Un commercialista per dentista e odontoiatra nel 2026 deve conoscere una combinazione di regole fiscali, previdenziali e sanitarie che rende questa professione diversa da un generico libero professionista. ATECO 86.23.00, coefficiente forfettario del 78%, ENPAM Quota A e Quota B, Sistema Tessera Sanitaria, prestazioni esenti IVA, costi dello studio e collaborazioni professionali devono essere gestiti in modo coordinato.
Il primo controllo: odontoiatra collaboratore o studio proprio
Prima ancora del regime fiscale, il commercialista dovrebbe capire come viene svolta l’attività. Un odontoiatra che collabora in studi di terzi può avere costi contenuti e fatturare compensi professionali alla struttura. Chi gestisce un proprio studio sostiene invece locali, attrezzature, sterilizzazione, materiali, laboratorio protesico, personale, software, rifiuti sanitari, manutenzioni e assicurazioni. La stessa professione può quindi avere margini economici molto diversi.
ATECO 86.23.00 e controllo delle attività effettive
Le note ISTAT ATECO 2025 identificano il 86.23.00 per le attività odontoiatriche. Il commercialista deve distinguere la prestazione sanitaria dell’odontoiatra dalla produzione di protesi del laboratorio odontotecnico, dalle attività dell’igienista dentale e da eventuali attività collaterali autonome. La guida sul codice ATECO per dentista e odontoiatra approfondisce queste differenze.
Forfettario: il 78% va confrontato con i costi reali
Con coefficiente del 78%, il regime forfettario presume costi pari al 22% dei compensi. Un odontoiatra che fattura 60.000 euro genera un reddito lordo forfettario di 46.800 euro, indipendentemente dal costo effettivo dei materiali, del laboratorio e dello studio. Per questo il commercialista dovrebbe ricostruire almeno una volta l’anno il margine reale e confrontarlo con il costo presunto riconosciuto dal forfettario.
ENPAM Quota A: importi e calendario
La Quota A ENPAM varia in base all’età. Nel 2026 gli importi ordinari indicati dall’Ente sono 304,73 euro fino a 30 anni, 591,47 euro tra 30 e 35 anni, 1.109,92 euro tra 35 e 40 anni e 2.049,83 euro dai 40 anni fino all’età pensionabile della Quota A, oltre al contributo maternità, adozione e aborto. Il commercialista deve considerare questi versamenti nella pianificazione fiscale e nella deducibilità dei contributi obbligatori.
ENPAM Quota B e Modello D
La Quota B riguarda il reddito libero professionale. Ogni anno l’odontoiatra deve verificare il reddito da dichiarare tramite Modello D. Per il forfettario, ENPAM indica il rigo LM34 come riferimento orientativo quando il reddito è riconducibile all’attività professionale. La Quota B viene calcolata sulla parte di reddito che eccede la fascia convenzionalmente già coperta dalla Quota A.
Aliquota Quota B: evitare automatismi
L’aliquota intera è il 19,5%. Esistono aliquote ridotte per specifiche situazioni previdenziali e lavorative, ma non spettano automaticamente a ogni odontoiatra. Il commercialista deve verificare la posizione ENPAM personale, eventuali altre forme obbligatorie e i requisiti previsti prima di stimare i contributi.
Sistema Tessera Sanitaria
Gli odontoiatri sono tra i soggetti che trasmettono le spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria per la dichiarazione precompilata. La gestione deve comprendere corretta anagrafica del paziente, dati del documento fiscale, modalità di pagamento, eventuali rimborsi e opposizioni previste. Scadenze e specifiche tecniche vanno controllate ogni anno e integrate nel calendario dello studio.
Prestazioni sanitarie esenti IVA: serve una verifica per natura
Le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio di professioni sanitarie possono essere esenti IVA quando ricorrono i presupposti dell’articolo 10 del DPR 633/1972. Non è sufficiente guardare al titolo professionale: servizi non terapeutici, attività collaterali o prestazioni di natura diversa possono richiedere un trattamento fiscale differente. Il commercialista dovrebbe quindi costruire una mappa delle principali prestazioni fatturate.
Bollo, fatture e documentazione dei pagamenti
Le fatture devono essere impostate correttamente rispetto a regime fiscale, IVA, bollo e trasmissione sanitaria. Anche la tracciabilità dei pagamenti può essere rilevante per il paziente ai fini della detrazione della spesa. Il flusso amministrativo dello studio dovrebbe quindi collegare agenda, incasso, documento fiscale e successiva trasmissione al Sistema TS.
Laboratorio odontotecnico e materiali
Protesi, dispositivi, materiali e lavorazioni esterne possono incidere molto sul margine. Nel forfettario non vengono dedotti analiticamente, mentre nel regime ordinario possono essere trattati secondo le regole applicabili. Un commercialista che segue uno studio odontoiatrico dovrebbe monitorare il rapporto tra compensi e costi del laboratorio, perché è uno dei dati che può cambiare la convenienza del regime.
Personale, collaboratori e organizzazione dello studio
Assistenti alla poltrona, segreteria, igienisti, altri odontoiatri e collaboratori generano costi e adempimenti differenti. La presenza di personale può incidere anche sui requisiti del regime forfettario quando vengono superati i limiti previsti per spese di lavoro dipendente e assimilato. Contratti, paghe, assicurazioni e responsabilità devono essere coordinati con la struttura effettiva dello studio.
Acquisto di attrezzature e convenienza fiscale
Riuniti, radiologia, scanner intraorali, sterilizzatrici, software e altri investimenti possono avere valori importanti. Nel forfettario l’acquisto non produce una deduzione analitica del costo né il normale recupero dell’IVA sugli acquisti. Prima di un investimento rilevante è quindi utile simulare il carico fiscale complessivo dei diversi regimi su più anni.
Esempio di pianificazione con 50.000 euro
Con 50.000 euro di compensi e coefficiente 78%, il reddito lordo forfettario è 39.000 euro. Da qui il commercialista deve considerare i contributi ENPAM obbligatori effettivamente deducibili e determinare la base dell’imposta sostitutiva. La pagina sul calcolo tasse del dentista mostra anche il ruolo della Quota A, della Quota B e del diverso momento in cui i contributi vengono versati.
Controlli da fare durante l’anno
- incassi e soglie del regime forfettario;
- costi reali dello studio rispetto al 22% presunto;
- Quota A pagata e Quota B stimata;
- scadenza e correttezza del Modello D;
- trasmissioni Sistema Tessera Sanitaria;
- trattamento IVA delle diverse prestazioni;
- spese di personale e collaboratori;
- investimenti programmati;
- saldo e acconti fiscali;
- eventuale passaggio al regime ordinario.
Guide collegate
Per completare l’inquadramento consulta il regime forfettario per dentista e odontoiatra, la guida su come aprire la Partita IVA e il codice ATECO 86.23.00.
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