Il codice ATECO per content creator si sceglie in base al contenuto prodotto, al servizio venduto e al modo in cui viene monetizzato, non in base al social network utilizzato. Con ATECO 2025 le principali attività sono distinte: 58.19.00 per la pubblicazione di contenuti non video, 59.11.00 per la produzione di video, vlog e video podcast, 73.11.03 per chi conduce vere campagne di influencer marketing. Questi codici non sono intercambiabili, anche quando lo stesso creator pubblica su più piattaforme.
La scelta può essere diversa per un blogger che scrive contenuti per un editore terzo, un podcaster solo audio, un consulente di campagne social o un performer ingaggiato come attore. Qui trovi una procedura per classificare il tuo lavoro, una tabella di confronto, gli esempi di chi crea UGC, gestisce sponsor e vende prodotti, oltre ai principali effetti su forfettario e INPS. La fonte primaria è la struttura e le note esplicative ISTAT ATECO 2025, che distinguono attività incluse ed escluse.
Quale ATECO scegliere? Tabella per attività effettiva
| Che cosa fai abitualmente | ATECO da verificare | Distinzione fondamentale |
|---|---|---|
| Pubblichi testi, fotografie e altri contenuti digitali propri non video | 58.19.00 | Pubblicazione editoriale non video |
| Produci video, vlog, video podcast e contenuti audiovisivi | 59.11.00 | Produzione audiovisiva e video creator |
| Conduci campagne basate sul coinvolgimento di influencer | 73.11.03 | Influencer marketing, non generica pubblicazione |
| Idei o pianifichi campagne di social media advertising per clienti | 73.11.01 | Servizio di ideazione pubblicitaria |
| Conduci campagne di marketing e altri servizi pubblicitari | 73.11.02 | Campagne e servizi pubblicitari differenti |
| Scrivi come blogger freelance e i contenuti vengono pubblicati da terzi | 90.11.02 | Blogger indipendente, diverso dall’editore del proprio blog |
| Registri e produci podcast solo audio | 59.20.10 | Registrazione sonora; diverso dal video podcast |
| Svolgi specifiche prestazioni performative o dello spettacolo | 90.20.09 o altro codice pertinente | Solo se la mansione artistica è realmente quella svolta |
La tabella è uno strumento di orientamento, non un elenco di codici da aggiungere automaticamente alla Partita IVA. È possibile che una particolare prestazione rientri in categorie ulteriori, ad esempio fotografia su commissione, programmazione, commercio o consulenza. Per individuare la voce corretta bisogna prima leggere il contratto e descrivere con precisione il lavoro svolto.
ATECO 58.19.00: quando il creator pubblica contenuti non video
Il 58.19.00 – Altre attività editoriali, esclusa l’edizione di software comprende espressamente, nelle note ISTAT, l’attività dei creatori di contenuti anche digitali esclusi quelli video. Può essere il primo codice da verificare quando il prodotto professionale è pubblicare testi, immagini, fotografie, cataloghi, contenuti editoriali o materiali informativi sul proprio progetto, senza che la produzione di video costituisca l’attività caratterizzante.
Blogger con sito e contenuti propri
Un creator mantiene un sito di recensioni e guide, pubblica fotografie originali, gestisce una newsletter e ricava compensi continuativi da progetti editoriali e collaborazioni collegate al sito. Se la prestazione consiste realmente nella pubblicazione di contenuti non video, il 58.19.00 può essere coerente. Non diventa automaticamente un’agenzia pubblicitaria per il solo fatto che sul sito compaiano banner o link commerciali: va verificata la natura dell’attività che genera il compenso.
Quando non basta il 58.19.00
Se invece realizzi servizi fotografici per conto di un committente, scrivi testi che vengono pubblicati da un editore esterno o svolgi attività di agenzia, le caratteristiche del servizio possono portare verso codici diversi. Anche la creazione di video in modo abituale va verificata nella classe 59.11: ISTAT esclude la produzione audiovisiva dal 58.19.00.
ATECO 59.11.00: YouTuber, video creator, vlog e video podcast
Il 59.11.00 – Attività di produzione cinematografica, di video e programmi televisivi include espressamente nelle note ISTAT produzione di video, vlog, video podcast e attività dei creator di contenuti video digitali. Per questo è un riferimento centrale quando il prodotto economico consiste nel realizzare filmati originali che vengono pubblicati o concessi in uso, anche se il canale incassa da pubblicità o collaborazioni.
YouTuber che monetizza video propri
Un creator produce tutorial settimanali, li pubblica su YouTube e riceve compensi dal sistema di monetizzazione della piattaforma. L’attività è la produzione di contenuti video e la voce da verificare per prima è il 59.11.00. Se riceve anche uno sponsor che compare all’interno di un tutorial, la semplice presenza del marchio non trasforma automaticamente ogni ricavo in influenza o conduzione di campagne pubblicitarie.
Streamer e reel: conta che cosa produci
Uno streamer che realizza dirette video o un creator che pubblica regolarmente reel può avere un’attività audiovisiva. La piattaforma scelta, la durata dei video o il numero di follower non sono criteri sufficienti per assegnare un ATECO. Se la diretta è una prestazione performativa ingaggiata da un’organizzazione, serve invece distinguere produzione del contenuto e prestazione artistica. Per le inclusioni puntuali è disponibile anche la scheda ATECO 59.11.00.
ATECO 73.11.03: quando si parla davvero di influencer marketing
Il 73.11.03 – Attività di influencer marketing riguarda, secondo ISTAT, l’attività di agenzie specializzate che impostano campagne basate sul coinvolgimento di influencer e di influencer marketer che conducono queste campagne. Le note escludono esplicitamente i creatori non video (58.19.00), i video creator (59.11.00), la pianificazione generica di campagne social (73.11.01) e alcune prestazioni performative (90.20.09).
Questa è la differenza più importante rispetto a molte spiegazioni generiche: “influencer” non è una qualifica fiscale che sostituisce la descrizione del lavoro. Se produci video propri per il pubblico, l’attività non coincide necessariamente con il servizio venduto da chi organizza una campagna per conto di un marchio. Il codice deve corrispondere alle prestazioni realmente svolte e documentate.
Sponsorizzazione su un post e campagna per un brand
Nel primo caso, un creator pubblica principalmente contenuti originali e inserisce occasionalmente un prodotto sponsorizzato. Nel secondo, un professionista vende a un’azienda una campagna di influencer marketing con selezione dei partecipanti, calendario dei deliverable, obiettivi, promozione e rendicontazione. Anche se entrambi ricevono denaro da un brand, i servizi non sono identici. Il contratto deve descrivere se il compenso riguarda produzione, pubblicazione, diritti, campagne o una combinazione di attività.
ATECO 73.11.01 e 73.11.02: social media manager e campagne
La classe della pubblicità contiene codici diversi. Il 73.11.01 riguarda l’ideazione di campagne pubblicitarie e viene richiamato da ISTAT anche per la pianificazione di campagne di social media marketing. Il 73.11.02 riguarda la conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari. Il 73.11.03 resta specifico per l’influencer marketing, secondo l’attività descritta nelle note.
Per esempio, un social media strategist assunto da un cliente per progettare il piano di sponsorizzazioni, definire pubblici, copy e calendario può svolgere un servizio diverso da quello di un creator che registra video per il proprio canale. Se il contratto comprende anche l’esecuzione operativa delle campagne, le attività vanno descrittivamente separate. Non scegliere un codice 73.11 solo perché stai utilizzando Instagram Ads o TikTok: l’attività del cliente è diversa da quella dell’incaricato.
Caso particolare: il blogger che scrive per altri e il codice 90.11.02
ATECO 2025 contiene una distinzione spesso trascurata: il 90.11.02 – Attività di blogger indipendenti riguarda i blogger i cui contenuti vengono pubblicati da terzi. Le note ISTAT (pagina 561) escludono invece la pubblicazione da parte di blogger dei propri testi e fotografie non video, rinviata al 58.19.00, e la produzione di vlog, rinviata al 59.11.00.
Esempio pratico: se scrivi con continuità articoli per una testata o un sito di un editore terzo, l’analisi non coincide con quella di chi pubblica e gestisce un proprio progetto editoriale. Se oltre a scrivere gestisci un blog che monetizza contenuti propri, le due attività possono richiedere di verificare in modo distinto che cosa viene remunerato. Anche il 90.11.09 può rilevare per specifiche attività di scrittura e composizione: non è corretto applicarlo a tutti i creator senza leggere le note.
90.20.09 e prestazioni di spettacolo: non basta apparire in video
Le esclusioni ISTAT dal 73.11.03 rinviano alcune attività di influencer che compaiono in vlog come performer verso il 90.20.09, relativo ad altre attività di arti performative e rappresentazioni artistiche. Le prestazioni di vera recitazione possono avere una classificazione specifica diversa, per esempio 90.20.01. Non significa che ogni creator che parla alla videocamera debba usare un ATECO dello spettacolo.
Conta il lavoro concretamente commissionato: condurre una campagna, produrre un video, recitare in un audiovisivo o partecipare a una produzione artistica sono casi distinti. Questa distinzione va considerata anche in sede previdenziale, perché in determinati rapporti possono entrare in gioco gli obblighi del Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo; non è però il solo codice ATECO a determinarli.
Podcast audio e video podcast: 59.20.10 oppure 59.11.00?
Per podcast solo audio, la categoria 59.20.10 – Attività di registrazione sonora comprende nelle note ISTAT servizi di registrazione sonora e produzione di podcast audio. Quando invece il contenuto principale è un video podcast, le note del 59.11.00 comprendono esplicitamente la produzione di video podcast. La distinzione è utile soprattutto per chi pubblica lo stesso episodio sia su Spotify sia su YouTube: occorre considerare quale attività viene effettivamente svolta, non soltanto dove il file viene distribuito.
Per una trattazione specifica dei formati e delle attività audio puoi consultare il codice ATECO del podcaster. L’acquisto di microfoni o attrezzature non decide da solo l’inquadramento; se ti serve orientarti sui dispositivi, il confronto dei microfoni USB per podcast e video creator aiuta a pianificare un setup coerente con il lavoro.
UGC creator: produce contenuti per un brand senza pubblicarli
Un UGC creator può consegnare a un’azienda video, fotografie, voice-over o brevi dimostrazioni destinati ai canali del cliente. Non si tratta automaticamente di influencer marketing: il creator potrebbe non possedere un seguito, né essere incaricato di promuovere il brand presso il proprio pubblico. Il servizio venduto può essere la produzione audiovisiva o editoriale, una prestazione pubblicitaria più ampia o, in casi specifici, una prestazione artistica.
Come leggere il contratto UGC
- Deliverable: video finito, fotografie, script, piano pubblicitario oppure partecipazione come attore?
- Pubblicazione: avviene sul profilo del creator, su quello del brand o su una piattaforma terza?
- Diritti: il cliente acquista produzione, licenza d’uso, utilizzo dell’immagine o un pacchetto complessivo?
- Promozione: è richiesta una campagna basata sull’audience del creator oppure una semplice consegna di materiali?
- Continuità: è un incarico isolato o parte di un servizio professionale abituale?
Queste cinque domande permettono di descrivere il lavoro prima della scelta ATECO. Per attività miste potrebbe essere necessario registrare più codici, ma l’aggiunta deve derivare da servizi autonomi realmente svolti, non dall’intenzione di coprire ogni possibile sviluppo futuro.
Come scegliere il codice quando pubblichi foto, reel, dirette e articoli
Molti profili misti includono caroselli di fotografie, brevi reel, dirette, testi e collaborazioni. Un formato accessorio non richiede automaticamente una seconda attività: occorre individuare quale prestazione caratterizza il lavoro e quali ricavi derivano da attività economicamente autonome. È utile distinguere tre scenari:
- Prevalgono contenuti editoriali non video: parti dalle note del 58.19.00 e verifica che i video siano realmente accessori.
- La produzione di video è centrale: verifica il 59.11.00 e controlla se esistono contratti distinti per campagne o attività artistiche.
- Vendi servizi autonomi di marketing, consulenza o commercio: analizza in dettaglio i codici pertinenti e l’eventuale necessità di dichiarare più attività.
La distribuzione dei ricavi è un elemento utile, ma da sola non elimina l’obbligo di considerare la natura del lavoro. Se stai cambiando modello di business, evita di classificare tutto in base al formato che generava più guadagni due anni prima: rileva l’attività effettiva e aggiorna le comunicazioni quando necessario.
Più ATECO sulla stessa Partita IVA: quando servono
Una persona fisica ha normalmente un’unica Partita IVA, alla quale possono essere associate attività principali e secondarie. Se un creator produce video abitualmente e, separatamente, conduce campagne di influencer marketing per clienti, può dover dichiarare entrambe. Non serve aprire una Partita IVA per YouTube e un’altra per TikTok; serve invece verificare l’attività effettiva per cui vengono percepiti compensi.
Esempio di creator con due attività autonome
Un professionista realizza video educativi sul proprio canale e, con contratti separati, vende a società servizi di conduzione di campagne con altri influencer. I compensi della produzione video possono appartenere a un’attività diversa rispetto a quelli delle campagne. È opportuno descrivere le prestazioni in fattura e mantenere registrazioni che permettano di attribuire correttamente i ricavi alle rispettive attività.
Quando comunicare una variazione
Se inizi una nuova attività abituale o cambia quella prevalente, verifica gli adempimenti di variazione presso Agenzia delle Entrate e, se sei impresa, Registro Imprese e altri enti interessati. Per la procedura di apertura e le successive variazioni consulta come aprire la Partita IVA da content creator. Il codice non va modificato semplicemente perché hai ricevuto una sponsorizzazione isolata: rileva il cambiamento effettivo del lavoro.
Coefficienti del forfettario: 67% e 78% non sono tasse
I codici 58.19.00 e 59.11.00 hanno come coefficiente di riferimento il 67%; per 73.11.03 e le principali attività pubblicitarie pertinenti il riferimento è 78%. Nel 2026 la classificazione ATECO 2025 identifica l’attività, mentre i coefficienti fiscali si determinano ancora con riferimento alle categorie previste nell’Allegato 4 alla legge 190/2014 e al raccordo applicabile con la classificazione precedente. Il coefficiente è la quota di ricavo considerata reddito forfettario, non un’aliquota di imposta.
Esempio con 20.000 euro di incassi
| Attività coerente | Coefficiente | Reddito forfettario lordo |
|---|---|---|
| Contenuti non video / video | 67% | 20.000 × 67% = 13.400 € |
| Influencer marketing | 78% | 20.000 × 78% = 15.600 € |
Questi importi vengono determinati prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati e prima dell’imposta sostitutiva del 5% o del 15%, quando spettante. Il confronto non giustifica l’uso del 67% su una campagna che rientra realmente in attività con coefficiente del 78%. Per il calcolo completo, con contributi, deduzione e netto, usa la guida al calcolo delle tasse dei content creator.
Se vuoi capire prima se puoi accedere al regime, compresi limiti di ricavi, cause ostative, gestione di clienti esteri e convenienza, consulta il regime forfettario per content creator. Eviti così di confondere la scelta statistico-fiscale dell’attività con l’accesso a un regime tributario.
Il codice ATECO determina automaticamente l’INPS?
No. La gestione contributiva dipende dalla natura delle prestazioni e dall’organizzazione concreta dell’attività. La circolare INPS 44/2025 considera l’attività libero-professionale personale, la possibile organizzazione in forma d’impresa e le specifiche prestazioni riconducibili al settore dello spettacolo. Un creator in Gestione Separata, uno iscritto alla Gestione Commercianti e un performer con obblighi FPLS non sono casi equivalenti.
Non è corretto dedurre che un ATECO del gruppo 59 determini sempre la Gestione Separata o che un codice pubblicitario implichi sempre la Camera di Commercio: occorre verificare le condizioni effettive. Se la produzione di contenuti evolve in vendita organizzata di prodotti, negozio online o gestione commerciale strutturata, va rivalutato anche l’inquadramento previdenziale. Quando serve una diagnosi completa, è utile parlarne con un commercialista per content creator.
Errori frequenti nella scelta del codice ATECO
- Usare 73.11.03 per chiunque abbia follower: ISTAT esclude da quel codice la pubblicazione di contenuti non video e video, se questa è l’attività svolta.
- Confondere publisher e blogger per editori terzi: 58.19.00 e 90.11.02 descrivono situazioni editoriali differenti.
- Equiparare video podcast e podcast audio: le note di 59.11.00 e 59.20.10 distinguono produzione audiovisiva e registrazione sonora.
- Inserire tutti i codici possibili: non serve un’attività secondaria per ogni piattaforma o singolo formato accessorio.
- Usare il coefficiente più basso: il 67% e il 78% derivano dall’attività, non sono opzioni fra cui scegliere per pagare meno.
- Dedurre l’INPS solo dall’ATECO: professionista, impresa e spettacolo richiedono verifiche differenti.
- Copiare codici storici non verificati: ATECO 2025 è operativo dal 1° aprile 2025; bisogna controllare note e raccordi prima di riutilizzare indicazioni precedenti.
Checklist pratica prima di comunicare il codice
- Scrivi in una frase che cosa vendi: pubblicazione editoriale, produzione video, servizio pubblicitario, registrazione audio, prestazione artistica o commercio.
- Elenca i principali contratti e separa compensi di piattaforme, sponsor, agenzie e vendita di prodotti.
- Apri le note ufficiali ISTAT del codice candidato e leggi sia le inclusioni sia le attività espressamente escluse.
- Controlla i codici alternativi indicati dalle esclusioni e confrontali con i deliverable realmente forniti.
- Individua l’attività principale e valuta codici secondari solo per prestazioni autonome e abituali.
- Verifica il raccordo fiscale dei coefficienti 2026 e la corretta attribuzione dei ricavi a ogni attività.
- Esamina separatamente inquadramento professionale o d’impresa, Gestione Separata, Commercianti ed eventuali obblighi FPLS.
- Conserva motivazione della scelta, contratti e documentazione; aggiorna i dati se cambia la natura del lavoro.
FAQ: dubbi sul codice ATECO del content creator
Esiste un codice ATECO unico per tutti i content creator?
No. Con ATECO 2025 la classificazione distingue pubblicazione di contenuti non video, produzione di video, marketing con influencer e altre attività professionali. Il codice dipende da ciò che fai, non dal nome della professione.
Se pubblico video sponsorizzati devo usare 73.11.03?
Non necessariamente. La produzione e pubblicazione di video propri può rientrare nel 59.11.00; il 73.11.03 riguarda la conduzione di campagne di influencer marketing. Occorre leggere il contratto e verificare che cosa viene realmente venduto al brand.
Un blogger che scrive per una testata usa 58.19.00?
Dipende dalla prestazione. Le note ISTAT attribuiscono al 90.11.02 l’attività del blogger indipendente i cui contenuti sono pubblicati da terzi; la pubblicazione dei propri contenuti non video è invece richiamata nel 58.19.00.
Uno streamer e un podcaster hanno lo stesso codice?
Non automaticamente. Video, dirette audiovisive e video podcast possono indirizzare la verifica verso il 59.11.00; la produzione e registrazione di podcast solo audio è inclusa nelle note del 59.20.10.
Serve cambiare ATECO quando aggiungo un account TikTok?
Non solo perché aggiungi una piattaforma. Una variazione può diventare necessaria se inizi stabilmente un’attività economica nuova o muta realmente l’attività principale, non per il semplice utilizzo di un altro canale di distribuzione.
Il codice più conveniente per le tasse è quello giusto?
No. Il coefficiente del forfettario e gli obblighi previdenziali derivano dalla classificazione corretta e dalla situazione reale. Scegliere un ATECO diverso solo per ottenere un coefficiente più basso può causare errori fiscali e previdenziali.
La regola operativa è semplice: prima descrivi attività, clienti e prestazioni, poi confronta le note ISTAT, infine verifica effetti fiscali e previdenziali. Così la scelta rimane coerente anche quando nuove piattaforme o collaborazioni modificano le fonti di ricavo.
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