Per aprire la Partita IVA come dentista o odontoiatra nel 2026 non basta scegliere un codice fiscale: bisogna coordinare abilitazione professionale, iscrizione all’Albo, ATECO 86.23.00, posizione ENPAM, regime fiscale, fatturazione sanitaria e Sistema Tessera Sanitaria. La procedura cambia inoltre molto tra chi collabora negli studi di altri professionisti e chi apre o gestisce un proprio studio odontoiatrico.
Prima della Partita IVA: abilitazione e Albo
L’odontoiatria è una professione sanitaria regolamentata. Per esercitare occorrono i requisiti professionali previsti e l’iscrizione all’Albo degli odontoiatri presso l’Ordine competente. La Partita IVA è il passaggio fiscale dell’attività autonoma, ma non sostituisce l’abilitazione né gli obblighi professionali e deontologici.
ATECO 86.23.00 per l’attività odontoiatrica
La classificazione ISTAT ATECO 2025 identifica con 86.23.00 – Attività odontoiatriche le cure odontoiatriche generiche e specialistiche, l’endodonzia, l’odontoiatria pediatrica, l’ortodonzia, il trattamento delle patologie del cavo orale e l’attività odontoiatrica svolta in sala operatoria.
Odontotecnico e igienista dentale hanno attività diverse
Il 86.23.00 non comprende la fabbricazione di protesi da parte dei laboratori odontotecnici né l’attività dell’igienista dentale. Se una struttura integra servizi diversi, ogni attività va classificata correttamente. Per il singolo odontoiatra la scelta dell’ATECO deve seguire le prestazioni professionali effettivamente rese.
Apertura fiscale e scelta del regime
La Partita IVA viene aperta comunicando all’Agenzia delle Entrate l’inizio dell’attività, il codice ATECO e gli altri dati richiesti. Se sono rispettati tutti i requisiti, il professionista può adottare il regime forfettario; in alternativa si applica il regime ordinario. La scelta non dovrebbe essere fatta solo confrontando il 15% con le aliquote IRPEF: per un odontoiatra contano soprattutto i costi reali dello studio e gli investimenti.
Forfettario: coefficiente del 78%
Con ATECO 86.23.00 il coefficiente di redditività è il 78%. Il sistema considera forfettariamente costi pari al 22% dei compensi. Per un collaboratore che usa strutture e attrezzature del committente questa quota può essere sufficiente; per un professionista con studio proprio, personale, materiali e laboratorio esterno i costi reali possono superarla in modo rilevante.
Iscrizione ENPAM e Quota A
La previdenza dell’odontoiatra è gestita dall’ENPAM. Gli iscritti versano la Quota A con importi annuali legati all’età. Nel 2026 gli importi ordinari indicati dall’Ente sono 304,73 euro fino a 30 anni, 591,47 euro tra 30 e 35 anni, 1.109,92 euro tra 35 e 40 anni e 2.049,83 euro dai 40 anni fino all’età pensionabile della Quota A, oltre al contributo per maternità, adozione e aborto.
Quota B sul reddito libero professionale
Il reddito prodotto con la libera professione può generare anche la Quota B. Ogni anno il professionista dichiara all’ENPAM, tramite Modello D, il reddito professionale dell’anno precedente. L’aliquota intera è il 19,5%; esistono aliquote ridotte solo per chi possiede specifici requisiti. Per il forfettario, ENPAM indica il rigo LM34 come riferimento orientativo per il reddito professionale da dichiarare quando riconducibile all’attività medica o odontoiatrica.
Sistema Tessera Sanitaria: organizzarlo dall’inizio
Gli odontoiatri rientrano tra i soggetti che trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle spese sanitarie sostenute dalle persone fisiche. È utile predisporre sin dall’apertura anagrafica pazienti, consenso e opposizione quando previsti, modalità di pagamento, corretta classificazione delle spese e calendario degli invii. Le scadenze vanno verificate annualmente perché possono cambiare.
Fatturazione sanitaria e IVA
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona possono essere esenti IVA quando ricorrono i requisiti dell’articolo 10 del DPR 633/1972. La natura sanitaria del professionista, però, non rende automaticamente esente qualsiasi servizio. Prima di impostare i documenti fiscali bisogna distinguere le prestazioni terapeutiche da eventuali servizi diversi e verificare bollo e altri elementi della fattura.
Collaborare presso uno studio altrui
Chi presta la propria attività in studi o cliniche di terzi può avere un modello leggero: nessun locale proprio, minori investimenti e compensi calcolati a giornata, a prestazione o in percentuale. Il contratto deve chiarire autonomia professionale, responsabilità cliniche, disponibilità delle attrezzature, materiali, laboratorio, coperture assicurative e modalità di fatturazione. Anche in questo modello restano ENPAM e obblighi fiscali personali.
Aprire un proprio studio odontoiatrico
L’apertura di uno studio proprio richiede controlli ulteriori rispetto alla sola Partita IVA: locale, requisiti igienico-sanitari, eventuali autorizzazioni sanitarie regionali, radioprotezione quando pertinente, gestione dei rifiuti sanitari, sicurezza, sterilizzazione, apparecchiature, personale e adempimenti verso gli enti competenti. Le procedure variano anche in base alla Regione e alla forma organizzativa, quindi vanno verificate sul territorio prima di sostenere investimenti.
Polizza professionale e protezione del rischio
L’attività sanitaria richiede una gestione attenta della responsabilità professionale. Prima dell’avvio è opportuno verificare copertura assicurativa, massimali, retroattività, eventuale tutela legale e coerenza della polizza con le prestazioni effettivamente svolte. Per chi opera in più strutture è importante sapere quali rischi sono coperti dal professionista e quali dalla struttura.
Checklist prima della prima fattura
- abilitazione e iscrizione all’Albo;
- ATECO 86.23.00 confermato;
- apertura Partita IVA e scelta del regime fiscale;
- posizione ENPAM correttamente attiva;
- valutazione Quota A e futura Quota B;
- impostazione della fatturazione sanitaria;
- organizzazione Sistema Tessera Sanitaria;
- conto dedicato e accantonamento imposte/contributi;
- polizza professionale;
- eventuali autorizzazioni e adempimenti dello studio proprio.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario per dentista e odontoiatra, il codice ATECO 86.23.00, il calcolo di tasse ed ENPAM e la guida sul commercialista per odontoiatra.
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