La rettifica Iva se esci dal regime dei minimi

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La rettifica Iva se esci dal regime dei minimi

Una delle principali conseguenze della fuoriuscita dal Regime dei minimi è la rettifica dell’ Iva.
Questo si verifica perchè il tributo passa da indetrabile a detraibile. Cosa vuol dire?
Quando sei nel regime dei minimi e paghi una fattura, l’Iva, che è parte del prezzo, non rappresenta per te alcun credito (come lo sarebbe se fossi nel regime ordinario).
Questa situazione di indetraibilità è controbilanciata dal fatto che quando tu, minimo, fatturi le tue prestazioni non riaddebiti l’Iva.

La simmetria del trattamento fiscale, se sei minimo, viene meno al momento del passaggio ad un regime ordinario.
Vuoi un esempio banale? Pensiamo alle merci acquistate e che sono ancora magazzino al 31/12.
Al momento dell’acquisto di queste merci l’Iva non è stata detratta.
Nell’anno successivo, quando le stesse saranno vendute, in costanza di un regime ordinario, le stesse saranno soggette ad Iva ed il tributo dovrà essere versato. In sintesi, se non ci fosse un correttore (la c.d. rettifica) l’ex minimo sarebbe danneggiato dal fatto di aver, a monte, pagato l’Iva al fornitore e non averla detratta ed a valle per dover riversare l’Iva riscossa dai clienti.

Per evitare gli effetti distorsivi, ai fini Iva, del cambio di regime, ecco la possibilità di quantificare il credito Iva da parte dell’ex minimo.

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Dove applicare la rettifica Iva

Sono, quindi, oggetto della rettifica Iva le imposte assolte ma non detratte dall’ex minimo:

  • sugli acquisti di beni che risultino come rimanenze iniziali, quindi non ceduti entro il 31 Dicembre;
  • sull’acquisto di beni mobili ammortizzabili per il periodo mancante al compimento del quinquennio di sorveglianza;
  • sull’acquisto di beni immobili per i decimi mancanti al compimento del decennio;
  • sull’acquisto di servizi per la quota di imposta di competenza.

Insieme alla rettifica Iva è richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate la presentazione di una documentazione che attesti le merci in giacenza, la quantità e i valori dei beni strumentali e i servizi non ancora utilizzati nel momento in cui i soggetti sono fuoriusciti dal regime dei minimi. In sostanza per questi beni devi fare un dettagliato inventario, sia qualitativo che con valori quantitativi, precisando sia la base imponibile che l’Iva. Il consiglio che ti diamo, nella redazione dell’inventario, è di fare espresso riferimento ai documenti giustificativi l’acquisto di tali beni, in modo tale che sia agevole una ricostruzione del credito Iva a posteriori senza la minima incertezza.

Un’ultima indicazione: la documentazione deve essere trattenuta fino al 31 dicembre  del quarto anno successivo al momento di invio telematico della tua dichiarazione dei redditi.

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