Per aprire la Partita IVA come Energy Manager nel 2026 bisogna prima chiarire quale attività verrà svolta in autonomia. La consulenza sulla gestione delle risorse energetiche, sulle rinnovabili e sull’efficienza è normalmente collegata al codice ATECO 74.99.32; progettazione tecnica, diagnosi regolamentate, certificazioni, installazione o vendita di energia possono richiedere verifiche ulteriori.
Quando serve la Partita IVA
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene svolta con abitualità. Un Energy Manager esterno che segue stabilmente imprese o enti, fattura consulenze ricorrenti, analizza consumi o costruisce piani di efficientamento svolge normalmente un’attività professionale continuativa e deve impostare la posizione fiscale coerentemente.
Non esiste una soglia generale di 5.000 euro sotto la quale una professione abituale può essere esercitata senza Partita IVA. Quel valore è spesso confuso con specifiche regole previdenziali del lavoro autonomo occasionale e non sostituisce il criterio fiscale dell’abitualità.
ATECO 74.99.32: il codice della consulenza energetica
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT includono nel 74.99.32 la consulenza in materia di risparmio energetico e gestione di risorse energetiche, biomasse, energia eolica, idrica e solare. È quindi il primo codice da verificare per l’Energy Manager che lavora come consulente autonomo.
Se però il professionista svolge anche progettazione impiantistica, consulenza ambientale, attività da ESCo, certificazione energetica o altre prestazioni autonome, può essere necessario aggiungere codici secondari. La guida al codice ATECO dell’Energy Manager analizza i principali confini.
Energy Manager ed EGE: cosa cambia prima di aprire
L’articolo 19 della Legge 10/1991 definisce il responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, cioè l’Energy Manager. L’EGE, invece, è una qualifica professionale certificata secondo la UNI CEI 11339.
La certificazione EGE è volontaria come qualifica personale e non costituisce un requisito generale per aprire la Partita IVA come consulente energetico. Può però essere richiesta o diventare rilevante per specifici servizi regolati e nelle procedure di affidamento. La FIRE raccomanda in particolare l’EGE per gli Energy Manager esterni, che svolgono normalmente un ruolo più tecnico.
Nomina Energy Manager: quando riguarda il cliente
La procedura FIRE riguarda le organizzazioni che nominano il responsabile. L’obbligo scatta, sulla base dei consumi dell’anno precedente, oltre 10.000 tep nel settore industriale e oltre 1.000 tep nei settori civile, terziario e trasporti. La comunicazione annuale va effettuata entro il 30 aprile tramite NEMO.
Per il professionista esterno questo significa che la nomina può essere uno degli incarichi ricevuti, ma non coincide con l’apertura della Partita IVA. Un consulente può lavorare anche per organizzazioni sotto soglia o svolgere altri servizi energetici senza essere formalmente il loro Energy Manager nominato.
Diagnosi energetiche ed EGE certificato
Prima di inserire la diagnosi energetica tra i servizi commercializzati bisogna distinguere la consulenza generica dalle diagnosi soggette a specifici obblighi. Il D.Lgs. 102/2014, come modificato, richiede per le diagnosi energetiche obbligatorie previste dalla disciplina l’intervento di soggetti certificati secondo gli schemi applicabili, tra cui EGE ed ESCo.
Se questo servizio fa parte dell’attività, la qualifica professionale e la corretta descrizione contrattuale diventano quindi elementi da verificare prima della prima fattura.
Come aprire fiscalmente la posizione
Per il professionista persona fisica l’apertura avviene normalmente tramite il modello AA9/12, indicando attività, codice ATECO e regime fiscale. L’attribuzione della Partita IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate non ha un costo amministrativo; possono invece esserci costi di consulenza, previdenza, certificazione e organizzazione professionale.
Costi iniziali e ricorrenti da mettere a budget
Un Energy Manager autonomo può sostenere spese per formazione e aggiornamento, certificazione EGE quando scelta o necessaria per determinati incarichi, assicurazione professionale, software di monitoraggio e analisi energetica, strumenti, trasferte, banche dati e servizi specialistici. Se svolge anche attività tecnica riservata possono aggiungersi Ordine professionale, Cassa e polizza collegata alla professione.
Queste spese sono importanti anche nella scelta del regime fiscale. Nel forfettario i costi reali non sono dedotti analiticamente: il margine effettivo deve quindi essere confrontato con il reddito presunto dal coefficiente del 78%.
Regime forfettario: soglie e coefficiente
Il forfettario può essere utilizzato se sono rispettati tutti i requisiti previsti. La soglia ordinaria è 85.000 euro di ricavi o compensi; oltre 100.000 euro operano le regole di uscita immediata. Per il 74.99.32 il coefficiente è 78%. Il D.Lgs. 81/2025 mantiene nel 2026 il raccordo transitorio con i coefficienti della tabella vigente.
L’imposta sostitutiva è normalmente del 15% e può scendere al 5% nei primi cinque periodi d’imposta quando ricorrono realmente le condizioni previste per una nuova attività. Non basta che la Partita IVA sia appena aperta.
Gestione Separata o Inarcassa?
Per il consulente energetico senza Cassa professionale, la previdenza ordinaria è la Gestione Separata INPS. Nel 2026 la circolare INPS n. 8 prevede il 26,07% per i professionisti non pensionati e senza altra copertura obbligatoria e il 24% nei casi previsti per chi è già assicurato o pensionato.
Se l’Energy Manager è un ingegnere o architetto iscritto all’Albo e la consulenza energetica è connessa alle competenze della professione tecnica, bisogna verificare l’iscrizione a Inarcassa prima di aprire la Gestione Separata. L’inquadramento previdenziale dipende dalla posizione concreta e non dal solo ATECO 74.99.32.
Contratto: distinguere ruolo e servizi aggiuntivi
Nel contratto con il cliente conviene separare l’eventuale incarico di Energy Manager dalle altre prestazioni: analisi dei dati, sistemi di monitoraggio, diagnosi, supporto a ISO 50001, studi di fattibilità, assistenza su incentivi e progettazione possono avere contenuto e responsabilità differenti.
La separazione aiuta anche fiscalmente. Se alcune attività richiedono codici diversi o sono prestazioni professionali tecniche soggette a una diversa previdenza, è più semplice gestirle correttamente quando sono individuate fin dall’incarico e dalla fattura.
Fatturazione verso imprese e Pubblica Amministrazione
L’Energy Manager autonomo emette fattura elettronica secondo le regole generali applicabili. Nel forfettario non addebita normalmente l’IVA e deve gestire correttamente bollo e descrizione della prestazione. Nei rapporti con enti pubblici possono essere richiesti ulteriori riferimenti amministrativi collegati all’affidamento e al contratto.
Checklist prima di iniziare
- definire i servizi che verranno realmente fatturati;
- distinguere Energy Manager, EGE, diagnosi e progettazione;
- verificare ATECO principale ed eventuali codici secondari;
- aprire la Partita IVA con AA9/12;
- valutare certificazione EGE quando utile o richiesta per i servizi offerti;
- verificare accesso e convenienza del forfettario;
- definire Gestione Separata, Inarcassa o altra previdenza;
- predisporre contratto, assicurazione e fatturazione elettronica;
- stimare costi reali e accantonamento fiscale.
Dopo l’apertura
Per la gestione annuale puoi approfondire il regime forfettario per Energy Manager, il calcolo delle tasse e la guida al commercialista per Energy Manager.
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