Per il calcolo delle tasse di un elettrauto in regime forfettario nel 2026 bisogna applicare agli incassi il coefficiente di redditività del 40%, calcolare i contributi INPS Artigiani quando dovuti e solo dopo applicare l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% se spettante.
L’elettrauto oggi rientra nella meccatronica e utilizza ATECO 95.31.10, lo stesso dell’officina meccanica. Il coefficiente fiscale resta 40%: non va modificato perché la classificazione ATECO 2025 ha riunito nella stessa voce riparazioni meccaniche, elettriche ed elettroniche.
Dati 2026 per il calcolo elettrauto
- ATECO: 95.31.10;
- coefficiente: 40%;
- soglia ordinaria forfettario: 85.000 euro di ricavi percepiti;
- uscita immediata: oltre 100.000 euro percepiti;
- minimale INPS Artigiani 2026: 18.808 euro;
- contributo minimo annuo: 4.521,36 euro;
- aliquota INPS: 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro;
- imposta sostitutiva: 15% oppure 5% quando spettante.
Formula del calcolo
- ricavi incassati × 40% = reddito forfettario lordo;
- reddito lordo − contributi previdenziali obbligatori deducibili = base dell’imposta;
- base dell’imposta × 15% oppure 5% = imposta sostitutiva.
Le istruzioni del quadro LM dell’Agenzia delle Entrate sono il riferimento dichiarativo per il reddito determinato in regime forfettario.
INPS Artigiani 2026
Quando l’officina ha i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è la Gestione Artigiani. La Circolare INPS n. 14/2026 fissa minimale 18.808 euro e contributo minimo annuo 4.521,36 euro.
Sulla quota sopra il minimale si applica il 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro; oltre tale soglia l’aliquota pensionistica aumenta di un punto. Gli esempi seguenti ipotizzano iscrizione per l’intero anno e nessuna agevolazione personale ulteriore.
Quando si supera il minimale INPS
Con coefficiente del 40%, il reddito forfettario raggiunge il minimale di 18.808 euro quando gli incassi arrivano a circa 47.020 euro.
Sotto questo livello, nell’ipotesi di iscrizione artigiana per tutto l’anno, il reddito fiscale resta inferiore al minimale ma continua a essere dovuto il contributo minimo, salvo agevolazioni o situazioni particolari.
Esempio con 20.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 8.000 euro. Contributi minimi indicativi: 4.521,36 euro. Base dell’imposta: 3.478,64 euro. Imposta sostitutiva: circa 521,80 euro al 15% oppure 173,93 euro al 5%.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 12.000 euro. I contributi restano 4.521,36 euro nell’ipotesi ordinaria. La base fiscale è 7.478,64 euro e l’imposta è circa 1.121,80 euro al 15% oppure 373,93 euro al 5%.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 20.000 euro. Sulla quota di 1.192 euro che supera il minimale maturano circa 286,08 euro di contributi aggiuntivi. I contributi complessivi indicativi sono 4.807,44 euro. La base dell’imposta è 15.192,56 euro e l’imposta è circa 2.278,88 euro al 15% oppure 759,63 euro al 5%.
Esempio con 80.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 32.000 euro. Contributi indicativi: circa 7.687,44 euro. Base dell’imposta: 24.312,56 euro. Imposta: circa 3.646,88 euro al 15% oppure 1.215,63 euro al 5%.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 34.000 euro. Contributi indicativi: circa 8.167,44 euro. Base dell’imposta: 25.832,56 euro. Imposta: circa 3.874,88 euro al 15% oppure 1.291,63 euro al 5%.
Tabella riepilogativa
| Ricavi | Reddito 40% | Contributi indicativi | Imposta 15% |
|---|---|---|---|
| 20.000 € | 8.000 € | 4.521,36 € | 521,80 € |
| 30.000 € | 12.000 € | 4.521,36 € | 1.121,80 € |
| 50.000 € | 20.000 € | 4.807,44 € | 2.278,88 € |
| 80.000 € | 32.000 € | 7.687,44 € | 3.646,88 € |
| 85.000 € | 34.000 € | 8.167,44 € | 3.874,88 € |
Riduzione INPS del 35%
I forfettari iscritti alla Gestione Artigiani possono chiedere, quando ne ricorrono i requisiti, la riduzione contributiva del 35%. Contributi inferiori significano però anche una minore deduzione dal reddito fiscale e possono incidere sull’accredito previdenziale.
Imposta al 5%: quando spetta
Il 5% non dipende dal fatto che l’officina sia appena aperta: occorre rispettare tutte le condizioni previste per le nuove attività, compresa la verifica dell’eventuale prosecuzione di attività precedente.
Diagnostica e attrezzature: costi che non si deducono analiticamente
Un elettrauto moderno può sostenere costi per strumenti di diagnosi, tester, oscilloscopi, software e abbonamenti tecnici, batterie e ricambi elettrici/elettronici. Nel forfettario queste spese non riducono una per una il reddito fiscale.
Il coefficiente del 40% presume costi pari al 60% dei ricavi. Per capire se il regime è conveniente bisogna confrontare questa percentuale con la struttura reale dei costi.
Batterie e componenti: il margine reale cambia molto
Due lavori con lo stesso importo fatturato possono avere margini molto diversi. Una diagnosi con poco materiale può generare soprattutto valore di manodopera, mentre la sostituzione di batterie, alternatori, motorini di avviamento, centraline o altri componenti può incorporare un costo di acquisto elevato.
Nel forfettario il reddito resta comunque il 40% dell’incasso. Per questo è utile tenere una contabilità gestionale interna dei ricambi e del margine, anche se fiscalmente non è richiesta la deduzione analitica.
Software e abbonamenti tecnici ricorrenti
Le officine specializzate nella diagnostica possono sostenere costi ricorrenti per aggiornamenti, licenze software, banche dati e servizi tecnici. Queste spese incidono sul margine economico ma non riducono direttamente il reddito forfettario. Vanno quindi incluse nella verifica annuale di convenienza del regime.
IVA sugli acquisti e investimenti
Nel forfettario l’IVA sugli acquisti non viene normalmente recuperata. Attrezzature diagnostiche, software, componenti e strumenti di valore elevato vanno quindi valutati anche per l’IVA che rimane incorporata nel costo.
Nel forfettario contano gli incassi
Il reddito segue il principio di cassa. Per soglie e tassazione contano le somme effettivamente percepite nell’anno, non soltanto le fatture emesse. Questo può essere rilevante quando l’officina lavora con flotte, concessionari o clienti aziendali.
Personale e limite delle spese di lavoro
Se l’officina utilizza dipendenti o collaboratori, oltre a paghe, INPS, INAIL e sicurezza va verificato anche il limite delle spese di lavoro previsto dal regime forfettario. Il costo del personale non viene dedotto analiticamente dal reddito calcolato con il 40%.
Errori frequenti
- applicare il 15% direttamente ai ricavi;
- usare un coefficiente diverso dal 40%;
- dimenticare il contributo minimo INPS;
- confondere fatture e incassi;
- dedurre analiticamente strumenti e ricambi nel forfettario;
- ignorare l’IVA non recuperabile sugli investimenti;
- applicare automaticamente il 5% o la riduzione INPS del 35%.
Guide collegate e calcolatore
Prima del calcolo verifica il codice ATECO elettrauto e l’inquadramento meccatronico. Consulta anche come aprire Partita IVA elettrauto, il regime forfettario elettrauto, la guida al commercialista per elettrauto e il calcolatore generale del regime forfettario.
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