Per il calcolo delle tasse di un sarto in regime forfettario nel 2026 bisogna applicare agli incassi il coefficiente di redditività del 67%, calcolare i contributi INPS Artigiani e soltanto dopo applicare l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante.
Il 15% non si applica quindi direttamente al fatturato. Inoltre, se l’atelier svolge anche una vera attività commerciale di vendita al dettaglio, i ricavi della vendita possono richiedere un coefficiente diverso, pari al 40%.
Dati 2026 per il calcolo
- ATECO sartoria su misura: 14.21.20;
- ATECO riparazioni e modifiche: 95.29.30;
- coefficiente: 67% per entrambe;
- soglia ordinaria forfettario: 85.000 euro di ricavi percepiti;
- uscita immediata: oltre 100.000 euro percepiti nell’anno;
- minimale INPS Artigiani: 18.808 euro;
- contributo minimo annuo Artigiani: 4.521,36 euro;
- aliquota INPS: 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro e 25% sulla quota successiva;
- imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% quando spettante.
Formula del calcolo
- ricavi incassati × 67% = reddito forfettario lordo;
- reddito lordo − contributi previdenziali obbligatori deducibili = base dell’imposta;
- base dell’imposta × 15% oppure 5% = imposta sostitutiva.
Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il quadro LM richiamano la determinazione del reddito forfettario prevista dalla Legge 190/2014.
INPS Artigiani 2026
Quando il sarto opera con i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è la Gestione Artigiani. La Circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale a 18.808 euro e il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro. Sulla quota di reddito eccedente il minimale si applica il 24% fino a 56.224 euro e il 25% sulla parte successiva.
Gli esempi seguenti assumono iscrizione artigiana per l’intero anno, aliquote ordinarie, nessuna riduzione contributiva personale e nessun altro elemento che modifichi il calcolo.
Da quali ricavi scattano i contributi sull’eccedenza?
Con coefficiente del 67%, il reddito forfettario supera il minimale di 18.808 euro quando gli incassi arrivano a circa 28.072 euro. Sotto questa soglia resta comunque, nell’ipotesi ordinaria, il contributo minimo annuo.
Esempio con 20.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario lordo è 13.400 euro. Essendo inferiore al minimale INPS, i contributi ordinari sono 4.521,36 euro. La base dell’imposta è 8.878,64 euro: imposta di circa 1.331,80 euro al 15% oppure 443,93 euro al 5%.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
Il reddito lordo è 20.100 euro. I contributi indicativi sono circa 4.831,44 euro, compresa la quota sull’eccedenza rispetto al minimale. La base fiscale è 15.268,56 euro: imposta di circa 2.290,28 euro al 15% oppure 763,43 euro al 5%.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario è 33.500 euro. I contributi indicativi sono circa 8.047,44 euro; la base dell’imposta è 25.452,56 euro. L’imposta è circa 3.817,88 euro al 15% oppure 1.272,63 euro al 5%.
Esempio con 80.000 euro di ricavi
Il reddito lordo è 53.600 euro. I contributi indicativi sono circa 12.871,44 euro; la base imponibile residua è 40.728,56 euro. L’imposta è circa 6.109,28 euro al 15% oppure 2.036,43 euro al 5%.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
Con 85.000 euro di incassi il reddito forfettario lordo è 56.950 euro. Una piccola quota supera la prima fascia INPS di 56.224 euro. I contributi indicativi sono circa 13.682,70 euro; la base fiscale è 43.267,30 euro. L’imposta è circa 6.490,10 euro al 15% oppure 2.163,37 euro al 5%.
Tabella riepilogativa
| Ricavi | Reddito 67% | Contributi indicativi | Imposta 15% |
|---|---|---|---|
| 20.000 € | 13.400 € | 4.521,36 € | 1.331,80 € |
| 30.000 € | 20.100 € | 4.831,44 € | 2.290,28 € |
| 50.000 € | 33.500 € | 8.047,44 € | 3.817,88 € |
| 80.000 € | 53.600 € | 12.871,44 € | 6.109,28 € |
| 85.000 € | 56.950 € | 13.682,70 € | 6.490,10 € |
Riduzione INPS del 35%
I forfettari iscritti alla Gestione Artigiani possono richiedere, quando ne possiedono i requisiti, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. La riduzione non è automatica e può incidere sull’accredito previdenziale.
Contributi più bassi riducono anche l’importo deducibile dal reddito prima dell’imposta sostitutiva. Per misurare il risparmio reale bisogna quindi ricalcolare l’intero carico.
Su misura e riparazioni: stesso coefficiente
I ricavi da sartoria su misura 14.21.20 e quelli da riparazioni 95.29.30 utilizzano entrambi il coefficiente del 67%. Anche se fiscalmente il coefficiente coincide, è comunque corretto distinguere le due attività nella posizione ATECO.
Sartoria e vendita: esempio con due coefficienti
Se l’atelier svolge una vera attività di commercio al dettaglio, i ricavi commerciali appartengono normalmente al gruppo con coefficiente del 40%. Esempio: 30.000 euro incassati da sartoria e 10.000 euro da vendita producono un reddito forfettario lordo pari a:
30.000 × 67% + 10.000 × 40% = 24.100 euro.
Applicare il 67% indistintamente a tutti i 40.000 euro sarebbe quindi errato se la vendita costituisce realmente una distinta attività commerciale.
Tessuti e materiali non si deducono analiticamente
Nel forfettario tessuti, fodere, filati, bottoni, cerniere, minuteria, macchinari, affitto ed energia non vengono sottratti uno per uno. Il coefficiente presume costi pari al 33% dei ricavi della sartoria.
Per abiti da sposa e cerimonia il costo dei materiali può essere elevato. Se i costi reali superano stabilmente il 33%, oppure sono previsti investimenti importanti, è utile confrontare il risultato con un regime analitico.
Acconti e saldi dei clienti
Nel forfettario conta il principio di cassa. Se un cliente versa un acconto a dicembre e il saldo alla consegna dell’abito nell’anno successivo, i due incassi appartengono a periodi fiscali differenti. La gestione degli acconti è quindi importante anche per controllare le soglie del regime.
Imposta al 5%: quando spetta
L’aliquota del 5% spetta soltanto quando sono rispettate le condizioni previste per le nuove attività. Non basta aprire un nuovo atelier o una nuova Partita IVA; in mancanza dei requisiti si applica il 15%.
Errori frequenti nel calcolo
- applicare il 15% direttamente ai ricavi;
- dimenticare il contributo minimo INPS;
- usare un coefficiente diverso dal 67% per sartoria e riparazioni;
- applicare il 67% anche alla vera attività commerciale;
- dedurre analiticamente tessuti e materiali nel forfettario;
- applicare automaticamente il 5% o la riduzione INPS del 35%;
- calcolare il reddito sulle fatture emesse anziché sugli incassi.
Guide collegate e calcolatore
Prima del calcolo verifica il codice ATECO sarto. Consulta anche come aprire Partita IVA da sarto, il regime forfettario sarto, la guida al commercialista per sartoria e il calcolatore generale del regime forfettario.
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