Il codice ATECO del dentista e dell’odontoiatra nel 2026 è 86.23.00 – Attività odontoiatriche quando l’attività consiste nell’erogazione professionale di cure odontoiatriche. La classificazione ATECO 2025 rende importante distinguere questo codice da laboratorio odontotecnico, igiene dentale, attività ospedaliere e servizi di intermediazione sanitaria.
86.23.00: definizione ufficiale ISTAT
Le note esplicative ISTAT ATECO 2025 indicano nel 86.23.00 le attività odontoiatriche e comprendono il consulto e il trattamento medico nel campo delle cure dentali. La voce copre sia odontoiatria generale sia prestazioni specialistiche.
Prestazioni comprese nel 86.23.00
- cure odontoiatriche generiche;
- endodonzia;
- odontoiatria pediatrica;
- trattamento delle patologie del cavo orale;
- ortodonzia;
- attività odontoiatriche svolte in sala operatoria;
- altre cure specialistiche coerenti con l’esercizio professionale dell’odontoiatra.
Odontotecnico: non usare il codice del dentista
ISTAT esclude dal 86.23 la fabbricazione di denti artificiali, dentiere e protesi dentarie da parte di laboratori odontotecnici, rinviando alla divisione 32.50. Un odontoiatra che prescrive o applica una protesi al paziente svolge attività sanitaria; il laboratorio che produce materialmente il dispositivo svolge invece una diversa attività economica. Questa distinzione è essenziale per ATECO, forma organizzativa e previdenza.
Igienista dentale: attività distinta
Le attività del personale paramedico odontoiatrico, tra cui gli igienisti dentali, sono escluse dal 86.23 e ricondotte da ISTAT alla classe 86.99. Il fatto che odontoiatra e igienista lavorino nello stesso studio o sullo stesso paziente non significa che debbano utilizzare lo stesso codice.
Studio odontoiatrico e attività professionale personale
Il 86.23.00 descrive la prestazione odontoiatrica. Se il professionista opera personalmente come collaboratore presso studi di terzi, il codice resta coerente con la sua attività sanitaria. Se invece viene organizzata una struttura più complessa con personale, più professionisti e servizi sanitari diversi, bisogna verificare anche la forma giuridica, le autorizzazioni della struttura e l’eventuale presenza di attività ulteriori.
Attività ospedaliera: esclusione specifica
ATECO 2025 esclude dal 86.23 le attività ospedaliere svolte in regime di ricovero, che appartengono al 86.10. La singola prestazione odontoiatrica resa da un professionista non va quindi confusa con la gestione di una struttura ospedaliera o di ricovero.
Intermediazione sanitaria: 86.97.00 è un’altra attività
ATECO 2025 contiene anche il codice 86.97.00 per i servizi di intermediazione relativi ad attività mediche, odontoiatriche e altri servizi per la salute umana, come alcune attività di prenotazione e messa in contatto. Non è il codice dell’odontoiatra che cura il paziente: descrive un modello di servizio diverso.
Ortodonzia, endodonzia e chirurgia orale non richiedono un ATECO separato
Le note ISTAT includono espressamente ortodonzia, endodonzia, odontoiatria pediatrica e attività odontoiatriche svolte in sala operatoria. Un odontoiatra che si specializza in una di queste aree non deve quindi aggiungere automaticamente un nuovo codice soltanto perché cambia il tipo di trattamento clinico. La verifica cambia se, oltre alla professione odontoiatrica, viene avviata una linea economica realmente diversa.
Collaborazioni presso cliniche e studi di terzi
Il professionista che lavora in più studi può continuare a utilizzare 86.23.00 se ciò che fattura resta una prestazione odontoiatrica personale. Il luogo in cui viene svolta la cura non cambia da solo l’ATECO. Vanno però tenuti distinti gli aspetti fiscali del professionista dalle autorizzazioni sanitarie e organizzative della struttura presso cui opera.
Studio associato, STP e società: ATECO e forma giuridica sono piani diversi
L’ATECO descrive l’attività economica, mentre studio associato, società tra professionisti o altra struttura organizzativa descrivono la forma con cui l’attività viene esercitata. La presenza di più odontoiatri non rende automaticamente necessario un codice diverso dal 86.23.00, ma può cambiare soggetto fiscale, contabilità, autorizzazioni, rapporti con ENPAM e possibilità di applicare il regime forfettario, che è riservato alle persone fisiche in possesso dei requisiti.
Coefficiente di redditività del 78%
Nel regime forfettario l’attività odontoiatrica rientra tra le attività professionali con coefficiente di redditività del 78%. Con 40.000 euro di compensi, il reddito lordo forfettario è 31.200 euro. Il coefficiente non determina la previdenza: l’odontoiatra iscritto all’Albo fa riferimento all’ENPAM, non alla Gestione Separata INPS.
ATECO ed ENPAM devono essere coerenti
Il reddito prodotto nell’esercizio della professione odontoiatrica può essere rilevante ai fini della Quota B ENPAM. L’Ente richiede annualmente la dichiarazione del reddito libero professionale mediante Modello D. Per chi utilizza il forfettario, ENPAM indica il rigo LM34 come riferimento orientativo quando il reddito è riconducibile alla professione medica o odontoiatrica.
Il codice ATECO non decide da solo l’esenzione IVA
Il 86.23.00 identifica l’attività odontoiatrica ma non sostituisce l’analisi IVA della singola prestazione. Le cure con finalità di diagnosi, cura e riabilitazione possono rientrare nell’esenzione sanitaria quando ricorrono i presupposti, mentre servizi diversi devono essere valutati per natura e finalità. ATECO, trattamento IVA e descrizione in fattura devono quindi essere coerenti ma non sono la stessa cosa.
Prestazioni sanitarie, consulenze e attività collaterali
Se l’odontoiatra affianca stabilmente all’attività clinica altre prestazioni autonome – per esempio formazione, consulenze aziendali, attività editoriali o commerciali – va verificato se si tratta di semplici attività accessorie alla professione oppure di linee di attività autonome che richiedono un secondo codice. Non conviene aggiungere codici per ogni singola prestazione occasionale, ma nemmeno usare il 86.23.00 come contenitore di servizi estranei alla cura odontoiatrica.
Come descrivere correttamente l’attività
La descrizione utilizzata in apertura e nelle fatture dovrebbe riflettere le prestazioni reali: odontoiatria generale, ortodonzia, endodonzia, chirurgia orale o altre attività cliniche coerenti con l’abilitazione professionale. Una descrizione precisa riduce il rischio di incoerenze tra ATECO, ENPAM, assicurazione professionale e autorizzazioni dello studio.
Errori da evitare
- confondere odontoiatra e odontotecnico;
- usare 86.23.00 per l’igienista dentale;
- dedurre la previdenza dal solo coefficiente fiscale;
- aggiungere codici non necessari per attività meramente accessorie;
- ignorare attività secondarie autonome e continuative;
- considerare il codice ATECO sufficiente per esercitare una professione sanitaria regolamentata.
Guide collegate
Approfondisci il regime forfettario per dentista e odontoiatra, come aprire la Partita IVA, il calcolo di tasse e contributi ENPAM e la pagina sul commercialista per odontoiatra.
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