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Commercialista Energy Manager 2026: ATECO, EGE e previdenza

Guide Fiscali·Aggiornato il 2 Settembre 2026

Un commercialista per Energy Manager deve coordinare attività reale, ATECO, eventuale qualifica EGE, previdenza e regime fiscale. Per la consulenza autonoma sulla gestione delle risorse energetiche, sulle rinnovabili e sull’efficienza il riferimento più comune è 74.99.32, ma progettazione, diagnosi regolamentate e altri servizi tecnici possono richiedere verifiche separate.

Argomenti del post

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  • La prima verifica: quali servizi vengono realmente fatturati
  • Energy Manager ed EGE: il commercialista deve distinguere i due ruoli
  • Nomina ex Legge 10/1991: cosa riguarda il cliente
  • Quali documenti portare prima dell’apertura
  • Regime forfettario e coefficiente del 78%
  • Gestione Separata: quando si applica
  • Ingegnere o architetto: verificare Inarcassa prima dell’INPS
  • Diagnosi energetiche: verificare requisiti e certificazione
  • Fatturazione: descrivere bene consulenza e incarichi
  • Attività multiple e codici secondari
  • Costi reali e convenienza del forfettario
  • Cosa dovrebbe includere la gestione annuale
  • Le guide da coordinare

La prima verifica: quali servizi vengono realmente fatturati

Le note ATECO 2025 dell’ISTAT includono nel 74.99.32 consulenza sul risparmio energetico e gestione di risorse energetiche, biomasse, eolico, idroelettrico e solare. Il commercialista deve però verificare se il professionista svolge solo consulenza oppure affianca progettazione, certificazione, diagnosi, formazione, consulenza ambientale o altri servizi.

La guida sul codice ATECO dell’Energy Manager approfondisce i principali confini. Impostare correttamente l’attività all’inizio evita incoerenze tra fatture, previdenza e dichiarazione dei redditi.

Energy Manager ed EGE: il commercialista deve distinguere i due ruoli

L’articolo 19 della Legge 10/1991 disciplina il responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, cioè l’Energy Manager. L’EGE è invece una qualifica professionale certificata secondo la UNI CEI 11339.

Le due figure possono coincidere, ma fiscalmente conta il servizio reso. La certificazione EGE non crea da sola una diversa categoria fiscale e non sostituisce l’ATECO. Può però incidere sul tipo di incarichi che il professionista può assumere e sui costi ricorrenti dell’attività.

Nomina ex Legge 10/1991: cosa riguarda il cliente

Le organizzazioni che superano le soglie previste dalla Legge 10/1991 devono comunicare annualmente la nomina dell’Energy Manager entro il 30 aprile. La FIRE gestisce la procedura tramite NEMO: 10.000 tep per il settore industriale e 1.000 tep per civile, terziario e trasporti.

Il commercialista del professionista deve sapere che questo obbligo riguarda l’organizzazione cliente, non l’apertura della Partita IVA dell’Energy Manager. La nomina può essere una delle prestazioni o degli incarichi ricevuti, ma non determina automaticamente il codice fiscale della posizione.

Quali documenti portare prima dell’apertura

Prima di aprire o modificare la Partita IVA è utile predisporre una descrizione dei servizi, eventuali contratti già acquisiti, titoli professionali, iscrizione a Ordine e Cassa se presente, certificazione EGE quando posseduta, stima dei compensi, eventuale lavoro dipendente e informazioni sui principali clienti attesi.

Se il professionista prevede di fatturare sia consulenza energetica sia prestazioni ingegneristiche, diagnosi o consulenza ambientale, conviene segnalarlo subito. La corretta classificazione è molto più semplice prima della prima fattura che dopo un anno di attività.

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Regime forfettario e coefficiente del 78%

Quando sono rispettate tutte le condizioni previste dalla legge, la consulenza classificata nel 74.99.32 può applicare il forfettario con coefficiente del 78%. Nel 2026 il D.Lgs. 81/2025 mantiene il raccordo transitorio con i coefficienti della tabella vigente.

Il controllo del commercialista deve comprendere soglia di 85.000 euro, uscita immediata oltre 100.000 euro e tutte le cause ostative. Non basta verificare il fatturato previsto: vanno esaminati anche eventuale lavoro dipendente, partecipazioni societarie e rapporti con datori o ex datori di lavoro.

Gestione Separata: quando si applica

Per l’Energy Manager che svolge consulenza come libero professionista senza una Cassa autonoma, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. La circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per i professionisti non pensionati e senza altra copertura obbligatoria e il 24% nei casi previsti per soggetti già assicurati o pensionati.

Ingegnere o architetto: verificare Inarcassa prima dell’INPS

Molti Energy Manager hanno un profilo ingegneristico. Se il professionista è iscritto all’Albo e la consulenza energetica presenta un nesso con le competenze tipiche dell’ingegnere o dell’architetto, il commercialista deve verificare Inarcassa prima di aprire la Gestione Separata.

La scelta previdenziale modifica profondamente i calcoli: la Gestione Separata applica un’aliquota percentuale al reddito professionale, mentre Inarcassa segue proprie regole su contributo soggettivo, integrativo e minimi. Per questo una simulazione basata sulla Gestione Separata non va riutilizzata per un professionista iscritto alla Cassa.

Diagnosi energetiche: verificare requisiti e certificazione

Se il professionista offre diagnosi energetiche obbligatorie, il commercialista deve acquisire informazioni precise sulla prestazione. Il D.Lgs. 102/2014, come modificato, prevede per le diagnosi interessate dalla disciplina l’intervento di soggetti certificati secondo gli schemi applicabili, tra cui EGE ed ESCo.

Questa distinzione non serve soltanto per la compliance professionale: consente anche di descrivere correttamente il servizio in contratto e in fattura e di verificare se la prestazione resta semplice consulenza energetica o si inserisce in un’attività tecnica più ampia.

Fatturazione: descrivere bene consulenza e incarichi

Una fattura generica con la sola dicitura “consulenza” rende più difficile verificare l’inquadramento quando il professionista svolge servizi diversi. È preferibile distinguere incarico Energy Manager, consulenza di efficienza energetica, diagnosi, analisi dati, assistenza a sistemi di gestione, progettazione e altre prestazioni quando hanno natura autonoma.

Nei rapporti con la Pubblica Amministrazione o in contratti derivanti da procedure di affidamento possono inoltre essere richiesti riferimenti amministrativi specifici. Il sistema di fatturazione va configurato fin dall’inizio in modo coerente con la tipologia dei clienti.

Attività multiple e codici secondari

Consulenza energetica, progettazione, consulenza ambientale e formazione possono convivere nella stessa Partita IVA, ma non devono essere trattate come un’unica attività solo perché rivolte agli stessi clienti. Il commercialista deve verificare ATECO principale, codici secondari e, nel forfettario, l’eventuale presenza di coefficienti differenti.

Separare i compensi per attività già nella fatturazione e nella gestione interna rende più semplice la dichiarazione e riduce il rischio di applicare a tutti i ricavi un coefficiente non corretto.

Costi reali e convenienza del forfettario

Il commercialista dovrebbe chiedere anche una stima dei costi reali: software, monitoraggio, certificazione EGE, aggiornamento, assicurazione, trasferte, strumenti e collaborazioni specialistiche. Nel forfettario queste spese non vengono dedotte analiticamente; il coefficiente del 78% presume costi pari al 22% dei compensi.

La guida sul calcolo delle tasse dell’Energy Manager mostra esempi a 30.000 e 50.000 euro e chiarisce perché il netto fiscale deve essere confrontato con i costi effettivi.

Cosa dovrebbe includere la gestione annuale

  • apertura e variazioni della Partita IVA;
  • verifica di ATECO principale e secondari;
  • controllo dei requisiti del forfettario e delle cause ostative;
  • inquadramento previdenziale tra Gestione Separata e Cassa;
  • fatturazione elettronica e bollo;
  • controllo periodico di ricavi e soglie;
  • calcolo di contributi, saldo e acconti;
  • dichiarazione dei redditi;
  • gestione fiscale delle attività ulteriori e dei diversi coefficienti;
  • variazione della posizione quando cambia il mix dei servizi.

Le guide da coordinare

Per mantenere coerente la posizione puoi confrontare il regime forfettario per Energy Manager, la guida su come aprire la Partita IVA, il codice ATECO e il calcolo delle tasse.

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