Un commercialista per elettrauto nel 2026 deve sapere che “elettrauto” è ancora una specializzazione molto usata nel mercato, ma dal punto di vista dell’autoriparazione l’abilitazione oggi è meccatronica. Il codice ATECO di riferimento è 95.31.10 e il coefficiente di redditività del regime forfettario è il 40%.
La gestione fiscale deve quindi essere coordinata con SCIA, responsabile tecnico, iscrizione artigiana e struttura reale dell’officina. Inoltre strumenti diagnostici, software, componenti elettrici ed elettronici, batterie, attrezzature e personale possono incidere molto sulla convenienza del forfettario.
Cosa deve verificare il commercialista prima dell’apertura
- specializzazione effettiva dell’officina;
- ATECO 95.31.10;
- abilitazione alla meccatronica;
- responsabile tecnico e requisiti professionali;
- SCIA al SUAP e pratica camerale;
- forma dell’impresa e iscrizione all’Albo Artigiani;
- posizione INPS ed eventuali ulteriori obblighi;
- regime fiscale più conveniente;
- investimenti in diagnostica e attrezzature;
- eventuali attività secondarie o commercio autonomo di ricambi.
ATECO 95.31.10: elettrico, elettronico e meccanico insieme
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT comprendono nel 95.31.10 riparazioni meccaniche, elettriche ed elettroniche, sistemi di iniezione elettronica, diagnostica meccatronica e installazione di parti e accessori elettrici/elettronici non compresi nella fabbricazione del veicolo.
Il commercialista deve quindi evitare di cercare un codice separato soltanto perché il cliente si presenta come elettrauto. La specializzazione può restare commerciale e tecnica; il codice fiscale di base è condiviso con la meccatronica dell’officina.
Elettrauto e meccanico: come evitare doppioni fiscali
Il meccanico e l’elettrauto utilizzano lo stesso ATECO 95.31.10. Non ha quindi senso aprire due codici uguali per descrivere due specializzazioni interne della stessa impresa.
Se l’officina svolge entrambe le componenti, si mantiene lo stesso codice e si verifica l’abilitazione meccatronica. Le guide dedicate al commercialista per meccanico approfondiscono l’organizzazione generale dell’officina; questa pagina resta focalizzata sulle lavorazioni elettriche ed elettroniche e sui relativi costi.
Dal vecchio elettrauto alla meccatronica
La Legge 224/2012 ha unificato le precedenti sezioni meccanica-motoristica ed elettrauto nella meccatronica. Per le nuove imprese il responsabile tecnico deve quindi possedere i requisiti della sezione unificata.
Le vecchie imprese abilitate soltanto come elettrauto hanno avuto un periodo transitorio di adeguamento, prorogato da ultimo fino al 5 luglio 2026. Il termine è ormai scaduto e le Camere di commercio hanno avviato i provvedimenti previsti per le posizioni non regolarizzate.
SCIA e responsabile tecnico
L’apertura dell’officina richiede una SCIA al SUAP per la sede operativa e un responsabile tecnico con i requisiti professionali. Le indicazioni camerali collegano la SCIA alla pratica al Registro Imprese tramite Comunicazione Unica.
Il responsabile tecnico deve essere inserito effettivamente nell’impresa e non può essere un consulente esterno incaricato solo formalmente. Il commercialista deve quindi chiedere subito chi ricoprirà il ruolo e con quali requisiti.
Regime forfettario e coefficiente 40%
Nel forfettario il reddito fiscale è il 40% degli incassi. Con 60.000 euro di ricavi percepiti, il reddito lordo è 24.000 euro. Dal reddito si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva.
Il 60% residuo rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario. Non vengono quindi dedotti uno per uno strumenti diagnostici, ricambi elettronici, software, batterie, attrezzature, affitto o energia.
INPS Artigiani 2026
Quando l’impresa ha i requisiti artigiani, il riferimento è la Gestione Artigiani INPS. La Circolare INPS n. 14/2026 stabilisce un minimale di reddito di 18.808 euro, un contributo minimo annuo di 4.521,36 euro e un’aliquota del 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro.
Con coefficiente del 40%, il reddito forfettario supera il minimale soltanto oltre circa 47.020 euro di ricavi. Il commercialista deve quindi tenere distinto il reddito fiscale dal minimale contributivo.
Riduzione INPS del 35%
Il titolare forfettario può richiedere, se ne possiede i requisiti, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. La scelta deve considerare sia il risparmio corrente sia gli effetti sull’accredito previdenziale e sulla deduzione dei contributi dal reddito.
Diagnostica, software e abbonamenti tecnici
L’officina elettrica/elettronica può richiedere una dotazione tecnologica rilevante: strumenti di diagnosi, tester, oscilloscopi, software, aggiornamenti, banche dati tecniche e strumenti specifici.
Questi costi non vengono dedotti analiticamente nel forfettario. Il commercialista dovrebbe quindi confrontare il loro peso reale con il 60% di costi implicitamente riconosciuto dal coefficiente.
Ricambi elettrici, elettronici e batterie
Alternatori, motorini di avviamento, sensori, centraline, cablaggi, batterie e altri componenti possono avere costi molto variabili. Se l’officina acquista e installa il ricambio nell’ambito della riparazione, il costo non viene sottratto analiticamente dal reddito forfettario.
Una vera attività autonoma di commercio al dettaglio o online di componenti va invece valutata separatamente per codice ATECO e trattamento fiscale.
IVA sugli investimenti
Nel forfettario l’IVA sugli acquisti non viene normalmente recuperata. Prima di acquistare strumenti diagnostici o attrezzature costose è utile simulare il costo complessivo nel forfettario e confrontarlo con un regime ordinario o semplificato.
Dipendenti e collaboratori
Se l’officina impiega personale, il commercialista deve coordinare paghe, INPS, INAIL e gli altri obblighi di lavoro. Per il forfettario va inoltre verificato il limite delle spese di lavoro e le altre cause di esclusione dal regime.
Cosa dovrebbe comprendere la gestione annuale
- controllo dei requisiti del forfettario;
- monitoraggio degli incassi e delle soglie;
- fatturazione elettronica;
- calcolo contributi INPS;
- saldo e acconti dell’imposta sostitutiva;
- dichiarazione dei redditi;
- verifica delle attività secondarie;
- coordinamento delle variazioni camerali e previdenziali;
- confronto periodico tra costi reali e 60% presunto;
- pianificazione di investimenti e liquidità fiscale.
Errori da evitare
- trattare l’elettrauto come se fosse ancora una sezione professionale autonoma;
- aprire senza verificare l’abilitazione meccatronica;
- duplicare codici ATECO per meccanica ed elettrauto quando l’attività è la stessa 95.31.10;
- ignorare la SCIA e il responsabile tecnico;
- usare valori INPS non aggiornati;
- scegliere il forfettario senza valutare diagnostica, ricambi e IVA sugli investimenti.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario elettrauto, come aprire Partita IVA elettrauto, il codice ATECO 95.31.10 e il calcolo tasse elettrauto.
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