Il credito INPS 2026 può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24 oppure, nei casi previsti, richiesto a rimborso. La procedura cambia tra Gestione Separata e Gestione Artigiani e Commercianti e conta anche l’anno a cui si riferisce il credito.
Credito INPS 2026: cosa puoi fare
Quando i contributi versati risultano superiori a quelli effettivamente dovuti può emergere un’eccedenza a credito. Prima di utilizzarla bisogna verificare da quale gestione previdenziale deriva, a quale anno si riferisce e come risulta esposta nel quadro RR della dichiarazione.
- Compensazione: il credito viene utilizzato nel modello F24 per ridurre contributi o altri debiti ammessi.
- Rimborso: l’importo viene richiesto telematicamente all’INPS quando ricorrono le condizioni previste.
- Compensazione contributiva o autoconguaglio: per alcune posizioni Artigiani e Commercianti il credito residuo può essere gestito direttamente nei rapporti contributivi con l’Istituto.
Quando il credito INPS può essere compensato con F24
Per i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali Artigiani e Commercianti e per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata, la disciplina della compensazione prevede che il credito possa essere utilizzato a decorrere dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi dalla quale emerge.
La compensazione deve essere effettuata tramite modello F24. Quando nel modello sono utilizzati crediti in compensazione, la trasmissione deve avvenire attraverso i servizi telematici previsti dalla normativa.
Artigiani e commercianti
Per il modello Redditi PF 2026, la circolare INPS n. 62 del 27 maggio 2026 stabilisce che l’eventuale credito risultante dalla sezione I del quadro RR può essere utilizzato in F24 secondo le regole previste per la Gestione Artigiani e Commercianti.
Per i crediti utilizzabili nel 2026 assume particolare importanza l’anno di riferimento indicato nel modello F24. L’INPS distingue inoltre i crediti dell’anno corrente dai residui degli anni precedenti: le eccedenze più vecchie non possono essere riportate indefinitamente in dichiarazione e, a seconda del periodo interessato, devono essere gestite con rimborso o compensazione contributiva.
Professionisti in Gestione Separata
Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata, Redditi PF 2026 utilizza la sezione IV del quadro RR per riepilogare debiti e crediti. Il rigo RR12 contiene gli importi che risultano disponibili e che possono essere utilizzati in compensazione tramite F24 oppure richiesti a rimborso.
La circolare INPS 62/2026 consente di utilizzare in compensazione crediti con periodo di riferimento 2024 o 2025. I crediti della Gestione Separata riferiti ad anni precedenti al 2024 non possono invece continuare a essere esposti in dichiarazione e devono essere oggetto di richiesta di rimborso.
Il modello F24 va presentato anche quando il saldo è zero
Un punto importante riguarda gli F24 nei quali il credito INPS azzera completamente il debito. Anche in questo caso il modello deve essere trasmesso: l’INPS precisa che la compensazione deve risultare sempre dal modello F24, anche quando il saldo finale è pari a zero.
Abbiamo approfondito questo caso nella risposta dedicata a F24 a saldo zero con credito INPS.
Non è quindi corretto effettuare una compensazione soltanto “interna” senza esporre separatamente credito e debito nel modello di pagamento.
Quando conviene chiedere il rimborso del credito INPS
Il rimborso diventa necessario quando il credito non può più essere riportato o compensato secondo le regole previste oppure quando il contribuente decide di non utilizzarlo per pagare altri debiti.
Se invece il credito nasce perché hai effettuato due volte lo stesso pagamento, consulta la risposta su come recuperare contributi INPS pagati due volte.
Per i professionisti in Gestione Separata la domanda viene presentata online tramite il Cassetto previdenziale per liberi professionisti. L’INPS specifica che il rimborso viene definito dopo i controlli sulla dichiarazione e sulla posizione contributiva.
Per Artigiani e Commercianti sono invece disponibili nel relativo Cassetto previdenziale le procedure telematiche per il rimborso e, quando applicabile, per la compensazione contributiva.
Il credito INPS rimborsato o compensato è tassato?
La risposta dipende soprattutto da una verifica: i contributi che hanno generato il credito erano stati fiscalmente dedotti?
Quando l’INPS restituisce contributi previdenziali che erano stati effettivamente dedotti in una precedente dichiarazione, la somma rimborsata deve essere recuperata fiscalmente. L’Agenzia delle Entrate assoggetta questi rimborsi a tassazione separata, salvo i casi in cui il contribuente eserciti l’opzione per la tassazione ordinaria prevista dalla dichiarazione.
Nel modello 730/2026 i rimborsi di contributi previdenziali e assistenziali comunicati dall’INPS e riferiti a oneri precedentemente dedotti sono riportati nel rigo M4 del Quadro M. Nel modello Redditi PF il trattamento delle somme soggette a tassazione separata avviene invece attraverso il Quadro RM.
Se il contributo originario non era stato dedotto, non esiste invece un precedente beneficio fiscale da recuperare. Prima di tassare un rimborso bisogna quindi verificare come era stato trattato il versamento nell’anno in cui era stato effettuato.
Regime forfettario e rigo LM35
Nel regime forfettario il rigo LM35 serve a indicare i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati nell’anno e deducibili dal reddito forfettario. L’eventuale parte che non trova capienza nel quadro LM può, quando spettante, essere dedotta dal reddito complessivo nel rigo RP21.
Il rigo LM35 non serve quindi a indicare il credito INPS o il successivo rimborso. Sono tre momenti distinti: versamento e deduzione del contributo, formazione dell’eventuale credito previdenziale e successiva compensazione o restituzione della somma.
Esempio pratico
Un professionista in Gestione Separata presenta Redditi PF 2026 e dal quadro RR emerge un credito contributivo. Dopo aver verificato l’importo disponibile nel rigo RR12 e l’anno a cui si riferisce, può scegliere di utilizzarlo tramite F24 nei limiti e con le modalità previste oppure richiederne il rimborso.
Se quel credito deriva da contributi che negli anni precedenti avevano già prodotto una deduzione fiscale, deve essere verificato anche il conseguente trattamento nella dichiarazione dei redditi.
Errori da evitare
- utilizzare automaticamente un vecchio credito senza controllare l’anno di riferimento;
- compensare senza presentare il modello F24;
- confondere le regole della Gestione Separata con quelle di Artigiani e Commercianti;
- considerare tutti i rimborsi INPS fiscalmente identici senza verificare se i contributi erano stati dedotti;
- utilizzare riferimenti a vecchi modelli Unico o a righi del quadro RR non più attuali.
Approfondimenti correlati
Se hai cessato l’attività può esserti utile anche l’approfondimento sulla deduzione dei contributi dopo la chiusura della Partita IVA.
Per il trattamento dichiarativo del credito puoi consultare anche la nostra risposta sul riporto del credito INPS in dichiarazione.
Fonti ufficiali
- INPS – Circolare n. 62 del 27 maggio 2026
- Agenzia delle Entrate – Quadro RR, Redditi PF 2026
- Agenzia delle Entrate – Quadro LM, Redditi PF 2026
- Normattiva – disciplina della compensazione dei crediti INPS
Apri la Partita IVA o passa a Regimeminimi.com
Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.
- Apertura della Partita IVA
- Cambio commercialista
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.