professionista?
La misura prevede voucher fino a 40.000 euro, elevabili a 50.000 euro, oppure contributi del 75% o 70% sui programmi di investimento entro i massimali previsti.
Il forfettario può finanziare anche l’IVA?
Invitalia chiarisce che l’IVA può essere ammessa quando non è recuperabile secondo la normativa IVA, citando il regime forfettario come esempio.
Posso aprire la Partita IVA molti mesi prima della domanda?
No, la finestra temporale della misura è molto più stretta. Per lavoro autonomo e libera professione la data di apertura della Partita IVA coincide con l’avvio dell’iniziativa.
Posso pagare le attrezzature prima di presentare la domanda?
No, le spese sostenute prima della domanda non sono ammissibili all’agevolazione.
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