Per aprire la Partita IVA da content creator nel 2026 bisogna prima definire che cosa viene prodotto e come viene monetizzato. Non esiste un unico codice valido per chi crea testi, fotografie, video, sponsorizzazioni e contenuti per piattaforme: ATECO 2025 distingue espressamente queste attività e l’INPS può richiedere Gestione Separata, Commercianti o FPLS a seconda del modello concreto.
Quando la Partita IVA diventa necessaria
La soglia di 5.000 euro non decide l’obbligo di Partita IVA. Conta soprattutto l’abitualità: pubblicazione continuativa, accordi ricorrenti con piattaforme o brand, fatture, costi professionali e organizzazione stabile sono elementi che indicano un’attività svolta professionalmente. La Circolare INPS 44/2025 richiama espressamente questi elementi.
Prima scelta: che tipo di contenuti produci?
Le note ISTAT ATECO 2025 distinguono i content creator in base al contenuto: 58.19.00 per contenuti digitali non video e 59.11.00 per video content creator e pubblicazioni che includono video. Il 73.11.03 riguarda invece l’influencer marketing e non va usato automaticamente per chiunque pubblichi sui social.
Quando usare 73.11.03 influencer marketing
Il 73.11.03 diventa pertinente quando l’attività consiste realmente nella conduzione di campagne di influencer marketing. Se il creator produce e monetizza propri contenuti editoriali o video, ISTAT rinvia ad altri codici. Questa distinzione evita di usare un codice pubblicitario soltanto perché una parte dei ricavi arriva da sponsorizzazioni.
Più attività possono richiedere più codici
Un creator può avere contemporaneamente video monetizzati, campagne con brand, affiliazioni, corsi o vendita di prodotti. Quando le attività sono autonome e abituali può essere necessario indicare un’attività principale e una o più attività secondarie. Non serve invece moltiplicare i codici per ogni piattaforma utilizzata.
Professionista o impresa?
L’INPS distingue il lavoro personale e intellettuale dall’attività nella quale organizzazione e mezzi di produzione diventano prevalenti. Nel primo caso può configurarsi lavoro autonomo professionale; nel secondo può emergere reddito d’impresa, con iscrizione alla Camera di Commercio e Gestione Commercianti. Tra gli esempi richiamati dall’INPS compaiono la vendita organizzata di video e la gestione di banner pubblicitari.
Gestione Separata INPS
Quando il content creator svolge abitualmente una prestazione libero-professionale con prevalenza del lavoro personale e fuori dall’esercizio d’impresa, l’INPS indica l’iscrizione alla Gestione Separata. Per il 2026 l’aliquota dei professionisti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria è del 26,07%; per pensionati o soggetti già assicurati presso altra gestione obbligatoria è del 24%.
Gestione Commercianti
Se l’attività è organizzata in forma d’impresa, possono essere necessari iscrizione al Registro Imprese e contributi alla Gestione Commercianti. Nel 2026 la gestione prevede contribuzione sul minimale e sul reddito eccedente, con possibile riduzione del 35% per i forfettari che possiedono i requisiti e aderiscono al regime contributivo agevolato.
Quando verificare il FPLS
Se un brand o un’agenzia paga il creator per una vera prestazione artistica o audiovisiva riconducibile alle categorie dello spettacolo, può sorgere l’obbligo FPLS anche se il rapporto è autonomo. Non ogni sponsorizzazione rientra però nel Fondo: endorsement semplice e inserzioni nei propri contenuti non bastano da soli.
La guida sui contributi INPS per YouTuber e content creator approfondisce i tre possibili inquadramenti.
Regime forfettario: 67% o 78%
Il coefficiente dipende dal codice effettivamente applicabile. Per i principali inquadramenti editoriali e video 58.19.00 e 59.11.00 il riferimento è 67%; per il 73.11.03 il riferimento è 78%. Se si esercitano attività con coefficienti diversi, i relativi ricavi vanno separati nel calcolo fiscale.
Come aprire operativamente
- descrivere attività e fonti di ricavo;
- scegliere codice ATECO principale ed eventuali secondari;
- verificare requisiti e cause ostative del forfettario;
- aprire la Partita IVA con il corretto inquadramento;
- verificare Gestione Separata, Commercianti o FPLS;
- attivare eventuali adempimenti camerali se si tratta di impresa;
- impostare fatturazione per piattaforme, brand e clienti esteri.
Piattaforme e clienti esteri
YouTube, TikTok, Meta, Twitch, Patreon e altre piattaforme possono avere controparti estere. Il forfettario non elimina le regole IVA sulle operazioni internazionali: vanno verificati soggetto che paga, natura del servizio, territorialità, eventuale VIES e corretta fattura elettronica.
Sponsorizzazioni, affiliazioni e prodotti
Una sponsorizzazione non trasforma automaticamente tutto il lavoro in influencer marketing; un link affiliato non rende automaticamente il creator commerciante; la vendita abituale di prodotti propri può invece introdurre una vera attività commerciale. È utile separare contratti e flussi di ricavo fin dall’apertura.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario per content creator, il codice ATECO, il calcolo delle tasse e la pagina sul commercialista per content creator.
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