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Home > Guide Fiscali > Codice ATECO notaio 2026: 69.10.20 e attività notarili

Codice ATECO notaio 2026: 69.10.20 e attività notarili

Aggiornato il 21 Settembre 2026

Il codice ATECO del notaio nel 2026 è 69.10.20 – Attività notarili. È la voce specifica della classificazione ATECO 2025 per l’esercizio della funzione notarile e va distinta sia dalle attività legali generiche sia dai servizi di supporto agli studi notarili.

La classificazione fiscale descrive l’attività economica, ma non attribuisce la qualifica professionale: per esercitare come notaio restano necessari concorso, nomina, assegnazione della sede e iscrizione a ruolo secondo l’ordinamento notarile.

ATECO 69.10.20: cosa comprende ISTAT

Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 collocano nel 69.10.20 le attività dei notai e la preparazione di documenti legali collegati alla funzione notarile, inclusi atti costitutivi, statuti, accordi, testamenti, atti fiduciari e altri atti tipici.

Per il notaio nominato che esercita la funzione, questo è quindi il codice principale di riferimento.

ATECO 2025 resta il riferimento nel 2026

Nel 2026 il riferimento resta la classificazione ATECO 2025. Il codice specifico per l’attività notarile è quindi ancora 69.10.20. Quando si consultano vecchie visure, software o documenti storici è utile verificare che la posizione sia stata ricondotta alla classificazione corrente.

691020 e 69.10.20: è lo stesso codice

Nei motori di ricerca, nei gestionali e in alcuni documenti il codice può comparire senza punti come 691020. È la stessa voce di 69.10.20. La differenza è soltanto grafica e non cambia l’attività classificata.

Questo chiarimento è utile perché Google mostra anche ricerche come “codice ATECO 691020” e “ATECO 691020”, che indicano lo stesso intento.

69.10.30 non è il codice del notaio

Il codice 69.10.30 riguarda le attività di supporto alle attività legali, giuridiche e notarili. ISTAT vi colloca, tra l’altro, gestione di aste giudiziarie per conto dei tribunali e alcune attività peritali e di stima in ambito finanziario.

Non sostituisce il 69.10.20 per chi esercita personalmente la funzione notarile. Usare il codice del supporto al posto di quello della professione renderebbe incoerenti posizione fiscale, attività effettiva e documentazione dello studio.

69.10.10 e attività legali: altra voce

ATECO 2025 distingue anche il 69.10.10 – Attività legali e giuridiche. Questa voce comprende, tra l’altro, rappresentanza legale, consulenza giuridico-legale e mediazione legale.

Il notaio non deve quindi usare il codice della consulenza legale generica per descrivere l’attività notarile tipica. Se ipotizza una seconda attività autonoma, occorre prima verificarne la compatibilità con l’ordinamento professionale e solo dopo valutarne la classificazione ATECO.

Il codice ATECO non attribuisce la qualifica di notaio

Il Consiglio Nazionale del Notariato indica il percorso necessario per l’accesso alla professione: laurea in giurisprudenza, pratica notarile, concorso pubblico, nomina e assegnazione della sede.

L’apertura della Partita IVA con 69.10.20 avviene quindi nell’ambito di una funzione già acquisita secondo le regole professionali. Il codice ATECO da solo non consente di svolgere attività riservate al notaio.

Studio notarile: quando 69.10.20 è il codice principale

Per lo studio del notaio che riceve atti e svolge la funzione notarile, il 69.10.20 è il codice principale. Personale dipendente, collaboratori, fornitori informatici o soggetti che prestano servizi allo studio non assumono automaticamente lo stesso codice.

Il codice identifica l’attività economica del soggetto che esercita la funzione notarile, non il settore del cliente per cui un fornitore lavora.

Cassa Nazionale del Notariato e codice ATECO

La previdenza del notaio fa capo alla Cassa Nazionale del Notariato. Il sistema previdenziale della categoria è collegato agli onorari repertoriali e non funziona come la Gestione Separata INPS.

ATECO e previdenza sono quindi due piani distinti: il 69.10.20 classifica l’attività, mentre la Cassa disciplina la contribuzione professionale. Devono però essere coerenti con l’esercizio effettivo della funzione.

Onorario repertoriale, compenso e fattura

Il notaio deve distinguere almeno tre valori: compenso professionale, onorario repertoriale rilevante per il sistema previdenziale notarile e somme che il cliente versa per imposte, tributi o altre anticipazioni collegate all’atto.

Questi importi non coincidono automaticamente. Una buona riconciliazione tra repertorio, fattura e incasso è essenziale sia per il controllo fiscale sia per la contribuzione alla Cassa.

Anticipazioni per imposte e tributi

Imposta di registro, imposte ipotecarie e catastali, tasse e altre somme collegate all’atto possono transitare sul conto dello studio. Non diventano automaticamente compenso del notaio.

Le anticipazioni effettuate in nome e per conto del cliente e correttamente documentate devono essere distinte dalle spese sostenute a nome del professionista e dalle componenti effettive dell’onorario.

Coefficiente di redditività del 78%

Nel regime forfettario il codice 69.10.20 rientra normalmente tra le attività professionali con coefficiente di redditività del 78%. Con 50.000 euro di compensi fiscalmente rilevanti il reddito forfettario lordo è 39.000 euro.

Il coefficiente non deve però guidare la scelta del codice. Prima si classifica correttamente l’attività, poi si applicano le relative regole fiscali. Per limiti e convenienza consulta il regime forfettario per notaio.

Quando può servire un secondo codice ATECO

Per il notaio l’attività principale è fortemente tipizzata. Un secondo codice ha senso solo se esiste una seconda attività autonoma, abituale e compatibile con l’ordinamento professionale.

Non serve aggiungere codici per ogni servizio accessorio interno all’atto. Prima di modificare la posizione fiscale conviene verificare natura dell’attività, compatibilità professionale e autonomia dei relativi compensi.

Personale e collaboratori dello studio usano codici propri

Dipendenti, collaboratori esterni, società informatiche, traduttori o fornitori amministrativi che lavorano per lo studio non usano il 69.10.20 per il solo fatto di operare nel settore notarile.

Un professionista esterno deve utilizzare il codice coerente con la propria attività effettiva. Il codice notarile identifica il soggetto che esercita la funzione notarile.

Come descrivere la prestazione in fattura

La descrizione deve rendere riconoscibile il compenso professionale e separare le altre somme collegate all’atto secondo la loro natura. Una struttura chiara facilita il controllo degli incassi, la distinzione delle anticipazioni e la riconciliazione con repertorio e adempimenti dello studio.

Errori frequenti nella scelta del codice

  • usare 69.10.30 perché lo studio svolge attività “di supporto” agli atti;
  • usare 69.10.10 perché la prestazione ha contenuto giuridico;
  • attribuire 69.10.20 a collaboratori o fornitori dello studio;
  • aggiungere un secondo codice per attività soltanto accessorie;
  • scegliere il codice in funzione del coefficiente fiscale anziché dell’attività reale.

Casi pratici da non confondere

  • notaio nominato che riceve atti: 69.10.20;
  • attività legale e giuridica non notarile: verificare 69.10.10;
  • supporto amministrativo o documentale a studi: verificare 69.10.30 o altro codice coerente;
  • servizi informatici allo studio: codice dell’attività IT effettivamente prestata;
  • intermediazione immobiliare o finanziaria: non rientra automaticamente nell’attività notarile;
  • visure e anticipazioni connesse all’atto: non richiedono da sole un secondo codice per il notaio.

Vecchi documenti e riclassificazione: cosa controllare

Uno studio già esistente può avere visure, anagrafiche o software configurati con riferimenti precedenti alla classificazione ATECO 2025. Il controllo non deve limitarsi al numero del codice: bisogna verificare che la descrizione dell’attività sia stata ricondotta correttamente alla voce notarile attuale.

Se un documento storico riporta una voce diversa, non è opportuno copiarla automaticamente in una nuova variazione. Il riferimento corrente per l’attività notarile resta 69.10.20.

Servizi di supporto allo studio: esempi concreti

Segreteria esternalizzata, archiviazione, servizi informatici, traduzioni, visure, consulenza tecnica o assistenza amministrativa possono essere indispensabili allo studio, ma restano attività del soggetto che le presta. Il fatto che siano integrate nel processo notarile non le trasforma automaticamente in attività notarili.

Questo punto è importante anche nei contratti con fornitori: la descrizione del servizio deve riflettere l’attività realmente svolta dal fornitore e il relativo codice ATECO, evitando di usare 69.10.20 come codice “di settore”.

Seconda attività: prima la compatibilità, poi il codice

Per il notaio una seconda attività non va valutata soltanto dal punto di vista fiscale. Prima di aggiungere un secondo codice occorre verificare che l’attività sia compatibile con la funzione notarile e con i vincoli professionali applicabili.

Solo dopo questo controllo ha senso individuare il codice ATECO della seconda attività e verificare gli effetti su regime fiscale, fatturazione e organizzazione dello studio.

Checklist per verificare il codice corretto

  • verificare che il soggetto eserciti effettivamente la funzione notarile;
  • usare 69.10.20 per l’attività notarile tipica;
  • non confondere 69.10.30 con il codice del notaio;
  • distinguere 69.10.10 per attività legali e giuridiche non notarili;
  • riconoscere 691020 come semplice scrittura senza punti;
  • controllare eventuali vecchie classificazioni nelle visure;
  • valutare la compatibilità professionale prima di aggiungere seconde attività;
  • mantenere coerenti fatture, repertori, contratti e descrizione dell’attività.

Perché il codice corretto aiuta anche il controllo fiscale

Una classificazione coerente rende più semplice distinguere i compensi professionali dalle somme che transitano nello studio per imposte, tributi e anticipazioni. Aiuta inoltre a evitare sovrapposizioni con attività di supporto svolte da altri soggetti.

Il codice ATECO non risolve da solo la contabilità dello studio, ma costituisce il primo elemento di coerenza tra attività esercitata, fatture, previdenza e documentazione amministrativa.

Controllo periodico di visura e software

Dopo una variazione ATECO è utile verificare che visura, anagrafiche fiscali, gestionale di fatturazione e procedure interne riportino tutti il codice 69.10.20 in modo coerente. Piccoli disallineamenti tra sistemi diversi possono trascinarsi a lungo e creare confusione nelle verifiche successive.

Dopo ogni variazione anagrafica è inoltre utile verificare che il nuovo codice sia recepito in tutti i sistemi utilizzati dallo studio e nei documenti successivi. La coerenza tra visura, fatturazione e procedure interne evita che vecchie classificazioni continuino a comparire in modo involontario.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO del notaio nel 2026?

Il codice specifico ATECO 2025 è 69.10.20 – Attività notarili.

691020 e 69.10.20 sono la stessa cosa?

Sì. 691020 è semplicemente la rappresentazione del codice senza punti.

Il 69.10.30 è il codice dello studio notarile?

No. Il 69.10.30 riguarda attività di supporto alle attività legali, giuridiche e notarili; non identifica l’esercizio della funzione notarile.

Il notaio può usare 69.10.10?

Il 69.10.10 identifica attività legali e giuridiche. Per la funzione notarile tipica il codice specifico è 69.10.20.

Il codice ATECO determina la Cassa previdenziale?

No. Il codice classifica l’attività economica; la previdenza del notaio è disciplinata dalla Cassa Nazionale del Notariato e dall’ordinamento professionale.

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