Per aprire Partita IVA come sarto nel 2026 bisogna prima definire con precisione l’attività: confezione di capi su misura, sole riparazioni e modifiche, produzione più organizzata oppure vendita di abbigliamento. Per la sartoria su misura di abbigliamento esterno il riferimento ATECO 2025 è 14.21.20.
La Partita IVA è solo uno dei passaggi. Un atelier organizzato come impresa deve coordinare Registro Imprese, eventuale Albo Artigiani, INPS, locale, fatturazione elettronica e gli adempimenti comunali o SUAP applicabili alla sede e all’eventuale vendita al pubblico.
Cosa serve per aprire una sartoria
- definire se realizzi capi nuovi su misura o fai soprattutto modifiche;
- scegliere il codice ATECO principale e gli eventuali codici secondari;
- aprire la Partita IVA;
- iscrivere l’impresa al Registro Imprese;
- verificare l’iscrizione all’Albo Artigiani quando ne ricorrono i requisiti;
- aprire la posizione INPS Artigiani quando dovuta;
- verificare eventuali obblighi INAIL e di sicurezza;
- controllare gli adempimenti del locale e dell’eventuale vendita al pubblico;
- impostare fatturazione elettronica e documentazione;
- scegliere il regime fiscale sulla base di ricavi e costi reali.
Quando serve la Partita IVA
La Partita IVA è necessaria quando la sartoria viene esercitata in modo abituale e organizzato. La soglia di 5.000 euro non è una franchigia generale che consente di gestire stabilmente un’attività d’impresa senza Partita IVA.
Un atelier con clientela ricorrente, attrezzature, ordini, preventivi, appuntamenti e continuità del lavoro presenta normalmente i caratteri dell’attività abituale anche quando il fatturato iniziale è contenuto.
ATECO 14.21.20: sartoria su misura
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT includono nel codice 14.21.20 la sartoria su misura e la confezione su misura di abiti da sposa, da cerimonia e da sera.
Il codice è quindi coerente con chi realizza un capo nuovo per il singolo cliente. Non è invece il codice da utilizzare automaticamente per chi esegue soltanto orli, restringimenti e altre modifiche su abiti già confezionati.
Se fai soprattutto riparazioni e modifiche
Per la riparazione e modifica di articoli di abbigliamento il riferimento ATECO è 95.29.30. Rientrano in questo perimetro lavorazioni come orli, accorciamenti, allargamenti, restringimenti, sostituzione di cerniere e adattamenti su capi già esistenti.
Se l’atelier svolge sia confezione su misura sia modifiche, è opportuno indicare entrambe le attività e individuare quella prevalente. Ai fini del forfettario entrambe utilizzano il coefficiente del 67%, ma la distinzione ATECO resta necessaria.
Se vendi anche capi pronti o accessori
La consegna del capo realizzato su misura è parte della sartoria. Se invece l’atelier acquista e rivende capi pronti, accessori o altri prodotti come un vero negozio, può servire un codice ATECO di commercio al dettaglio.
La distinzione conta anche fiscalmente: nel forfettario la vera attività commerciale appartiene normalmente al gruppo con coefficiente del 40%, mentre sartoria e riparazioni utilizzano il 67%.
Regime forfettario: soglie e coefficiente
Nel 2026 il regime forfettario può essere applicato entro la soglia ordinaria di 85.000 euro di ricavi percepiti, purché siano rispettati tutti gli altri requisiti e non ricorrano cause di esclusione. Oltre 100.000 euro operano le regole di uscita immediata previste dalla disciplina vigente.
Per la sartoria su misura 14.21.20 il coefficiente è 67%: con 30.000 euro di incassi il reddito forfettario lordo è 20.100 euro.
Imposta al 5% o al 15%
L’imposta sostitutiva è ordinariamente del 15%. Il 5% può spettare nel periodo agevolato iniziale soltanto quando sono rispettate le condizioni previste per le nuove attività. Non basta aprire una nuova Partita IVA o cambiare sede dell’atelier.
INPS Artigiani 2026
Quando l’attività ha i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è la Gestione Artigiani. La Circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro e l’aliquota ordinaria al 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro.
I forfettari che ne possiedono i requisiti possono richiedere la riduzione contributiva del 35%. L’agevolazione non è automatica e va valutata anche per gli effetti sull’accredito previdenziale.
Atelier in casa o locale aperto al pubblico
La possibilità di lavorare da casa o in un locale dedicato va verificata rispetto alla situazione concreta. Destinazione e conformità del locale, regolamenti comunali, eventuale insegna, accesso del pubblico, impianti e sicurezza possono richiedere controlli diversi.
Non esiste una licenza professionale nazionale specifica per “diventare sarto”, ma l’assenza di un albo professionale non elimina gli adempimenti dell’impresa, del locale e dell’eventuale commercio.
Quanto costa aprire un atelier
Il costo della sola apertura fiscale è solo una parte dell’investimento. Un atelier può richiedere macchine da cucire, tagliacuci, tavoli da taglio, ferri e presse, manichini, specchi, arredamento, tessuti e minuteria, software, assicurazione, affitto e deposito cauzionale.
Prima di scegliere il forfettario conviene stimare l’incidenza reale di materiali e investimenti, compresa l’IVA sugli acquisti che nel regime forfettario non viene normalmente recuperata.
Acconti dei clienti e principio di cassa
Per abiti da sposa, cerimonia o lavori importanti è frequente chiedere un acconto alla conferma dell’ordine e il saldo alla consegna. Nel forfettario conta quanto viene effettivamente incassato nell’anno, quindi acconti e saldi devono essere gestiti correttamente anche ai fini delle soglie.
Checklist prima dell’apertura
- definisci su misura, riparazioni e vendita;
- conferma ATECO 14.21.20 e gli eventuali codici aggiuntivi;
- verifica locale e adempimenti comunali/SUAP;
- definisci forma dell’impresa e posizione artigiana;
- apri Partita IVA, Registro Imprese e INPS;
- verifica eventuale INAIL e sicurezza;
- confronta forfettario e regime ordinario sui costi reali;
- imposta fatturazione, acconti e conservazione dei documenti;
- prepara un budget per contributi e imposte.
Guide collegate
Dopo l’apertura consulta il regime forfettario sarto, il codice ATECO sarto, il calcolo tasse sarto e la guida al commercialista per sartoria.
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