Per aprire Partita IVA come elettrauto nel 2026 occorre distinguere il nome con cui l’attività viene presentata ai clienti dall’abilitazione prevista dalla legge. Oggi l’elettrauto non costituisce più una sezione autonoma dell’autoriparazione: la vecchia attività elettrica/elettronica è confluita nella meccatronica. Il codice ATECO 2025 di riferimento è 95.31.10.
In pratica, chi vuole aprire un’officina specializzata in diagnosi e riparazioni elettriche ed elettroniche deve predisporre Partita IVA, Registro Imprese, posizione previdenziale e regime fiscale, ma anche verificare il responsabile tecnico e presentare la SCIA per meccatronica al SUAP competente.
Cosa serve per aprire un elettrauto nel 2026
- definire le lavorazioni effettivamente offerte;
- confermare ATECO 95.31.10;
- verificare i requisiti professionali per la meccatronica;
- individuare il responsabile tecnico della sede;
- verificare idoneità dei locali e degli impianti;
- presentare la SCIA al SUAP;
- aprire la Partita IVA e iscrivere l’impresa al Registro Imprese;
- verificare l’iscrizione all’Albo Artigiani;
- aprire la posizione INPS e le altre posizioni obbligatorie;
- scegliere il regime fiscale e impostare fatturazione e contabilità.
ATECO 95.31.10: il codice dell’elettrauto oggi
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT attribuiscono al 95.31.10 la riparazione e manutenzione meccanica, elettrica ed elettronica di autoveicoli.
Per chi si specializza come elettrauto sono comprese, in particolare, riparazioni elettriche, sistemi di iniezione elettronica, diagnostica meccatronica e installazione o riparazione di parti elettriche ed elettroniche non incluse nel processo di fabbricazione.
Perché elettrauto e meccanico hanno lo stesso codice
Il 95.31.10 non distingue più l’officina meccanica dall’elettrauto perché la riparazione moderna integra sempre più componenti meccanici ed elettronici. La diagnosi di un guasto può richiedere contemporaneamente misure elettriche, lettura delle centraline e interventi su componenti meccanici collegati.
Questo non significa che ogni officina debba presentarsi allo stesso modo. Un elettrauto può mantenere una specializzazione commerciale precisa su diagnosi, impianti elettrici ed elettronica; fiscalmente e professionalmente, però, l’inquadramento di base è quello della meccatronica. Per la parte più generale puoi confrontare la guida su come aprire Partita IVA da meccanico.
La Legge 224/2012 ha unificato elettrauto e meccanica
La Legge 224/2012 ha modificato la disciplina dell’autoriparazione e dal 5 gennaio 2013 distingue le attività in tre sezioni: meccatronica, carrozzeria e gommista. La meccatronica riunisce le precedenti sezioni meccanica-motoristica ed elettrauto.
Per una nuova apertura nel 2026 non esiste quindi un percorso autorizzativo separato “elettrauto”: il responsabile tecnico deve possedere i requisiti richiesti per la meccatronica.
Le vecchie imprese solo elettrauto: termine ormai scaduto
Le imprese storiche rimaste abilitate soltanto alla vecchia sezione elettrauto hanno avuto più proroghe per adeguarsi. L’ultima scadenza è stata fissata al 5 luglio 2026. Il termine è ormai trascorso e le Camere di commercio stanno applicando i provvedimenti previsti alle imprese non regolarizzate.
Questo aspetto è particolarmente importante in caso di acquisto, subentro o continuazione di una vecchia officina: prima di trasferire l’attività va controllato che la posizione professionale risulti effettivamente abilitata alla meccatronica.
Responsabile tecnico: chi può esserlo
Il responsabile tecnico deve possedere i requisiti tecnico-professionali previsti per l’autoriparazione ed essere inserito nell’impresa. Può ricoprire il ruolo, se qualificato, il titolare, un socio lavorante, un amministratore, un collaboratore familiare o un dipendente/preposto.
Non è sufficiente nominare un consulente esterno che non abbia un rapporto effettivo con l’impresa. Prima di aprire la Partita IVA è quindi prudente verificare i documenti e l’esperienza del soggetto che dovrà abilitare l’officina.
SCIA al SUAP
Per iniziare l’attività di autoriparazione si presenta una SCIA al SUAP competente per ogni sede operativa. La Camera di Commercio di Sondrio indica che la pratica viene trasmessa tramite Comunicazione Unica contestualmente all’avvio presso il Registro Imprese.
In base ai locali e alle attrezzature possono inoltre essere necessari adempimenti su impatto acustico, prevenzione incendi, rifiuti e sicurezza. È utile verificarli prima di scegliere definitivamente la sede.
Regime forfettario: coefficiente 40%
Se il titolare rispetta i requisiti generali, l’attività può applicare il forfettario entro la soglia ordinaria di 85.000 euro di ricavi percepiti. Il coefficiente è 40%: con 50.000 euro di incassi il reddito forfettario lordo è 20.000 euro.
Il restante 60% rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario. Non vengono quindi dedotti analiticamente tester, strumenti diagnostici, ricambi elettronici, batterie, attrezzature o software.
Imposta al 5% o al 15%
L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%. Il 5% può spettare nel periodo agevolato iniziale soltanto se sono rispettate le condizioni previste per le nuove attività. Una nuova Partita IVA o un nuovo locale non bastano, da soli, a garantire l’aliquota ridotta.
INPS Artigiani 2026
Quando l’attività è esercitata con i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è la Gestione Artigiani. La Circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale a 18.808 euro, il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro e l’aliquota al 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro.
I forfettari in possesso dei requisiti possono chiedere il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%, valutandone anche gli effetti sull’accredito previdenziale.
Quanto costa aprire un elettrauto
La sola apertura fiscale è una parte limitata dell’investimento. Un’officina specializzata può richiedere locali idonei, strumenti di diagnosi, tester, caricabatterie e avviatori, attrezzature per impianti elettrici, software e abbonamenti tecnici, ricambi, assicurazioni e personale.
Prima di scegliere il forfettario è utile stimare sia il peso dei costi reali sia l’IVA sugli investimenti che nel regime non viene normalmente recuperata.
Checklist prima dell’apertura
- definisci la specializzazione elettrica/elettronica;
- conferma ATECO 95.31.10;
- verifica l’abilitazione alla meccatronica;
- controlla responsabile tecnico e requisiti;
- verifica locali e adempimenti SUAP;
- presenta SCIA e pratica camerale;
- apri Partita IVA, Registro Imprese, Albo Artigiani e INPS quando dovuti;
- confronta forfettario e ordinario sui costi previsti;
- imposta fatturazione, incassi e gestione documentale.
Guide collegate
Dopo l’apertura consulta il regime forfettario elettrauto, il codice ATECO 95.31.10, il calcolo tasse elettrauto e la guida al commercialista per elettrauto.
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