Il codice ATECO del notaio nel 2026 è 69.10.20 – Attività notarili. È la voce ATECO 2025 che identifica l’esercizio della funzione notarile e va distinta sia dalle attività legali generiche sia dai servizi di supporto agli studi. La classificazione fiscale descrive l’attività economica svolta, ma non attribuisce la qualifica professionale: per esercitare come notaio restano necessari concorso, nomina e sede secondo l’ordinamento notarile.
ATECO 69.10.20: cosa comprende ISTAT
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 collocano nel 69.10.20 le attività dei notai e la preparazione di documenti legali collegati alla funzione notarile, tra cui atti costitutivi, statuti, accordi, testamenti, atti fiduciari e altri atti notarili. Per il professionista nominato notaio questo è quindi il codice principale da utilizzare.
ATECO 2025 resta il riferimento anche nel 2026
ISTAT ha pubblicato nel 2026 un aggiornamento delle tavole di raccordo tra ATECO 2025 e la precedente classificazione, ma ha precisato che l’aggiornamento non modifica struttura, livelli o descrizioni di ATECO 2025. Per l’attività notarile resta quindi valido 69.10.20. Quando si controllano vecchi documenti o software dello studio è utile verificare che la posizione sia stata ricondotta alla classificazione corrente e non a una voce precedente o generica.
69.10.30 non è il codice del notaio
Il codice 69.10.30 riguarda attività di supporto alle attività legali, giuridiche e notarili. Può essere pertinente per servizi ausiliari svolti da soggetti diversi, ma non sostituisce 69.10.20 per chi esercita personalmente la funzione notarile. Usare il codice del supporto al posto di quello della professione può rendere incoerenti posizione fiscale, contratti e documentazione dello studio.
Attività notarile e attività legale: codici distinti
ATECO 2025 distingue il 69.10.10 per attività legali e giuridiche. Il notaio non deve utilizzare il codice della consulenza legale generica per descrivere gli atti e le funzioni notarili. Le attività professionali sono tipizzate e, quando si ipotizza una seconda attività autonoma, va verificata prima di tutto la compatibilità con l’ordinamento notarile e soltanto dopo l’eventuale necessità di un secondo codice.
Il codice ATECO non attribuisce la qualifica professionale
Il Consiglio Nazionale del Notariato indica il percorso necessario per l’accesso alla professione: laurea in giurisprudenza, pratica notarile, concorso pubblico, nomina e assegnazione della sede. L’apertura della Partita IVA con 69.10.20 viene quindi dopo l’abilitazione professionale e non può essere utilizzata per svolgere funzioni riservate senza titolo.
Coefficiente di redditività del 78%
Nel regime forfettario il codice 69.10.20 rientra tra le attività professionali con coefficiente di redditività del 78%. Con 50.000 euro di compensi fiscalmente rilevanti il reddito forfettario lordo è 39.000 euro. I costi dello studio non vengono dedotti singolarmente: il sistema riconosce in modo presunto una quota di costi pari al 22% dei compensi, mentre i contributi previdenziali obbligatori seguono la propria disciplina.
Cassa Nazionale del Notariato: il codice non porta alla Gestione Separata
La previdenza del notaio fa capo alla Cassa Nazionale del Notariato. Il sistema contributivo non è quello della Gestione Separata INPS e non si calcola applicando il 26,07% al reddito forfettario. La documentazione della Cassa per il 2026 conferma la correlazione tra contribuzione previdenziale e onorari di repertorio, elemento che rende necessario coordinare contabilità fiscale e repertorio notarile.
Onorario repertoriale, compenso e fattura non sono la stessa cosa
Il notaio deve distinguere almeno tre piani: il compenso professionale, gli onorari repertoriali che rilevano per il sistema contributivo notarile e le somme che il cliente versa per imposte, tributi o altre anticipazioni collegate all’atto. Confondere questi flussi può falsare sia la verifica delle soglie del forfettario sia la riconciliazione con i versamenti agli Archivi e alla Cassa.
Anticipazioni per imposte e tributi
Imposta di registro, imposte ipotecarie e catastali, tasse e altre somme relative all’atto possono transitare sul conto dello studio. Non diventano automaticamente compenso del notaio. Le anticipazioni effettuate in nome e per conto del cliente e correttamente documentate vanno distinte dalle spese sostenute a nome del professionista e dalle componenti effettive dell’onorario.
Personale e collaboratori dello studio usano codici propri
Dipendenti, collaboratori esterni, società informatiche o fornitori amministrativi che lavorano per lo studio non assumono il codice 69.10.20 per il solo fatto di operare nel settore notarile. Un professionista esterno che presta servizi informatici, traduzioni, visure o supporto documentale deve utilizzare il codice coerente con la propria attività effettiva. Il codice notarile identifica il soggetto che esercita la funzione notarile.
Quando può servire un secondo codice ATECO
Per il notaio l’attività principale è fortemente tipizzata. Un secondo codice ha senso soltanto se esiste una seconda attività autonoma, abituale e compatibile con l’ordinamento professionale. Non serve aggiungere codici per ogni servizio accessorio interno all’atto. Prima di modificare la posizione fiscale conviene verificare natura dell’attività, compatibilità professionale e autonomia dei relativi compensi.
Come descrivere la prestazione in fattura
La descrizione deve rendere riconoscibile il compenso professionale e separare le altre somme collegate all’atto secondo la loro natura. Una struttura chiara facilita il controllo degli incassi, la verifica della soglia di 85.000 euro, la distinzione delle anticipazioni e la riconciliazione con repertorio e adempimenti dello studio.
Casi pratici da non confondere
- notaio nominato che riceve atti: 69.10.20;
- attività legale e giuridica non notarile: verificare 69.10.10;
- supporto amministrativo o documentale a studi: 69.10.30 o altro codice coerente;
- servizi informatici allo studio: codice dell’attività IT effettivamente prestata;
- intermediazione immobiliare o finanziaria: non rientra automaticamente nell’attività notarile;
- visure e anticipazioni connesse all’atto: non richiedono da sole un secondo codice per il notaio.
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