Le scadenze fiscali di gennaio 2026 aprono l’anno con fatturazione differita, versamenti periodici e adempimenti legati alle operazioni con l’estero. Per Partite IVA, professionisti e imprese le date da controllare sono soprattutto 12, 15, 16, 20 e 26 gennaio, mentre alcuni termini di fine mese slittano a 2 febbraio 2026 perché il 31 gennaio cade di sabato.
Chi applica il regime forfettario non deve assumere che tutte le scadenze IVA del calendario generale lo riguardino. Restano però da verificare fatturazione elettronica, bollo, eventuali ritenute o obblighi come sostituto, operazioni intracomunitarie e gli adempimenti collegati alla propria attività.
Scadenze fiscali gennaio 2026: calendario rapido
| Data | Scadenza principale | Chi riguarda |
|---|---|---|
| 12 gennaio | Comunicazioni e istanze specifiche | Solo soggetti interessati |
| 15 gennaio | Fatturazione differita di dicembre | Imprese e professionisti che la utilizzano |
| 16 gennaio | IVA mensile, ritenute e versamenti periodici | Soggetti IVA e sostituti interessati |
| 20 gennaio | Comunicazioni per categorie specifiche | Solo soggetti obbligati |
| 26 gennaio | INTRASTAT mensile e trimestrale | Operatori UE obbligati |
| 2 febbraio | Adempimenti di fine gennaio slittati | Dipende dalla posizione |
Lo Scadenzario fiscale dell’Agenzia delle Entrate per gennaio 2026 concentra il maggior numero di versamenti il 16 gennaio. Le altre date riguardano soprattutto comunicazioni, fatturazione e obblighi collegati a specifiche categorie.
12 gennaio 2026: comunicazioni e istanze specifiche
Il 12 gennaio 2026 compare nello scadenzario ufficiale per alcune comunicazioni rivolte a categorie determinate. Non è quindi una scadenza generale valida per ogni titolare di Partita IVA.
La regola pratica è semplice: se non hai ricevuto indicazioni specifiche o non rientri nella categoria prevista dall’adempimento, non devi trattare il 12 gennaio come una data di pagamento automatica. Il calendario fiscale va sempre letto in base al tipo di contribuente e all’attività svolta.
15 gennaio 2026: fatturazione differita di dicembre
Il 15 gennaio 2026 è il termine ricorrente per l’emissione delle fatture differite relative alle operazioni documentate effettuate nel mese di dicembre 2025, quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa.
Anche un contribuente forfettario può utilizzare la fatturazione differita. La data riguarda il momento di emissione della fattura e non significa che il forfettario debba effettuare una liquidazione IVA mensile.
Per le regole generali sulla trasmissione tramite SdI puoi consultare la guida RM su regime forfettario e fattura elettronica.
16 gennaio 2026: versamenti periodici
Il 16 gennaio è la data con il maggior numero di versamenti del mese. Lo Scadenzario dell’Agenzia delle Entrate include ritenute, IVA e altri tributi periodici relativi al mese precedente.
IVA mensile
I contribuenti IVA mensili interessati versano l’imposta relativa alle operazioni del mese precedente. Chi ha affidato a terzi la contabilità può seguire le specifiche regole previste per la liquidazione differita.
Il contribuente che opera esclusivamente in regime forfettario non effettua la normale liquidazione IVA mensile sulle operazioni del regime. Restano possibili obblighi specifici in presenza di operazioni particolari, soprattutto con l’estero.
Ritenute e sostituti d’imposta
Il 16 gennaio scadono anche numerosi versamenti di ritenute operate nel mese di dicembre. Questo può riguardare datori di lavoro, committenti e altri soggetti che operano come sostituti d’imposta.
Per alcune ritenute di importo non superiore a 100 euro la normativa consente il rinvio al mese successivo, ma con un limite finale: gli importi non versati durante l’anno devono comunque essere regolati entro il 16 dicembre 2026.
20 gennaio 2026: comunicazioni per casi specifici
Il 20 gennaio ospita comunicazioni previste per categorie specifiche. Anche in questo caso non esiste un obbligo generalizzato per tutti i titolari di Partita IVA.
È utile evitare uno degli errori tipici dei calendari troppo generici: trasformare ogni data presente nello scadenzario in una scadenza personale. Prima di segnare un adempimento bisogna verificare sempre chi è il contribuente destinatario e quale operazione lo fa scattare.
26 gennaio 2026: INTRASTAT mensile e trimestrale
Il termine ordinario per gli elenchi INTRASTAT è il giorno 25. Nel 2026 il 25 gennaio cade di domenica, quindi il termine passa a lunedì 26 gennaio per gli adempimenti soggetti al normale slittamento.
La scadenza può riguardare sia gli operatori con periodicità mensile sia, per il periodo di riferimento interessato, quelli tenuti alla periodicità trimestrale. La posizione va verificata in base alla natura delle operazioni e alle soglie applicabili.
Essere in regime forfettario non significa essere automaticamente esclusi da ogni obbligo INTRASTAT. Se lavori con clienti o fornitori dell’Unione europea, la corretta qualificazione dell’operazione resta essenziale.
2 febbraio 2026: cosa slitta dalla fine di gennaio
Il 31 gennaio 2026 cade di sabato. Alcuni adempimenti che avrebbero come riferimento la fine del mese vengono quindi gestiti il primo giorno lavorativo utile, cioè lunedì 2 febbraio, secondo le regole applicabili al singolo obbligo.
Non si tratta di una proroga generalizzata di tutte le scadenze di gennaio. La data va verificata sul singolo adempimento nello Scadenzario dell’Agenzia.
Gennaio e regime forfettario: cosa controllare davvero
- 15 gennaio: fatturazione differita di dicembre, se utilizzata;
- 16 gennaio: eventuali ritenute o altri versamenti se agisci come sostituto o rientri in casi specifici;
- 26 gennaio: INTRASTAT se effettui operazioni UE e sei obbligato;
- IVA mensile: normalmente non riguarda le operazioni ordinarie del forfettario;
- fine mese: controlla solo gli adempimenti specifici applicabili alla tua posizione.
Bollo sulle fatture: gennaio è un mese di controllo
Anche quando non è previsto un pagamento del bollo elettronico nel mese, gennaio è un buon momento per verificare le fatture del quarto trimestre 2025 e assicurarsi che il campo relativo all’imposta di bollo sia stato valorizzato correttamente quando dovuto.
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gli elenchi delle fatture rilevanti nel portale “Fatture e Corrispettivi”. Per la procedura puoi leggere la guida RM su come pagare il bollo sulle fatture elettroniche.
Come organizzare le scadenze di inizio anno
Gennaio è il mese giusto per separare in agenda gli adempimenti che si ripetono ogni mese da quelli annuali o trimestrali. Per una Partita IVA conviene almeno distinguere fatture, versamenti F24, obblighi con l’estero e previdenza.
Chi è iscritto a una Cassa professionale deve inoltre controllare il calendario specifico del proprio ente, perché contributi e comunicazioni previdenziali non seguono un’unica agenda valida per tutte le professioni.
Scadenze fiscali gennaio 2026: riepilogo finale
Le date centrali di gennaio 2026 sono il 15 gennaio per la fatturazione differita, il 16 gennaio per i principali versamenti periodici e il 26 gennaio per INTRASTAT. Il 12 e il 20 gennaio riguardano soprattutto comunicazioni destinate a categorie specifiche, mentre alcuni termini di fine mese possono slittare al 2 febbraio.
Le scadenze indicate sono riferite al calendario 2026. Prima di effettuare un versamento o inviare una comunicazione è sempre opportuno verificare lo Scadenzario dell’Agenzia delle Entrate e gli eventuali aggiornamenti dell’ente competente.
Mese successivo: consulta le scadenze fiscali di febbraio 2026.
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