Per aprire la Partita IVA come certificatore energetico nel 2026 non basta scegliere un codice ATECO. Bisogna verificare prima di tutto di poter svolgere professionalmente la certificazione energetica degli edifici, individuare l’attività tecnica realmente esercitata, controllare il sistema regionale di accreditamento e solo dopo definire Partita IVA e previdenza.
Primo passaggio: verificare i requisiti professionali
Il D.P.R. 75/2013 stabilisce i criteri di qualificazione e indipendenza degli esperti cui affidare la certificazione energetica. Il percorso dipende dal titolo posseduto e dalle competenze professionali: alcuni profili tecnici possono operare nell’ambito delle proprie competenze, mentre altri devono integrare il titolo con uno specifico corso di formazione e relativo esame.
Non esiste un corso obbligatorio uguale per tutti
Dire che per diventare certificatore energetico sia sempre necessario frequentare un corso è quindi impreciso. Laurea o diploma tecnico, iscrizione a un ordine o collegio e competenza alla progettazione di edifici e impianti determinano il percorso applicabile. Prima di investire in formazione va verificato il proprio titolo rispetto al D.P.R. 75/2013 e alla disciplina regionale.
Accreditamento regionale e catasto energetico
La certificazione energetica viene gestita anche attraverso sistemi regionali. Possono essere previsti elenco dei certificatori, portale dedicato, pagamento di diritti e modalità specifiche per trasmettere l’APE. La Regione Liguria, per esempio, disciplina iscrizione all’elenco e requisiti in base al profilo professionale. Le regole operative vanno quindi controllate nella Regione in cui si redigono gli attestati.
Il primo APE richiede un sopralluogo reale
Le Linee guida nazionali prevedono almeno un sopralluogo dell’edificio o dell’unità immobiliare. Prima di accettare incarichi occorre quindi organizzare rilievi, trasferte, accesso alla documentazione, software di calcolo e successivo deposito dell’attestato. Non è una prestazione che può essere impostata come semplice compilazione da remoto.
ATECO 74.99.32: quando può essere usato
Il codice 74.99.32 riguarda la consulenza in materia di risorse energetiche, energie rinnovabili ed efficienza energetica secondo ATECO 2025. Può essere coerente per un professionista la cui attività prevalente è la consulenza energetica e che svolge anche certificazione energetica. Non è però il codice automatico di chiunque rediga un APE.
Ingegnere, architetto o geometra: attenzione al codice professionale
Se la certificazione energetica è una delle prestazioni di un professionista tecnico già organizzato come ingegnere, architetto, geometra o altra figura regolamentata, il codice principale può essere quello della professione esercitata. La scelta deve rappresentare ciò che genera realmente i compensi, non il nome del singolo documento consegnato al cliente.
Apertura fiscale della Partita IVA
Dopo aver definito profilo professionale e ATECO si può aprire la Partita IVA indicando l’attività corretta. Il libero professionista non iscritto come impresa segue normalmente l’apertura fiscale professionale; la presenza di una struttura imprenditoriale o di attività ulteriori può modificare gli adempimenti. La forma va quindi scelta in base all’organizzazione reale.
Se hai già una Partita IVA tecnica
Un professionista già attivo non deve necessariamente aprire una seconda Partita IVA per iniziare a redigere APE. Va verificato se l’attività rientra già nel codice professionale esistente oppure se la consulenza energetica è diventata una linea autonoma che richiede un codice secondario. Questa verifica evita duplicazioni e mantiene coerenti fatture, previdenza e dichiarazione.
Regime forfettario e coefficiente 78%
Per i principali codici professionali e tecnico-scientifici utilizzati nell’attività il coefficiente di redditività è normalmente del 78%. Con 40.000 euro di compensi il reddito lordo forfettario è 31.200 euro. Prima di applicare il coefficiente va comunque verificato il codice effettivamente adottato.
Previdenza: non iscrivere automaticamente alla Gestione Separata
La posizione previdenziale dipende dalla professione di base. Chi esercita come professionista iscritto a un ordine o collegio può ricadere nella cassa professionale della propria categoria, quando ne ricorrono i presupposti. Solo quando non esiste una cassa obbligatoria o un’altra gestione applicabile si valuta la Gestione Separata INPS.
Gestione Separata: scenario residuale
Per un libero professionista senza altra previdenza obbligatoria, la Gestione Separata applica nel 2026 il 26,07% sul reddito imponibile; nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria l’aliquota è del 24%. Non esiste il contributo minimo fisso tipico di Artigiani e Commercianti.
Assicurazione e indipendenza professionale
Prima dei primi incarichi è opportuno verificare anche copertura assicurativa e condizioni di indipendenza richieste dalla normativa. Il certificatore deve evitare situazioni incompatibili con l’imparzialità richiesta e documentare correttamente il rapporto professionale, soprattutto quando collabora con agenzie, studi tecnici, imprese o soggetti coinvolti nei lavori sull’immobile.
Strumenti e costi iniziali
Il budget può comprendere software per il calcolo energetico, firma digitale, assicurazione, aggiornamento professionale, computer, strumenti di rilievo, automobile e costi di accreditamento o deposito previsti territorialmente. Nel forfettario queste spese non vengono dedotte singolarmente: è quindi utile stimare il costo reale annuo prima di scegliere il regime.
Checklist prima del primo APE
- verificare titolo e requisiti ai sensi del D.P.R. 75/2013;
- controllare accreditamento e procedure regionali;
- individuare il codice ATECO coerente con la professione reale;
- aprire o aggiornare la Partita IVA;
- verificare regime forfettario e coefficiente;
- definire cassa professionale o Gestione Separata;
- predisporre software, firma, assicurazione e gestione documentale;
- verificare indipendenza e conflitti di interesse prima di accettare l’incarico.
Guide collegate
Approfondisci il regime forfettario per certificatori energetici, il codice ATECO, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per certificatori energetici.
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