Il credito INPS in dichiarazione 2026 deve essere indicato correttamente nel quadro RR, verificando se può essere utilizzato in compensazione con modello F24 oppure se deve essere richiesto a rimborso. Le regole cambiano tra Gestione Separata e Gestione Artigiani e Commercianti e dipendono anche dall’anno a cui si riferisce il credito.
Credito INPS in dichiarazione 2026: come funziona
Un lettore ci chiede come comportarsi quando, dopo avere versato contributi superiori al dovuto, rimane un credito INPS da riportare nella dichiarazione dei redditi.
La risposta non consiste semplicemente nel riportare il vecchio credito da un anno all’altro. Nel modello Redditi PF 2026 occorre verificare la Gestione previdenziale interessata, l’anno di formazione del credito, quanto è già stato utilizzato tramite F24 e l’eventuale importo che resta da compensare o chiedere a rimborso.
La risposta: dove va indicato il credito INPS
Il riferimento è il quadro RR del modello Redditi PF 2026, ma i righi cambiano in base alla Gestione previdenziale.
Professionisti iscritti alla Gestione Separata
Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata, la sezione IV del quadro RR riepiloga contributi a debito, contributi a credito, importi già compensati e somme da richiedere a rimborso.
Nel rigo RR12 della sezione IV vengono riepilogate le somme risultanti a disposizione. Il credito può essere utilizzato esclusivamente tramite modello F24, anche quando la compensazione determina un saldo pari a zero, oppure può essere richiesto a rimborso.
Per il rimborso, la domanda deve essere presentata telematicamente all’INPS; la definizione avviene dopo la liquidazione della dichiarazione ai sensi dell’articolo 36-bis del DPR 600/1973 e i controlli effettuati dall’Istituto.
Per il 2026 l’INPS precisa che i liberi professionisti possono utilizzare in compensazione crediti riferiti agli anni 2024 o 2025. Le somme a credito riferite ad anni precedenti al 2024 non possono più essere esposte nella dichiarazione e devono essere oggetto di richiesta di rimborso.
Artigiani e commercianti
Per Artigiani e Commercianti il credito risultante dalle colonne 19 o 33 della sezione I del quadro RR può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24 indicando come periodo di riferimento l’anno 2025.
Le somme a credito già utilizzate in compensazione entro la data di presentazione di Redditi PF 2026 tramite F24 con anno di riferimento 2024 devono invece essere riportate nelle colonne 21 o 35 del quadro RR.
Prima di riportare o utilizzare un credito di anni precedenti è quindi necessario verificare l’anno di formazione e le istruzioni INPS applicabili: non è corretto trascinare automaticamente lo stesso credito da una dichiarazione all’altra.
Il credito utilizzato in F24 va comunque indicato?
Sì. Il fatto di avere già utilizzato una parte del credito tramite modello F24 non significa che quell’importo debba essere ignorato nella dichiarazione.
Il quadro RR serve anche a ricostruire quanto credito è maturato, quanto è già stato compensato e quale eventuale importo resta disponibile. Per questo è importante confrontare la dichiarazione con gli F24 effettivamente presentati.
Posso continuare a riportare il credito negli anni successivi?
Non indefinitamente. Le istruzioni INPS prevedono limiti precisi legati all’anno di formazione del credito.
Un vecchio credito non può quindi essere semplicemente trascinato ogni anno nel quadro RR. Quando non è più ammesso il riporto o la compensazione, occorre utilizzare la procedura di rimborso prevista dall’INPS.
Come usare il credito INPS in compensazione
La compensazione deve risultare dal modello F24. Per i professionisti in Gestione Separata l’INPS precisa che il modello deve essere presentato anche quando la compensazione porta il saldo finale a zero.
Per questo caso specifico puoi leggere la risposta su F24 a saldo zero con credito INPS.
Non è quindi corretto effettuare una compensazione soltanto interna indicando in F24 il semplice differenziale tra debito e credito.
Per le regole complete su compensazione, rimborso e trattamento fiscale puoi leggere la guida sul credito INPS 2026, compensazione e rimborso.
E se la Partita IVA è stata chiusa?
La chiusura della Partita IVA non elimina automaticamente un credito contributivo già maturato. Occorre però verificare la posizione previdenziale, l’anno di formazione del credito e la modalità con cui può ancora essere utilizzato o richiesto a rimborso.
Se il dubbio riguarda invece contributi pagati dopo la cessazione dell’attività, è utile distinguere il problema del credito da quello della loro deducibilità fiscale. Abbiamo approfondito separatamente la deduzione dei contributi dopo la chiusura della Partita IVA.
Cosa controllare prima di presentare la dichiarazione
- Gestione INPS alla quale appartiene il credito;
- anno in cui il credito si è formato;
- importo originario del credito;
- quota già utilizzata tramite F24;
- eventuale residuo ancora disponibile;
- possibilità di compensazione oppure necessità di rimborso;
- coerenza tra F24 presentati e dati riportati nel quadro RR.
Fonti ufficiali
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