Per aprire la Partita IVA come wedding planner nel 2026 bisogna prima definire come verrà svolto il lavoro: semplice attività autonoma di organizzazione e coordinamento oppure attività organizzata in forma d’impresa con ulteriori servizi, acquisti o gestione diretta dei fornitori. Per l’organizzazione di matrimoni e cerimonie personali il riferimento ATECO 2025 è 96.99.93 – Servizi di organizzazione di feste e cerimonie.
Quando serve la Partita IVA
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene esercitata in modo abituale e continuativo. Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che permetta di lavorare stabilmente come wedding planner senza Partita IVA: quel valore viene spesso confuso con specifiche regole previdenziali sulle prestazioni occasionali.
Se il servizio viene promosso in modo stabile, vengono acquisiti clienti durante l’anno e l’attività è organizzata con continuità, l’apertura va valutata dall’inizio, anche se nei primi mesi il fatturato è basso.
ATECO 96.99.93: il codice specifico per wedding planner
La classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT include espressamente nel codice 96.99.93 l’organizzazione di matrimoni, comprese le cerimonie celebrate lontano dal luogo di residenza. Il codice riguarda feste e cerimonie personali e va distinto dai codici 82.30.xx dedicati a conferenze, fiere ed eventi aziendali.
Se oltre all’organizzazione del matrimonio vengono esercitate in modo autonomo anche attività come catering, commercio di prodotti, gestione di location, noleggio o altri servizi, va verificata l’eventuale necessità di codici aggiuntivi. Il dettaglio è approfondito nella guida sul codice ATECO wedding planner.
Professionista o impresa: perché cambia la procedura
Non tutti i wedding planner hanno la stessa struttura. Se l’attività è configurata come lavoro autonomo professionale, l’apertura fiscale può essere effettuata con il modello AA9/12. Se invece l’attività presenta i caratteri dell’impresa, occorre coordinare anche gli adempimenti verso Registro Imprese, Camera di Commercio e gli altri enti interessati, normalmente attraverso la Comunicazione Unica.
Per l’impresa individuale il Registro Imprese conferma che la Comunicazione Unica coordina gli adempimenti verso Registro Imprese, Agenzia delle Entrate, INPS e, quando dovuto, INAIL e SUAP. Dal 12 febbraio 2026 lo strumento autonomo ComUnica non è più disponibile: le pratiche vengono trasmesse tramite DIRE o altra soluzione di mercato abilitata.
La scelta non va fatta per ridurre i contributi o semplificare la pratica: deve riflettere il modo in cui il lavoro è realmente organizzato, chi stipula i contratti con i fornitori, quali servizi vengono venduti e come vengono gestiti i flussi economici.
Quanto costa aprire la Partita IVA da wedding planner
Per il professionista, la dichiarazione fiscale di inizio attività non comporta di per sé diritti camerali. Può esserci invece il costo del professionista o intermediario incaricato della pratica e della configurazione iniziale. Se l’attività è esercitata come impresa, il costo di avvio può comprendere diritti e bolli del Registro Imprese, PEC, firma digitale ed eventuali adempimenti SUAP: gli importi dipendono dalla forma concreta e non esiste un costo unico valido per ogni wedding planner.
Ai costi di apertura vanno aggiunti i costi operativi: software, sito e promozione, assicurazione quando scelta o richiesta, trasferte, consulenze e strumenti di lavoro. Nel regime forfettario questi costi non vengono dedotti uno per uno, perché il reddito è determinato tramite coefficiente.
Regime forfettario nel 2026
Il wedding planner può applicare il regime forfettario quando rispetta tutti i requisiti previsti. La soglia ordinaria di ricavi o compensi è 85.000 euro; oltre 100.000 euro operano le regole di uscita immediata stabilite dalla disciplina del regime.
Vanno inoltre controllate le cause di esclusione, comprese quelle collegate a partecipazioni societarie, rapporti con precedenti datori di lavoro e redditi da lavoro dipendente. Per il 2026, ai fini della specifica causa ostativa relativa al lavoro dipendente, va verificata la soglia di 35.000 euro dell’anno precedente, salvo i casi in cui il rapporto di lavoro sia cessato secondo le regole previste.
Coefficiente di redditività del 67%
Per l’attività 96.99.93 il coefficiente di redditività utilizzato nel forfettario è 67%. Significa che il reddito forfettario lordo viene determinato applicando il 67% ai ricavi o compensi rilevanti, senza dedurre analiticamente i costi sostenuti per telefono, software, trasferte, promozione, consulenti o altri acquisti.
Imposta sostitutiva al 15% o al 5%
Sul reddito imponibile determinato secondo le regole del forfettario si applica normalmente l’imposta sostitutiva del 15%. L’aliquota può scendere al 5% per il periodo agevolato iniziale quando ricorrono davvero i requisiti previsti per una nuova attività; non è automatica per chiunque apra una Partita IVA.
Previdenza: va definita prima dei calcoli
La previdenza dipende dalla forma concreta dell’attività. Se il wedding planner opera come lavoro autonomo professionale e non è soggetto a un’altra forma previdenziale obbligatoria può trovare applicazione la Gestione Separata INPS. Se invece l’attività è organizzata come impresa e ricorrono i presupposti per una gestione speciale, l’inquadramento contributivo è diverso.
Nel 2026, quando si applica la Gestione Separata ai liberi professionisti non pensionati e non assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria, l’aliquota complessiva è 26,07%; nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra previdenza obbligatoria è il 24%. Questi valori non vanno però applicati automaticamente a ogni wedding planner.
Compenso proprio, fornitori e anticipazioni
Prima dell’apertura è utile definire contrattualmente chi paga location, catering, fiorista, fotografo e gli altri fornitori. Il compenso del wedding planner per organizzazione e coordinamento va distinto dai flussi relativi a servizi di terzi e dai servizi acquistati e poi rivenduti direttamente al cliente.
Le somme anticipate in nome e per conto del cliente hanno un trattamento specifico solo quando ricorrono davvero i presupposti previsti dall’articolo 15 del DPR 633/1972 e l’anticipazione è debitamente documentata. Chiamare genericamente una somma “rimborso spese” non basta a renderla automaticamente esclusa dal compenso.
Se invece il fornitore fattura al wedding planner oppure il servizio di terzi viene acquistato e inserito in un pacchetto venduto al cliente, la situazione è diversa. Nel forfettario, inoltre, i normali costi sostenuti non vengono dedotti analiticamente: per questo contratto, intestazione delle fatture e flussi di pagamento vanno impostati prima del primo evento.
Vendita di prodotti e servizi accessori
Bomboniere, partecipazioni, allestimenti, noleggio di materiali, vendita di prodotti o altri servizi accessori possono cambiare l’inquadramento quando vengono offerti come attività autonoma e abituale. In questi casi va verificata l’eventuale necessità di un codice ATECO secondario e degli adempimenti collegati al commercio o al servizio aggiuntivo.
Fatturazione elettronica e bollo
Dopo l’apertura occorre impostare la fatturazione elettronica e la conservazione dei documenti. Nel regime forfettario la fattura segue le regole proprie del regime e va verificata l’applicazione dell’imposta di bollo quando ricorrono i presupposti. La descrizione in fattura deve essere coerente con il servizio realmente reso.
Documenti da preparare prima del primo matrimonio
- descrizione precisa dei servizi inclusi;
- preventivo che distingua il compenso proprio dalle somme riferite a servizi di terzi;
- contratto che chiarisca chi incarica e paga i fornitori;
- regole sulle eventuali anticipazioni documentate;
- scadenze di incasso e pagamento;
- condizioni per annullamenti e modifiche dell’evento;
- dati necessari per la fatturazione elettronica.
Checklist prima di iniziare
- descrivere con precisione servizi e modalità operative;
- confermare ATECO 96.99.93 ed eventuali attività secondarie;
- definire se l’attività è professionale o d’impresa;
- scegliere la procedura di apertura coerente con l’inquadramento;
- verificare requisiti e cause di esclusione del forfettario;
- definire la posizione previdenziale;
- predisporre contratti e modalità di gestione dei fornitori;
- attivare fatturazione elettronica e conservazione;
- pianificare acconti, imposta e contributi.
Guide collegate
Per completare l’impostazione consulta il regime forfettario per wedding planner, il codice ATECO 96.99.93, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per wedding planner.
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