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Aprire Partita IVA sarto 2026: ATECO 14.21.20, INPS e requisiti

Aggiornato il 4 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Aprire Partita IVA sarto 2026: ATECO 14.21.20, INPS e requisiti

Per aprire Partita IVA come sarto nel 2026 bisogna prima definire con precisione l’attività: confezione di capi su misura, sole riparazioni e modifiche, produzione più organizzata oppure vendita di abbigliamento. Per la sartoria su misura di abbigliamento esterno il riferimento ATECO 2025 è 14.21.20.

La Partita IVA è solo uno dei passaggi. Un atelier organizzato come impresa deve coordinare Registro Imprese, eventuale Albo Artigiani, INPS, locale, fatturazione elettronica e gli adempimenti comunali o SUAP applicabili alla sede e all’eventuale vendita al pubblico.

Argomenti del post

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  • Cosa serve per aprire una sartoria
  • Quando serve la Partita IVA
  • ATECO 14.21.20: sartoria su misura
  • Se fai soprattutto riparazioni e modifiche
  • Se vendi anche capi pronti o accessori
  • Regime forfettario: soglie e coefficiente
  • Imposta al 5% o al 15%
  • INPS Artigiani 2026
  • Atelier in casa o locale aperto al pubblico
  • Quanto costa aprire un atelier
  • Acconti dei clienti e principio di cassa
  • Checklist prima dell’apertura
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Cosa serve per aprire una sartoria

  • definire se realizzi capi nuovi su misura o fai soprattutto modifiche;
  • scegliere il codice ATECO principale e gli eventuali codici secondari;
  • aprire la Partita IVA;
  • iscrivere l’impresa al Registro Imprese;
  • verificare l’iscrizione all’Albo Artigiani quando ne ricorrono i requisiti;
  • aprire la posizione INPS Artigiani quando dovuta;
  • verificare eventuali obblighi INAIL e di sicurezza;
  • controllare gli adempimenti del locale e dell’eventuale vendita al pubblico;
  • impostare fatturazione elettronica e documentazione;
  • scegliere il regime fiscale sulla base di ricavi e costi reali.

Quando serve la Partita IVA

La Partita IVA è necessaria quando la sartoria viene esercitata in modo abituale e organizzato. La soglia di 5.000 euro non è una franchigia generale che consente di gestire stabilmente un’attività d’impresa senza Partita IVA.

Un atelier con clientela ricorrente, attrezzature, ordini, preventivi, appuntamenti e continuità del lavoro presenta normalmente i caratteri dell’attività abituale anche quando il fatturato iniziale è contenuto.

ATECO 14.21.20: sartoria su misura

Le note ATECO 2025 dell’ISTAT includono nel codice 14.21.20 la sartoria su misura e la confezione su misura di abiti da sposa, da cerimonia e da sera.

Il codice è quindi coerente con chi realizza un capo nuovo per il singolo cliente. Non è invece il codice da utilizzare automaticamente per chi esegue soltanto orli, restringimenti e altre modifiche su abiti già confezionati.

Se fai soprattutto riparazioni e modifiche

Per la riparazione e modifica di articoli di abbigliamento il riferimento ATECO è 95.29.30. Rientrano in questo perimetro lavorazioni come orli, accorciamenti, allargamenti, restringimenti, sostituzione di cerniere e adattamenti su capi già esistenti.

Se l’atelier svolge sia confezione su misura sia modifiche, è opportuno indicare entrambe le attività e individuare quella prevalente. Ai fini del forfettario entrambe utilizzano il coefficiente del 67%, ma la distinzione ATECO resta necessaria.

Se vendi anche capi pronti o accessori

La consegna del capo realizzato su misura è parte della sartoria. Se invece l’atelier acquista e rivende capi pronti, accessori o altri prodotti come un vero negozio, può servire un codice ATECO di commercio al dettaglio.

La distinzione conta anche fiscalmente: nel forfettario la vera attività commerciale appartiene normalmente al gruppo con coefficiente del 40%, mentre sartoria e riparazioni utilizzano il 67%.

Regime forfettario: soglie e coefficiente

Nel 2026 il regime forfettario può essere applicato entro la soglia ordinaria di 85.000 euro di ricavi percepiti, purché siano rispettati tutti gli altri requisiti e non ricorrano cause di esclusione. Oltre 100.000 euro operano le regole di uscita immediata previste dalla disciplina vigente.

Per la sartoria su misura 14.21.20 il coefficiente è 67%: con 30.000 euro di incassi il reddito forfettario lordo è 20.100 euro.

Imposta al 5% o al 15%

L’imposta sostitutiva è ordinariamente del 15%. Il 5% può spettare nel periodo agevolato iniziale soltanto quando sono rispettate le condizioni previste per le nuove attività. Non basta aprire una nuova Partita IVA o cambiare sede dell’atelier.

INPS Artigiani 2026

Quando l’attività ha i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è la Gestione Artigiani. La Circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro e l’aliquota ordinaria al 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro.

I forfettari che ne possiedono i requisiti possono richiedere la riduzione contributiva del 35%. L’agevolazione non è automatica e va valutata anche per gli effetti sull’accredito previdenziale.

Atelier in casa o locale aperto al pubblico

La possibilità di lavorare da casa o in un locale dedicato va verificata rispetto alla situazione concreta. Destinazione e conformità del locale, regolamenti comunali, eventuale insegna, accesso del pubblico, impianti e sicurezza possono richiedere controlli diversi.

Non esiste una licenza professionale nazionale specifica per “diventare sarto”, ma l’assenza di un albo professionale non elimina gli adempimenti dell’impresa, del locale e dell’eventuale commercio.

Quanto costa aprire un atelier

Il costo della sola apertura fiscale è solo una parte dell’investimento. Un atelier può richiedere macchine da cucire, tagliacuci, tavoli da taglio, ferri e presse, manichini, specchi, arredamento, tessuti e minuteria, software, assicurazione, affitto e deposito cauzionale.

Prima di scegliere il forfettario conviene stimare l’incidenza reale di materiali e investimenti, compresa l’IVA sugli acquisti che nel regime forfettario non viene normalmente recuperata.

Acconti dei clienti e principio di cassa

Per abiti da sposa, cerimonia o lavori importanti è frequente chiedere un acconto alla conferma dell’ordine e il saldo alla consegna. Nel forfettario conta quanto viene effettivamente incassato nell’anno, quindi acconti e saldi devono essere gestiti correttamente anche ai fini delle soglie.

Checklist prima dell’apertura

  • definisci su misura, riparazioni e vendita;
  • conferma ATECO 14.21.20 e gli eventuali codici aggiuntivi;
  • verifica locale e adempimenti comunali/SUAP;
  • definisci forma dell’impresa e posizione artigiana;
  • apri Partita IVA, Registro Imprese e INPS;
  • verifica eventuale INAIL e sicurezza;
  • confronta forfettario e regime ordinario sui costi reali;
  • imposta fatturazione, acconti e conservazione dei documenti;
  • prepara un budget per contributi e imposte.

Guide collegate

Dopo l’apertura consulta il regime forfettario sarto, il codice ATECO sarto, il calcolo tasse sarto e la guida al commercialista per sartoria.

Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.

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