MIMIT e Confindustria hanno firmato due protocolli d’intesa dedicati alla gestione delle crisi aziendali e al rafforzamento della rete delle Case del Made in Italy. L’obiettivo è creare un raccordo più stabile tra Ministero e sistema produttivo, sia nelle situazioni di reindustrializzazione sia nell’accompagnamento delle imprese sui territori.
Le intese non introducono nuovi incentivi o contributi economici automatici. Definiscono invece strumenti di collaborazione, monitoraggio, orientamento e supporto operativo per imprese, territori e filiere produttive.
Primo protocollo: gestione delle crisi e reindustrializzazione
Il primo protocollo riguarda i processi di reindustrializzazione e la gestione delle crisi aziendali e territoriali. L’obiettivo dichiarato è ampliare la collaborazione oltre le singole vertenze e intervenire anche nelle aree caratterizzate da difficoltà industriali più complesse.
Il raccordo con Confindustria dovrà facilitare l’individuazione di imprese interessate a investire, rilevare o riconvertire attività produttive. La logica è quindi quella di mettere in contatto esigenze industriali, potenziali investitori e territori coinvolti da processi di crisi o trasformazione.
Nuovi insediamenti, acquisizioni e reshoring
L’intesa punta anche a preservare competenze e livelli occupazionali, sostenendo nuovi insediamenti produttivi, progetti di diversificazione, partnership, acquisizioni e operazioni di reshoring.
Il protocollo prevede inoltre un tavolo tecnico permanente tra MIMIT e Confindustria, con il compito di monitorare le attività e individuare possibili soluzioni industriali nei casi trattati.
Secondo protocollo: rafforzamento delle Case del Made in Italy
Il secondo protocollo riguarda invece la rete delle Case del Made in Italy, strutture territoriali del Ministero che hanno il compito di avvicinare le politiche industriali nazionali alle esigenze delle imprese e del tessuto economico locale.
L’accordo mira a rafforzare il collegamento tra queste strutture e il sistema territoriale e settoriale di Confindustria, così da creare un canale più diretto per raccogliere fabbisogni, esigenze e opportunità provenienti dalle imprese.
Quali attività sono previste per le imprese
La collaborazione comprende iniziative di informazione, orientamento e supporto alle imprese attraverso incontri territoriali, eventi, attività di matchmaking e roadshow.
È prevista anche una ricognizione dei fabbisogni di competenze richieste dal sistema produttivo, in raccordo con la Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy. Il protocollo, quindi, non si limita alla gestione delle crisi ma include anche attività di accompagnamento allo sviluppo e alla competitività.
Cosa cambia per PMI e imprese artigiane
Secondo il MIMIT, il rafforzamento delle Case del Made in Italy dovrebbe rendere più accessibile il rapporto tra Ministero e imprese, con particolare attenzione a piccole e medie imprese e realtà artigiane.
Per le imprese, il valore operativo delle intese dipenderà quindi dalla capacità delle strutture territoriali e del sistema Confindustria di trasformare i protocolli in servizi, incontri, opportunità di raccordo e percorsi concreti nei casi di crisi, investimento o riconversione.
Nessun nuovo bonus automatico
I due protocolli non istituiscono un nuovo bonus, un contributo diretto o uno sportello con una propria scadenza. Si tratta di accordi organizzativi e operativi che rafforzano la collaborazione tra MIMIT e Confindustria nella gestione delle crisi e nel supporto alle imprese sui territori.
Fonte ufficiale
Le informazioni derivano dal comunicato del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sui due protocolli firmati con Confindustria, pubblicato il 30 settembre 2026.
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