Aeffe ha ricevuto una proposta di rilancio da oltre 100 milioni di euro nell’ambito della composizione negoziata della crisi. Secondo il MIMIT, l’operazione punta ad acquisire l’intero compendio aziendale, garantire la continuità industriale del gruppo e tutelare più di 700 posti di lavoro.
Il progetto riguarda il gruppo fashion & luxury con sede principale a San Giovanni in Marignano, titolare di marchi come Alberta Ferretti, Moschino e Pollini. La proposta non rappresenta ancora la chiusura definitiva dell’operazione: il piano industriale dell’investitore è atteso nella prima settimana di ottobre e un nuovo tavolo al Ministero è previsto per il 4 novembre.
Aeffe, cosa prevede il piano di rilancio
- valore complessivo della proposta superiore a 100 milioni di euro;
- acquisto dell’intero compendio aziendale;
- obiettivo di preservare la continuità produttiva e occupazionale;
- tutela prevista per più di 700 lavoratori;
- valorizzazione dei marchi storici del gruppo.
Il MIMIT colloca l’operazione all’interno della procedura di composizione negoziata della crisi di Aeffe. Il punto centrale, quindi, non è l’apertura di un incentivo o di un bando pubblico, ma il possibile rilancio di una specifica realtà industriale attraverso l’ingresso di nuovi soggetti finanziari e industriali.
Chi partecipa alla cordata
La cordata indicata nella comunicazione ministeriale prevede il coinvolgimento di Invitalia, del Fondo Oxy, di un soggetto industriale italiano e di un partner industriale cinese. È inoltre indicata la disponibilità al supporto della famiglia Ferretti, attuale proprietaria del gruppo.
La presenza di più soggetti risponde all’obiettivo di affiancare risorse finanziarie, competenze industriali e capacità commerciali. Il MIMIT segnala in particolare il possibile contributo del partner cinese allo sviluppo del gruppo sui mercati asiatici.
Il ruolo del partner cinese e il marchio Moschino
Secondo la proposta illustrata al Ministero, il partner industriale cinese parteciperebbe con una quota di minoranza e senza diritti di governance. Metterebbe a disposizione competenze industriali e presenza commerciale, con particolare attenzione al mercato cinese.
Nell’operazione è prevista anche la possibilità di concedere al partner la licenza esclusiva del marchio Moschino per il mercato cinese. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la presenza commerciale del brand in Cina e svilupparne ulteriormente il potenziale sul mercato locale.
Cosa succede ora: le prossime date
Il percorso non è ancora concluso. Il cronoprogramma condiviso al tavolo prevede che la proposta dell’investitore e il relativo piano industriale siano presentati nella prima settimana di ottobre.
Successivamente il confronto tornerà al MIMIT: il prossimo incontro è previsto per il 4 novembre. Sarà quindi necessario attendere i passaggi successivi per capire come verrà definita l’operazione e quali saranno le condizioni definitive del rilancio.
Cosa è già confermato e cosa resta da definire
Al momento è confermata l’esistenza di una proposta superiore a 100 milioni di euro e la composizione generale della cordata descritta dal Ministero. È inoltre esplicito l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio produttivo del gruppo e più di 700 posti di lavoro.
Restano invece da formalizzare il piano industriale e i passaggi successivi dell’operazione. Per questo è corretto parlare di proposta di rilancio, non di acquisizione già conclusa.
Fonte ufficiale
Le informazioni derivano dalla comunicazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 28 settembre 2026.
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Caterina
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