Le scadenze fiscali di febbraio 2026 comprendono versamenti periodici, contributi INPS e obblighi collegati alle operazioni intracomunitarie. Le date da controllare sono soprattutto 2, 16, 20 e 25 febbraio, con un appuntamento importante subito dopo la fine del mese, il 2 marzo 2026, per il bollo sulle fatture elettroniche del quarto trimestre 2025 e altri adempimenti.
Per un contribuente in regime forfettario la data più rilevante può essere il 16 febbraio se è iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti, perché scade la quarta rata dei contributi dovuti sul minimale per l’anno precedente. L’IVA mensile, invece, normalmente non riguarda le operazioni ordinarie del forfettario.
Scadenze fiscali febbraio 2026: calendario rapido
| Data | Scadenza principale | Chi riguarda |
|---|---|---|
| 2 febbraio | Adempimenti rinviati dalla fine di gennaio | Solo soggetti interessati |
| 16 febbraio | Contributi INPS e versamenti periodici | Artigiani, commercianti, sostituti e soggetti IVA interessati |
| 20 febbraio | Comunicazioni specifiche | Categorie determinate |
| 25 febbraio | INTRASTAT mensile | Operatori UE obbligati |
| 2 marzo | Bollo e-fatture IV trimestre 2025 e altri adempimenti | Soggetti interessati |
Lo Scadenzario fiscale dell’Agenzia delle Entrate per febbraio 2026 concentra il maggior numero di versamenti il 16 febbraio. Il 2 febbraio raccoglie invece diversi termini slittati dalla fine di gennaio.
2 febbraio 2026: adempimenti rinviati dalla fine di gennaio
Il 2 febbraio 2026 raccoglie diversi versamenti, dichiarazioni e comunicazioni il cui termine ordinario cade a fine gennaio. Il motivo è semplice: il 31 gennaio 2026 è sabato e gli adempimenti soggetti al normale slittamento passano al primo giorno lavorativo utile.
Non è però una scadenza unica valida per tutte le Partite IVA. Prima di effettuare un pagamento o inviare una comunicazione bisogna verificare la singola fattispecie nello scadenzario ufficiale.
16 febbraio 2026: contributi INPS artigiani e commercianti
Il 16 febbraio 2026 è un appuntamento importante per artigiani e commercianti: scade la quarta rata dei contributi dovuti sul minimale per l’anno 2025. La rata riguarda anche i contribuenti in regime forfettario iscritti a queste gestioni previdenziali.
Il regime forfettario semplifica la tassazione ma non elimina i contributi previdenziali. Chi aderisce alla riduzione contributiva del 35%, quando ne ricorrono le condizioni, versa importi ridotti secondo il regime previdenziale agevolato, ma deve comunque rispettare le scadenze previste dall’INPS.
Come verificare l’importo da pagare
Gli importi e i dati necessari per il modello F24 sono disponibili nel Cassetto previdenziale dell’INPS. Prima del pagamento è opportuno verificare la posizione effettiva, soprattutto in caso di apertura, cessazione o variazione dell’attività durante l’anno precedente.
16 febbraio: IVA mensile, ritenute e altri versamenti
Nella stessa giornata ricorrono numerosi versamenti periodici: IVA relativa al mese precedente per i soggetti mensili, ritenute operate dai sostituti d’imposta e altri tributi gestiti tramite F24.
Chi opera esclusivamente in regime forfettario non effettua la normale liquidazione IVA mensile sulle operazioni del regime. Può però essere coinvolto in altri obblighi se ha dipendenti, agisce come sostituto in casi specifici oppure effettua operazioni con l’estero che richiedono particolari versamenti IVA.
20 febbraio 2026: comunicazioni per categorie specifiche
Il 20 febbraio 2026 compare nello scadenzario dell’Agenzia delle Entrate per comunicazioni destinate a soggetti specifici. Non è una data che genera automaticamente un obbligo per ogni professionista o impresa.
La presenza della data in un calendario generale va quindi letta insieme alla categoria del contribuente e alla descrizione dell’adempimento. Questo evita di confondere un obbligo settoriale con una scadenza generalizzata.
25 febbraio 2026: INTRASTAT mensile
Il 25 febbraio 2026 è il termine per la presentazione degli elenchi INTRASTAT mensili relativi alle operazioni di gennaio per i soggetti obbligati.
Anche un contribuente forfettario che effettua operazioni con soggetti dell’Unione europea deve verificare la propria posizione. Il regime agevolato non esclude automaticamente ogni adempimento intracomunitario.
Nel 2026 sono inoltre operative semplificazioni e soglie specifiche per alcuni modelli INTRA. Per questo non basta sapere di aver effettuato un’operazione UE: occorre verificare il tipo di operazione, la periodicità e l’eventuale superamento delle soglie previste.
2 marzo 2026: bollo sulle fatture elettroniche del quarto trimestre
Il termine ordinario per il pagamento del bollo sulle fatture elettroniche del quarto trimestre 2025 è il 28 febbraio. Nel 2026 il 28 febbraio cade di sabato, quindi la scadenza passa a lunedì 2 marzo.
La scadenza può riguardare direttamente i contribuenti forfettari che hanno emesso fatture soggette a imposta di bollo. Per il quarto trimestre il codice tributo di riferimento è 2524.
Per la gestione operativa puoi consultare la guida RM su come pagare il bollo sulle fatture elettroniche.
LIPE del quarto trimestre: riguarda il forfettario?
Il 2 marzo ricorre anche la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA del quarto trimestre 2025 per i soggetti obbligati. Chi opera esclusivamente in regime forfettario normalmente non presenta la LIPE, perché non effettua le liquidazioni IVA periodiche ordinarie.
La distinzione è importante: il bollo sulle e-fatture può riguardare direttamente un forfettario, mentre la LIPE normalmente no.
Febbraio e regime forfettario: cosa controllare davvero
- 16 febbraio: quarta rata dei contributi minimi 2025 se sei artigiano o commerciante;
- 25 febbraio: INTRASTAT se effettui operazioni UE e sei obbligato;
- 2 marzo: bollo sulle fatture elettroniche del quarto trimestre, se dovuto;
- IVA mensile e LIPE: normalmente non riguardano le operazioni ordinarie del forfettario;
- altre date: solo se la tua posizione rientra negli adempimenti specifici previsti.
Come prepararsi alle scadenze previdenziali del 2026
La rata di febbraio chiude il ciclo contributivo sul minimale riferito all’anno precedente. Per il 2026 gli artigiani e commercianti avranno poi le nuove rate del minimale secondo il calendario comunicato dall’INPS, con il primo appuntamento a maggio.
Chi è iscritto alla Gestione Separata o a una Cassa professionale segue invece regole diverse. Non esiste un unico calendario previdenziale valido per tutte le Partite IVA.
Scadenze fiscali febbraio 2026: riepilogo finale
Le date principali di febbraio 2026 sono il 16 febbraio per contributi INPS e versamenti periodici e il 25 febbraio per INTRASTAT. Il 2 febbraio raccoglie alcuni adempimenti slittati da gennaio, mentre il 2 marzo rappresenta il primo appuntamento successivo da ricordare per bollo e-fatture e LIPE.
Le scadenze indicate sono riferite al calendario 2026. Prima di pagare o inviare una comunicazione è sempre opportuno verificare lo Scadenzario dell’Agenzia delle Entrate e la propria posizione previdenziale.
Mese precedente: gennaio 2026 · Mese successivo: marzo 2026.
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