Il regime forfettario per orafi e gioiellieri nel 2026 cambia in modo sostanziale a seconda che l’attività sia di produzione artigiana, riparazione oppure vendita al dettaglio. Non esiste quindi un unico codice ATECO valido per tutto il settore. Per chi fabbrica gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi il riferimento ATECO 2025 è 32.12.20; per la vendita al dettaglio di orologi e articoli di gioielleria il codice è 47.77.00; per la sola riparazione di orologi e gioielli va invece verificato 95.25.00.
Questa distinzione incide anche sul coefficiente di redditività e sulla previdenza: la fabbricazione artigiana usa normalmente il coefficiente 67%, mentre il commercio al dettaglio rientra normalmente nel coefficiente 40%. L’orafo che produce personalmente può essere inquadrato come artigiano; il gioielliere che svolge prevalentemente vendita rientra invece tipicamente nella gestione commercianti. In un’attività mista non è corretto forzare un solo inquadramento senza guardare a ciò che viene realmente svolto.
ATECO 32.12.20 per l’orafo che fabbrica gioielli
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 indicano il codice 32.12.20 per la fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi. Sono comprese, tra le altre attività, la fabbricazione di articoli di gioielleria, l’incisione personalizzata di oggetti in metalli preziosi e l’incastonatura di pietre preziose e semipreziose.
32.12.10 per la lavorazione di pietre preziose
Chi svolge in modo autonomo la lavorazione di pietre preziose e semipreziose può ricadere nel codice 32.12.10, che comprende lavorazione di perle, pietre preziose e semipreziose, diamanti e pietre sintetiche o ricostituite. Non va usato automaticamente per chi realizza il gioiello finito in metallo prezioso.
47.77.00 per il gioielliere che vende al dettaglio
Il codice 47.77.00 identifica il commercio al dettaglio di orologi e articoli di gioielleria e comprende anche la vendita al dettaglio di articoli di argenteria. La vendita di gioielli prodotti da terzi è quindi un’attività commerciale distinta dalla fabbricazione artigiana.
95.25.00 per la riparazione
La riparazione e manutenzione di orologi e gioielli è esclusa dalla fabbricazione 32.12 e ricondotta da ATECO 2025 al codice 95.25.00. Un laboratorio può quindi svolgere fabbricazione, riparazione e vendita, ma queste linee di attività devono essere descritte correttamente e, quando autonome e abituali, possono richiedere più codici.
Coefficiente 67% per la produzione artigiana
Le attività manifatturiere come il 32.12.20 rientrano normalmente nel coefficiente di redditività del 67%. Con 50.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo sarebbe quindi 33.500 euro, prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori ammessi.
Coefficiente 40% per il commercio
Per la vendita al dettaglio il coefficiente di redditività è normalmente del 40%. Con 50.000 euro di ricavi commerciali il reddito forfettario lordo sarebbe quindi 20.000 euro. Se la stessa Partita IVA svolge attività con coefficienti diversi, i ricavi vanno separati e trattati coerentemente con ciascuna attività.
Perché il forfettario può essere delicato per un orafo
Nel laboratorio orafo i costi reali possono essere molto elevati: oro, argento, platino, palladio, pietre preziose, semilavorati, fusioni, lavorazioni esterne, attrezzatura, assicurazioni e sicurezza. Nel forfettario questi costi non si deducono uno per uno e l’IVA sugli acquisti non si recupera. Un coefficiente del 67% può risultare conveniente quando il margine reale è elevato, ma può diventare penalizzante se gran parte del fatturato serve a coprire materiali preziosi.
Marchio di identificazione dei metalli preziosi
La produzione e l’importazione di oggetti in metalli preziosi sono disciplinate dal D.Lgs. 251/1999. Chi fabbrica o importa oggetti in oro, argento, platino o palladio deve verificare l’iscrizione nel Registro degli assegnatari tenuto dalla Camera di Commercio e l’assegnazione del marchio di identificazione. La disciplina riguarda anche i titoli legali dei metalli preziosi.
Titolo e punzonatura
Gli oggetti in metalli preziosi devono rispettare le regole sulla indicazione del titolo in millesimi e, quando previsto, sul marchio di identificazione. Il regolamento di attuazione è contenuto nel D.P.R. 150/2002. Per un laboratorio artigiano non si tratta quindi soltanto di una questione fiscale: la conformità del prodotto è parte integrante dell’attività.
INPS Artigiani per il laboratorio
L’orafo che svolge personalmente e in modo abituale e prevalente l’attività di produzione può essere inquadrato nella Gestione INPS Artigiani. La circolare INPS n. 14/2026 fissa per gli artigiani aliquota ordinaria del 24%, minimale di reddito di 18.808 euro e contributo minimo annuo di 4.521,36 euro per titolari e coadiuvanti, salvo agevolazioni e casi particolari.
INPS Commercianti per la gioielleria
Il titolare di una gioielleria che svolge prevalentemente attività commerciale può ricadere nella Gestione INPS Commercianti. Per il 2026 l’aliquota complessiva indicata dall’INPS per titolari e collaboratori è del 24,48%, con contributo minimo annuo di 4.611,64 euro, salvo agevolazioni e casi particolari.
Produzione e vendita nello stesso laboratorio
È frequente che l’orafo produca pezzi propri e li venda direttamente al pubblico. In questo caso non basta scegliere il codice con il coefficiente più favorevole: bisogna verificare quale attività è prevalente e se la vendita ha autonomia commerciale. La corretta separazione dei ricavi è importante soprattutto quando produzione e commercio hanno coefficienti diversi.
Riparazioni, incisioni e personalizzazioni
Riparazioni, ridimensionamento di anelli, sostituzione di chiusure, lucidature, incisioni e incastonature possono avere un peso significativo. Alcune lavorazioni sono già ricomprese nella fabbricazione 32.12.20, mentre la riparazione vera e propria è distinta nel 95.25.00. La descrizione del servizio deve riflettere ciò che viene effettivamente fatturato.
Gioielli su commissione e acconti
Per un gioiello su misura è normale chiedere un acconto prima di acquistare metallo e pietre. Nel regime forfettario rilevano gli incassi secondo il criterio di cassa. L’acconto ricevuto entra quindi nei ricavi dell’anno in cui viene incassato, indipendentemente dal fatto che il lavoro venga completato successivamente.
Vendita online e negozio fisico
La vendita online di gioielli prodotti o acquistati può affiancare il negozio fisico. L’e-commerce non trasforma automaticamente la natura del prodotto, ma può aggiungere adempimenti commerciali e organizzativi. Se la vendita diventa autonoma rispetto alla produzione, il codice commerciale va gestito coerentemente.
Bigiotteria e gioielleria non sono la stessa cosa
ATECO 2025 distingue la fabbricazione di bigiotteria nel 32.13.00 e il commercio al dettaglio di bigiotteria nella famiglia 47.78. Chi lavora con materiali non preziosi o prodotti di imitazione deve quindi evitare di usare automaticamente i codici dell’oreficeria in metalli preziosi.
Quando il forfettario conviene meno
Il regime forfettario può essere meno conveniente quando il costo dell’oro e delle pietre incide molto sul prezzo finale, quando si sostiene un canone elevato per il negozio, quando si acquistano molti prodotti da rivendere o quando l’attività richiede personale e assicurazioni importanti. La scelta va quindi fatta confrontando reddito fiscale presunto e margine economico reale.
Imposta sostitutiva 5% o 15%
Il reddito forfettario, dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori ammessi, è soggetto normalmente all’imposta sostitutiva del 15%. Il 5% può spettare nei primi cinque periodi d’imposta quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Limiti 85.000 e 100.000 euro
Il limite ordinario del regime resta 85.000 euro di ricavi o compensi. Il superamento senza oltrepassare 100.000 euro comporta l’uscita dall’anno successivo; oltre 100.000 euro si applicano le regole di fuoriuscita immediata. In presenza di più attività si considera il totale dei ricavi rilevanti della Partita IVA.
Guide collegate
Approfondisci come aprire la Partita IVA per orafi e gioiellieri, il codice ATECO corretto, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per orafi e gioiellieri.
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