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Aprire Partita IVA notaio 2026: ATECO, concorso, sede e Cassa

Aggiornato il 7 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Aprire Partita IVA notaio 2026: ATECO, concorso, sede e Cassa

Per aprire la Partita IVA come notaio nel 2026 bisogna distinguere il percorso professionale dall’apertura fiscale. Il notaio può iniziare a esercitare solo dopo laurea in giurisprudenza, pratica notarile, concorso pubblico, nomina e assegnazione della sede. A quel punto l’attività viene inquadrata con ATECO 69.10.20 – Attività notarili e con la previdenza della Cassa Nazionale del Notariato.

Argomenti del post

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  • Laurea, pratica e concorso notarile
  • Nomina e assegnazione della sede
  • ATECO 69.10.20 per le attività notarili
  • Apertura della posizione fiscale
  • Iscrizione alla Cassa Nazionale del Notariato
  • Regime forfettario: quando può essere applicato
  • Coefficiente di redditività del 78%
  • Il 5% e la pratica professionale obbligatoria
  • Fondo spese e somme versate dai clienti
  • Conto dedicato e riconciliazione degli incassi
  • Personale, privacy e sicurezza informatica
  • Checklist prima dell’apertura dello studio
  • Costi iniziali e scelta tra forfettario e ordinario
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Laurea, pratica e concorso notarile

Il Consiglio Nazionale del Notariato indica tre tappe principali: laurea in giurisprudenza, pratica in uno studio notarile per 18 mesi e concorso pubblico nazionale gestito dal Ministero della Giustizia. La pratica può essere anticipata in parte durante l’ultimo anno universitario nei limiti previsti. Il concorso è quindi il passaggio decisivo prima dell’avvio professionale.

Nomina e assegnazione della sede

Dopo il concorso, il Ministero della Giustizia assegna ai vincitori una sede notarile in base alla graduatoria e alle procedure previste. Il neo notaio deve aprire l’ufficio nella sede assegnata entro i termini indicati dalla normativa. La Partita IVA non consente di scegliere liberamente una sede diversa né sostituisce gli adempimenti necessari per assumere la funzione.

ATECO 69.10.20 per le attività notarili

ATECO 2025 utilizza il codice 69.10.20. Le note ISTAT separano questa voce dalle attività legali e dai servizi di supporto. Il codice 69.10.30 non va usato come codice primario del notaio perché descrive attività di supporto alle attività legali, giuridiche e notarili.

Apertura della posizione fiscale

Una volta completati gli adempimenti professionali, il notaio apre la Partita IVA comunicando l’inizio dell’attività all’Agenzia delle Entrate. La data deve essere coerente con l’effettivo avvio dello studio e con gli obblighi legati alla sede. Contestualmente vanno impostati regime fiscale, fatturazione elettronica, conti dedicati, gestione delle anticipazioni e procedure amministrative dello studio.

Iscrizione alla Cassa Nazionale del Notariato

La previdenza della categoria fa capo alla Cassa Nazionale del Notariato. Il sistema contributivo è diverso dalla Gestione Separata INPS: i contributi sono collegati agli onorari repertoriali degli atti annotati nei repertori. La posizione previdenziale deve quindi essere coordinata con l’avvio effettivo della funzione e con i flussi repertoriali.

Regime forfettario: quando può essere applicato

Il notaio che esercita individualmente può adottare il regime forfettario se rispetta i requisiti generali delle persone fisiche esercenti arti e professioni. Il limite ordinario è 85.000 euro di compensi dell’anno precedente; oltre 100.000 euro di compensi rilevanti durante l’anno opera l’uscita immediata. Vanno inoltre verificate tutte le altre cause ostative previste dalla legge.

Coefficiente di redditività del 78%

Per ATECO 69.10.20 il coefficiente forfettario è 78%. Il sistema presume quindi costi pari al 22% dei compensi. Prima di scegliere il regime è utile stimare i costi reali di personale, sede, software, archiviazione, assicurazione e servizi, perché uno studio strutturato può superare ampiamente la quota di costi riconosciuta forfettariamente.

Il 5% e la pratica professionale obbligatoria

Il 5% può spettare nell’anno di avvio e nei quattro successivi quando sono rispettate le condizioni previste per una nuova attività. La pratica obbligatoria necessaria per accedere a una professione non va automaticamente considerata prosecuzione di un’attività precedente; restano però da verificare tutte le altre condizioni, compresi eventuali rapporti di lavoro precedenti o attività già esercitate.

Fondo spese e somme versate dai clienti

Lo studio notarile riceve spesso dal cliente somme destinate a imposte, tributi, visure e altri oneri dell’atto. Fin dall’apertura è necessario separare contabilmente il compenso professionale dalle somme che hanno natura di anticipazione o deposito. La qualificazione deve essere documentata correttamente perché può incidere su fattura, reddito e controllo delle soglie del forfettario.

Conto dedicato e riconciliazione degli incassi

Una buona organizzazione deve permettere di riconciliare compensi, fondo spese, imposte riscosse, contributi repertoriali e pagamenti effettuati per conto dei clienti. Separare i flussi riduce il rischio di considerare come ricavo somme che hanno una natura diversa e consente di controllare con precisione il limite del regime forfettario.

Personale, privacy e sicurezza informatica

Uno studio notarile tratta atti, dati patrimoniali, informazioni personali e documentazione riservata. L’avvio deve quindi includere procedure per accessi, backup, firma digitale, conservazione, privacy e continuità operativa. Se vengono assunti dipendenti o collaboratori, aumentano anche i costi fissi e gli adempimenti organizzativi da considerare nella scelta del regime fiscale.

Checklist prima dell’apertura dello studio

  • nomina e sede notarile;
  • adempimenti per l’assunzione della funzione;
  • Partita IVA con ATECO 69.10.20;
  • posizione presso la Cassa Nazionale del Notariato;
  • scelta del regime fiscale;
  • fatturazione elettronica;
  • gestione separata di compensi e anticipazioni;
  • firma digitale, archiviazione e procedure informatiche;
  • polizza e organizzazione del personale;
  • sistema di controllo delle soglie fiscali.

Costi iniziali e scelta tra forfettario e ordinario

Il neo notaio può sostenere fin dall’inizio costi significativi per ufficio, personale, strumenti e servizi. Nel forfettario questi costi non sono dedotti analiticamente. Prima della prima fattura conviene quindi costruire un budget realistico dello studio e confrontare il netto atteso nei due regimi, tenendo separata la contribuzione repertoriale dalla semplice percentuale sul reddito fiscale.

Guide collegate

Consulta il regime forfettario per notaio, il codice ATECO 69.10.20, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per notai.

Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

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  • Apertura della Partita IVA
  • Cambio commercialista
  • Gestione del regime forfettario
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