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Regime forfettario sarto 2026: ATECO 14.21.20, 67%, INPS e attività

Aggiornato il 4 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Regime forfettario sarto 2026: ATECO 14.21.20, 67%, INPS e attività

Il regime forfettario per sarto nel 2026 può essere applicato quando l’attività è esercitata con Partita IVA e sono rispettati i requisiti previsti dalla disciplina fiscale. Per la sartoria su misura di abbigliamento esterno il codice ATECO 2025 di riferimento è 14.21.20 e il coefficiente di redditività del forfettario è il 67%.

Prima di calcolare tasse e contributi, però, bisogna distinguere tre attività che online vengono spesso confuse: confezione su misura, riparazioni e modifiche di capi esistenti e vendita di abbigliamento. Le prime due possono avere entrambe coefficiente 67%, ma utilizzano codici ATECO diversi; una vera attività commerciale al dettaglio appartiene invece al gruppo con coefficiente del 40%.

Argomenti del post

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  • Sarto in forfettario 2026: dati essenziali
  • ATECO 14.21.20: sartoria e confezione su misura
  • Riparazioni e modifiche: ATECO 95.29.30
  • Su misura e riparazioni hanno entrambe coefficiente 67%
  • Vendita di abiti e accessori: quando diventa commercio
  • Produzione in serie e sartoria su misura non sono la stessa cosa
  • Abiti da sposa e da cerimonia
  • INPS Artigiani 2026
  • Riduzione INPS del 35%
  • Costi reali dell’atelier: il 33% presunto può essere poco
  • Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
  • Registro Imprese, Albo Artigiani e atelier
  • Guide collegate
  • In sintesi
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Sarto in forfettario 2026: dati essenziali

  • ATECO sartoria su misura: 14.21.20;
  • ATECO riparazioni e modifiche: 95.29.30;
  • coefficiente di redditività: 67% per entrambe le attività;
  • soglia ordinaria del forfettario: 85.000 euro di ricavi percepiti;
  • uscita immediata: oltre 100.000 euro percepiti nell’anno;
  • imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% quando ricorrono i requisiti della nuova attività;
  • previdenza tipica: Gestione Artigiani INPS quando ricorrono i requisiti dell’impresa artigiana;
  • minimale INPS Artigiani 2026: 18.808 euro;
  • contributo minimo annuo Artigiani 2026: 4.521,36 euro.

ATECO 14.21.20: sartoria e confezione su misura

Le note ATECO 2025 dell’ISTAT definiscono il codice 14.21.20 come Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno. Sono comprese in particolare la sartoria su misura e la confezione su misura di abiti da sposa, da cerimonia e da sera.

È quindi il codice adatto a chi prende misure, realizza cartamodelli o adatta modelli propri e confeziona capi nuovi destinati al singolo cliente. Il punto decisivo è la produzione su misura del capo, non il semplice fatto di lavorare con ago, filo e tessuti.

Riparazioni e modifiche: ATECO 95.29.30

La stessa classificazione ISTAT esclude dal 14.21.20 la riparazione di articoli di abbigliamento. Per chi svolge soprattutto modifiche su capi già esistenti il riferimento è 95.29.30 – Riparazione e modifica di articoli di abbigliamento.

Rientrano in questo perimetro lavorazioni come orli, accorciamenti, restringimenti, allargamenti, sostituzione di cerniere, riprese e altri adattamenti eseguiti su vestiti già confezionati. Un laboratorio può svolgere sia sartoria su misura sia riparazioni: in quel caso è opportuno indicare entrambe le attività e tenere chiaro quale sia quella prevalente.

Su misura e riparazioni hanno entrambe coefficiente 67%

Nel regime forfettario sia l’attività manifatturiera di sartoria su misura della divisione 14 sia le riparazioni della divisione 95 rientrano nel gruppo delle altre attività economiche, con coefficiente di redditività del 67%.

Se un sarto incassa 30.000 euro nell’anno, il reddito forfettario lordo è quindi 20.100 euro. Il coefficiente non rappresenta l’aliquota fiscale: è la quota di ricavi considerata reddito prima della deduzione dei contributi obbligatori e dell’applicazione dell’imposta sostitutiva.

Vendita di abiti e accessori: quando diventa commercio

La consegna del capo realizzato su misura al cliente fa parte naturalmente dell’attività sartoriale. Diverso è il caso in cui l’atelier acquisti e rivenda capi pronti, accessori o altri prodotti come una vera attività di negozio.

Quando la vendita è autonoma e stabile può essere necessario un codice ATECO di commercio al dettaglio. Nel forfettario i ricavi commerciali appartengono normalmente al gruppo con coefficiente del 40%, quindi non vanno confusi con i ricavi della sartoria al 67%.

Produzione in serie e sartoria su misura non sono la stessa cosa

ATECO 2025 distingue la sartoria su misura dalla fabbricazione in serie di abbigliamento esterno. Un atelier che confeziona capi personalizzati per il singolo cliente non ha lo stesso inquadramento di un’impresa che produce collezioni o serie di capi standardizzati.

Se l’attività evolve da laboratorio su misura a produzione organizzata di collezioni, il codice ATECO va riesaminato prima di limitarsi ad aggiungere vendite o nuove linee di prodotto alla posizione esistente.

Abiti da sposa e da cerimonia

La confezione su misura di abiti da sposa, da cerimonia e da sera è espressamente compresa nel 14.21.20. Se invece l’atelier vende prevalentemente abiti già confezionati acquistati da terzi, la componente commerciale deve essere valutata separatamente.

Per gli atelier che lavorano su prenotazione è utile distinguere anche acconti, saldi e momento dell’incasso: nel forfettario il reddito segue il principio di cassa, quindi conta quanto viene effettivamente percepito nell’anno.

INPS Artigiani 2026

Quando il sarto esercita personalmente l’attività con i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è la Gestione Artigiani. La Circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro e l’aliquota ordinaria al 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro.

Con coefficiente 67%, il reddito forfettario supera il minimale intorno a 28.072 euro di ricavi. Sotto questa soglia il reddito fiscale può essere più basso del minimale, ma per l’artigiano iscritto per l’intero anno continua a operare la contribuzione minima salvo agevolazioni o situazioni particolari.

Riduzione INPS del 35%

I forfettari iscritti alla Gestione Artigiani possono richiedere, quando ricorrono i requisiti, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. L’agevolazione non è automatica e va valutata anche considerando gli effetti sull’accredito previdenziale e sulla minore deduzione dei contributi dal reddito fiscale.

Costi reali dell’atelier: il 33% presunto può essere poco

Il coefficiente del 67% presume costi pari al 33% dei ricavi. Un atelier può però sostenere spese rilevanti per tessuti, fodere, filati, bottoni, cerniere, minuteria, macchine da cucire, tagliacuci, ferri da stiro professionali, tavoli da taglio, affitto, energia e personale.

Nel forfettario questi costi non vengono dedotti uno per uno e l’IVA sugli acquisti non viene normalmente recuperata. Se materiali e struttura assorbono stabilmente più del 33% degli incassi, conviene confrontare numericamente il forfettario con un regime analitico prima di dare per scontata la convenienza.

Imposta sostitutiva al 5% o al 15%

L’imposta sostitutiva è ordinariamente del 15%. Il 5% può spettare nel periodo agevolato iniziale soltanto se sono rispettate le condizioni previste per le nuove attività. Aprire un nuovo atelier o una nuova Partita IVA non basta da solo ad ottenere l’aliquota ridotta.

Registro Imprese, Albo Artigiani e atelier

La sartoria svolta come impresa artigiana va coordinata con Registro Imprese, eventuale Albo delle Imprese Artigiane e posizione INPS. Non esiste una licenza professionale nazionale da inventare per “fare il sarto”, ma per il locale vanno verificati gli adempimenti comunali o SUAP applicabili, la sicurezza, gli impianti e l’eventuale presenza di vendita al pubblico.

Guide collegate

Per completare l’inquadramento consulta come aprire Partita IVA da sarto, il codice ATECO sarto, il calcolo delle tasse per sarto e la guida al commercialista per sartoria.

In sintesi

Per il sarto nel 2026 il punto decisivo è classificare correttamente l’attività: 14.21.20 per confezione su misura, 95.29.30 per riparazioni e modifiche, codice commerciale separato quando esiste una vera vendita al dettaglio. Solo dopo questa distinzione è corretto applicare coefficienti, INPS e imposta sostitutiva.

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