Il codice ATECO del sarto nel 2026 dipende dal lavoro realmente svolto. Per la sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno il riferimento è 14.21.20; per chi esegue principalmente riparazioni e modifiche su capi già esistenti il codice corretto è invece 95.29.30.
Entrambe le attività utilizzano nel regime forfettario un coefficiente di redditività del 67%, ma restano distinte ai fini ATECO. La differenza è quindi importante anche se, in molti casi, non cambia il coefficiente fiscale.
ATECO 14.21.20: sartoria su misura
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT definiscono il codice 14.21.20 come Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno.
- sartoria su misura;
- confezione su misura di abiti da sposa;
- confezione su misura di abiti da cerimonia;
- confezione su misura di abiti da sera.
Il codice è quindi adatto quando il sarto realizza un capo nuovo per il singolo cliente sulla base di misure, prova e personalizzazione. Non va scelto soltanto perché l’attività utilizza macchine da cucire o lavora tessuti.
ATECO 95.29.30: riparazione e modifica di abbigliamento
Le riparazioni e le modifiche su capi già confezionati sono escluse dal perimetro della sartoria su misura e rientrano nel codice 95.29.30 – Riparazione e modifica di articoli di abbigliamento.
È il codice da verificare quando l’attività principale consiste, ad esempio, in:
- orli e accorciamenti;
- restringimenti o allargamenti;
- riprese e adattamenti;
- sostituzione di cerniere;
- modifiche su giacche, pantaloni, gonne, abiti e altri capi esistenti.
Se fai sia abiti su misura sia riparazioni
Molti laboratori svolgono entrambe le attività. In questo caso va individuata quella prevalente e può essere opportuno indicare anche il secondo codice ATECO. La prevalenza non si decide sulla base del nome dell’atelier, ma osservando ricavi e attività effettivamente svolta.
Ai fini del forfettario, 14.21.20 e 95.29.30 utilizzano entrambi il coefficiente del 67%. Separarli resta comunque utile per descrivere correttamente l’impresa e gestire eventuali variazioni future.
Produzione in serie: non è sartoria su misura
ATECO 2025 distingue la sartoria su misura dalla fabbricazione in serie di abbigliamento esterno. Se l’impresa produce collezioni o lotti standardizzati senza lavorare sul singolo cliente, il 14.21.20 può non essere il codice corretto.
Questa distinzione è importante soprattutto quando un atelier cresce e passa dalla confezione su ordine a un modello produttivo con stock, taglie standard e vendita di capi pronti.
Abiti da sposa: su misura o vendita?
La confezione su misura di abiti da sposa e da cerimonia è espressamente compresa nel 14.21.20. Se invece l’atelier acquista modelli già confezionati e li rivende al cliente, la componente commerciale deve essere classificata separatamente.
Le modifiche eseguite su un abito già pronto possono inoltre ricadere nel 95.29.30 se rappresentano una vera attività autonoma di riparazione e modifica.
Vendita al dettaglio e coefficiente 40%
Una vera attività di vendita al dettaglio di capi acquistati o prodotti per essere venduti come merce richiede la verifica di un codice ATECO commerciale. Nel regime forfettario il commercio al dettaglio appartiene normalmente al gruppo con coefficiente del 40%.
Questo significa che un atelier con ricavi da sartoria al 67% e ricavi da commercio al 40% deve distinguere correttamente le due componenti invece di applicare un solo coefficiente a tutti gli incassi.
Coefficiente 67%: cosa significa
Per la sartoria su misura e le riparazioni, il coefficiente del 67% significa che il 67% degli incassi viene considerato reddito forfettario lordo. Con 50.000 euro di ricavi, il reddito è quindi 33.500 euro.
Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente. Tessuti, filati, minuteria, macchinari, affitto ed energia non vengono dedotti analiticamente per determinare il reddito.
Il codice ATECO non determina da solo la previdenza
Il codice descrive l’attività, ma la posizione previdenziale va verificata sulla base della forma concreta dell’impresa. Per una sartoria esercitata con i requisiti dell’impresa artigiana il riferimento tipico è la Gestione Artigiani INPS.
La Circolare INPS n. 14/2026 fissa per gli artigiani il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro e l’aliquota ordinaria al 24% fino alla prima fascia.
Quando aggiungere un secondo codice
Un codice secondario è opportuno quando esiste una seconda attività reale e stabile. Prima di aggiungerlo conviene verificare:
- se il lavoro crea un capo nuovo o modifica un capo esistente;
- se la vendita è accessoria o è un vero commercio;
- quale attività genera la maggior parte dei ricavi;
- se cambia il coefficiente forfettario;
- se cambiano gli adempimenti amministrativi o camerali.
Errori da evitare
- usare 14.21.20 per chi fa soltanto orli e riparazioni;
- usare 95.29.30 per chi confeziona prevalentemente abiti nuovi su misura;
- confondere sartoria su misura e produzione in serie;
- ignorare una vera attività di vendita al dettaglio;
- applicare il 67% anche ai ricavi commerciali quando spetta il 40%;
- scegliere la previdenza basandosi soltanto sul codice ATECO.
Guide collegate
Dopo aver verificato il codice consulta il regime forfettario sarto, la guida su come aprire Partita IVA da sarto, il calcolo delle tasse e la pagina sul commercialista per sartoria.
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