Il calcolo delle tasse per dentista e odontoiatra in regime forfettario nel 2026 parte dal coefficiente di redditività del 78%, ma non può essere completato correttamente senza considerare la previdenza ENPAM. L’odontoiatra versa infatti la Quota A e, quando il reddito libero professionale supera la fascia già coperta, anche la Quota B. Inoltre i contributi obbligatori effettivamente versati possono ridurre la base dell’imposta sostitutiva.
Formula fiscale di base
- si prendono i compensi incassati nell’anno;
- si applica il coefficiente del 78%;
- dal reddito forfettario si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente deducibili nell’anno;
- sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% se spettante.
Il 78% non è l’aliquota della tassa
Con 30.000 euro di compensi, il reddito lordo forfettario è 23.400 euro; con 50.000 euro è 39.000 euro; con 85.000 euro è 66.300 euro. Il restante 22% rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto. L’imposta sostitutiva si applica dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori ammessi.
ENPAM Quota A 2026
La Quota A ENPAM è un contributo annuale legato all’età. Nel 2026 gli importi ordinari sono 304,73 euro fino a 30 anni, 591,47 euro da 30 a 35 anni, 1.109,92 euro da 35 a 40 anni e 2.049,83 euro dai 40 anni fino all’età pensionabile della Quota A. A questi importi si aggiunge il contributo di maternità, adozione e aborto di 84,26 euro.
ENPAM Quota B: il reddito da libera professione
La Quota B riguarda il reddito derivante dall’attività medica e odontoiatrica svolta in libera professione. L’ENPAM richiede la dichiarazione annuale tramite Modello D. Per il professionista forfettario l’Ente indica il rigo LM34 come riferimento orientativo quando il reddito è riconducibile alla professione.
Aliquota intera e aliquote ridotte
L’aliquota intera della Quota B è il 19,5%. ENPAM prevede aliquote ridotte per specifiche categorie, ma non sono una scelta libera disponibile a tutti. Chi svolge esclusivamente libera professione applica normalmente l’aliquota intera; eventuali riduzioni vanno verificate sulla posizione previdenziale concreta.
La fascia già coperta dalla Quota A
La Quota B non viene calcolata automaticamente sull’intero reddito professionale: una prima fascia è convenzionalmente coperta dalla Quota A. Per il reddito prodotto nel 2026 ENPAM indica una fascia virtuale di 5.691,90 euro per gli iscritti con meno di 40 anni o ammessi alla contribuzione ridotta di Quota A e di 10.511,95 euro per gli iscritti che hanno già compiuto 40 anni e versano la Quota A intera. Questi valori servono a stimare la quota di reddito eccedente.
Esempio con 20.000 euro di compensi
Con 20.000 euro incassati, il reddito forfettario lordo è 15.600 euro. Prima della deduzione dei contributi, l’imposta teorica sarebbe 2.340 euro al 15% o 780 euro al 5%. In una proiezione previdenziale sul reddito 2026, con aliquota Quota B intera e fascia coperta di 5.691,90 euro, la Quota B sull’eccedenza sarebbe circa 1.932,08 euro; con fascia coperta di 10.511,95 euro sarebbe circa 992,17 euro. La Quota A resta separata.
Esempio con 30.000 euro di compensi
Con 30.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. L’imposta teorica prima dei contributi è 3.510 euro al 15% o 1.170 euro al 5%. La Quota B orientativa, usando l’aliquota intera del 19,5%, è circa 3.453,08 euro sulla parte eccedente 5.691,90 euro oppure circa 2.513,17 euro sulla parte eccedente 10.511,95 euro.
Esempio con 50.000 euro di compensi
Con 50.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è 39.000 euro. L’imposta teorica prima della deduzione previdenziale è 5.850 euro al 15% o 1.950 euro al 5%. La Quota B economica stimata sull’eccedenza rispetto a 5.691,90 euro è circa 6.495,08 euro; con fascia iniziale di 10.511,95 euro è circa 5.555,17 euro.
Esempio con 80.000 e 85.000 euro
Con 80.000 euro, il reddito lordo forfettario è 62.400 euro; con 85.000 euro è 66.300 euro. Prima dei contributi, l’imposta al 15% sarebbe rispettivamente 9.360 e 9.945 euro, mentre al 5% sarebbe 3.120 e 3.315 euro. La stima previdenziale deve essere effettuata separatamente applicando la fascia Quota A pertinente e l’aliquota Quota B spettante.
Perché questi esempi non coincidono con gli F24 dell’anno
La Quota B viene dichiarata e versata sulla base del reddito dell’anno precedente. Perciò i contributi effettivamente pagati nel 2026 possono riferirsi al reddito professionale 2025, mentre le simulazioni precedenti mostrano la dimensione economica della previdenza collegata al reddito 2026. Anche la deduzione fiscale segue i contributi obbligatori effettivamente versati nell’anno. Per ottenere il carico fiscale reale bisogna quindi ricostruire il calendario dei versamenti, non soltanto moltiplicare il reddito 2026 per un’aliquota.
Studio proprio: il costo reale può cambiare la convenienza
Il forfettario presume costi del 22%. Per un odontoiatra con studio proprio possono incidere molto materiali, laboratorio protesico, assistente alla poltrona, segreteria, affitto, leasing, apparecchiature, manutenzione, sterilizzazione, software e assicurazioni. Se i costi effettivi superano stabilmente la quota presunta, il risparmio fiscale nominale può ridursi o scomparire rispetto all’ordinario.
Collaboratore: struttura di costo diversa
Chi collabora presso studi altrui può avere costi diretti inferiori e una maggiore coerenza economica con il coefficiente del 78%. Restano però da considerare ENPAM, assicurazione, formazione, trasferte, strumenti personali e periodi non fatturati. Per confrontare due regimi bisogna partire dal margine reale, non solo dal fatturato.
Accantonare imposte e contributi
Separare una quota degli incassi per imposta sostitutiva, Quota B futura e altri versamenti evita di considerare disponibile liquidità che servirà nei mesi successivi. È utile predisporre una previsione almeno trimestrale con compensi incassati, reddito forfettario, contributi già pagati, Quota B stimata e acconti fiscali.
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